Cinema, Tv e teatro: Non può andare tutto male
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Non può andare tutto male

  Guardare Sulla mia pelle è stata un’esperienza strana. Conoscevo già la storia, e sapevo esattamente (esattamente) come sarebbe andato a finire il film. Ero esattamente (esattamente) al corrente di quello che stavo per guardare. Esattamente (esattamente) consapevole del fatto che non ci sarebbe stato un lieto fine. Eppure i film fanno questo effetto, che […]

18 Set
2018
Cinema, Tv e teatro

 

Guardare Sulla mia pelle è stata un’esperienza strana. Conoscevo già la storia, e sapevo esattamente (esattamente) come sarebbe andato a finire il film. Ero esattamente (esattamente) al corrente di quello che stavo per guardare. Esattamente (esattamente) consapevole del fatto che non ci sarebbe stato un lieto fine. Eppure i film fanno questo effetto, che siano tratti da una storia vera o no: ti fanno sperare. E io fino alla fine ho sperato.

All’inizio del film ho pensato ecco, adesso Stefano si alza e racconta tutto. Era un falso inizio, tutta la storia sarebbe partita qualche secondo più tardi. Ho visto Stefano per la prima volta e ho pensato ecco, guarda come è vivo, alla fine non può morire, sta saltando la corda, chi salta la corda alla fine non muore. Ho pensato questo anche mentre Stefano incontrava la sorella fuori da casa sua e ci scherzava. Ho pensato ecco, chi scherza così con una sorella alla fine del film non può morire, dai. Poi Stefano è salito a casa dei genitori e ho pensato ecco, vedi, ora resta a dormire a casa loro e il film finisce qui. Stefano però ha deciso di uscire e allora ho pensato ok, dai, esce con un amico, lo faccio anche io spesso, che male c’è, come può finir male questa storia. Poi ho visto Stefano chiacchierare con il suo amico in macchina e ho pensato ecco, cosa può andare storto in una situazione simile, c’è tutta questa calma, guardali come sorridono, sarà sicuramente un gran finale, sì, sicuro. Poi sono arrivati i carabinieri e ho pensato cazzo, ora che succede, perché sono così agitati, sicuramente nascondono qualcosa. Mi sono chiesto ma Stefano è cattivo o buono?, ma poi che distinzione è buono o cattivo?, quando una persona passa dal buono al cattivo? Se spacci sei cattivo? Quale Stefano conoscevo? Io Stefano non lo conoscevo. Però ho pensato ecco, adesso non riescono a trovargli niente e Stefano la fa franca, è il protagonista del film, i film finiscono bene, magari poi per lo spavento lascia stare tutto e fa il bravo, oppure fa il cattivo, ma il cattivo vivo. Poi il carabiniere tasta la caviglia di Stefano e nel calzino trova della roba che non va bene e allora ho pensato ecco, lo portano in commissariato, una notte al fresco e impara la lezione. Stefano va al commissariato e viene spinto dentro una porta. Ho pensato ecco, adesso lo hanno messo in prigione, funziona così, no?, poi domani tutto ok, una firma ogni tanto, servizi sociali, cose così insomma, no? Stefano esce fuori e non è più quello che è entrato nella porta e allora ho pensato ecco, adesso dice tutto. Adesso dice tutto. Invece Stefano sta zitto e io rosico, penso perché sta zitto Stefano?, perché non dice niente Stefano? Gli chiedono di firmare e dico ecco, adesso Stefano firma e finisce qui, poi i lividi passano, cioè dai lividi si guarisce, poi Stefano magari diventa buono, oppure cattivo, ma cattivo vivo. Stefano non firma. C’è un processo e Stefano sta male, si vede che sta male, dico ecco adesso tutti si accorgono della faccia di Stefano e fanno qualcosa, succede qualcosa e alla fine tutto va bene, ci hanno messo un po’ ma lo hanno capito, lo devono aver capito, ha così tanti lividi, eh. Finisce il processo e nessuno capisce e mi arrabbio perché io invece avevo capito benissimo quello che era successo a Stefano, volevo entrare lì dentro al tribunale e urlare oh, ma siete ciechi? Stefano allora va in prigione ma sta male, dico ok, adesso però confessa tutto, è un’ingiustizia troppo grande. Stefano sta sempre più male e non dice niente mentre io penso ok, dai, è un film, lo dice solo alla fine. Stefano incontra diverse persone ma non dice niente e io penso oh, Stefano, ma perché non parli, finiamola qui dai. Poi Stefano parla a qualcuno e io allora dico ecco, finalmente, ora cambia tutto e chi deve pagare paga e Stefano starà bene, forse diventerà buono o forse resterà cattivo, ma cattivo vivo. Stefano parla ma nessuno ascolta. Dico ok, è sempre un film, succede tutto alla fine. Poi arriva la famiglia che vuole vedere Stefano e penso oh, loro adesso lo vedranno e tutto andrà bene, alzeranno la voce e faranno star bene Stefano.

La famiglia di Stefano non riesce a vedere Stefano.

Dico ok, anche questa è andata male, ma non può andare tutto male. Non può andare tutto male. I medici visitano Stefano ma lui dice no, non voglio essere visitato, voglio il mio avvocato. Allora penso ok, Stefano vuole il suo avvocato ma poi nel frattempo le accetta le cure, certo che le accetta. Stefano non accetta le cure. Allora penso ok, eccoci, adesso arriva l’avvocato e Stefano gli dice tutto e tutto andrà bene.

Il film torna all’inizio, alla scena di quando Stefano sta sul letto e dico ok, ci siamo, ora si sveglia e parla con l’avvocato. Svegliati, Stefano. Oh, Stefano, svegliati dai. Stefano, svegliati.

Stefano.

Leonardo Mazzeo
Classe 1993, di solito scrivo di calcio, qualche volta però esco e vado altrove, non importa dove. Colore preferito: arancione. Segni particolari: nessuno.
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