Poche volte è capitato nella storia che qualcuno squarciasse lo spesso velo di inamidata ipocrisia marchettara della RAI, e per riuscirci bisogna innanzitutto poterselo permettere. E di sicuro poteva, dall’alto della sua siderale carriera, quell’adorabile motherfucker di Ugo Tognazzi, ospite di Domenica In per presentare il suo ultimo film da regista (il distopico I viaggiatori della sera) di fronte all’emblema dell’ufficialità da servizio pubblico, un Pippo Baudo che sente tremargli la terra sotto i piedi quando Ugo rompe la liturgia e, disinteressandosi del suo stesso film, lo trolla bellamente, tirando fuori argomenti allora, e probabilmente ancor oggi, scomodi come la prostituzione, la marijuana e le Brigate Rosse (da ricordare qui l’ancor più celebre trollata de Il Male che spacciò Tognazzi per capo delle BR clonando le prime de Il Giorno, La Stampa e Paese Sera).
Per arroventare ancor di più la brace su cui aveva messo a cuocere l’incolpevole Baudo, Ugone ricorda anche della spietata censura che la RAI operò vent’anni prima ai danni di Un, Due, Tre per un innocuo sketch, suo e di Vianello, che coinvolgeva nientepopodimeno che il Presidente della Repubblica Gronchi.