Poi viene settembre. Un mese pieno di certezze, con tutti i suoi buoni propositi, la malinconia delle giornate che si accorciano, l’asta del fantacalcio, gli esami, la scuola, la dieta e il rientro dalle ferie. Da undici anni esiste anche un’altra bella certezza: Short Theatre, che come ogni settembre è un appuntamento immancabile, e che porta a Roma una montagna di artisti, performance, spettacoli, concerti e il solito pubblico numeroso e affezionatissimo, che continua a crescere di edizione in edizione. Così come il festival stesso del resto, che quest’anno presenta un calendario ricco come non mai, amplia le location e si espande nella Capitale, abbandonando la mise stretta (e forse mai realmente indossata) di festival di teatro contemporaneo e ritagliandosi un posto di tutto rispetto tra i festival multidisciplinari in Italia e in Europa, considerando anche la grande quantità di ospiti internazionali.
«La vocazione originale è stata proprio quella di abbattere le barriere tra le varie discipline» ci ha detto il direttore artistico di Short Theatre, Fabrizio Arcuri durante la scorsa edizione del nostro festival BELLAGENTE — Ritratti di persone che fanno tanto bene a Roma (qui puoi leggere tutta l’intervista), e non possiamo fare altro che dargli ragione.
Tropicantesimo, Short Theatre 11
Abbattere le barriere tra le discipline, per dar voce a una pluralità di linguaggi e di visioni sul mondo, ma anche per aprire le porte a pubblici differenti, invitando tutti i vari corpi della città a partecipare al tempo eccezionale del festival. «Keep the village alive»: il sottotitolo di quest’anno indica infatti la traiettoria precisa di quest’edizione e funziona come un’esortazione, uno stimolo a condividere spazi, tempi, esperienze e a raccogliere la responsabilità di tenerli in vita, ciascuno a partire dalle proprie prerogative. Keep the village alive «significa continuare ad allestire, ogni anno, un luogo, temporaneo e delimitato. Un villaggio di transito, uno spazio di riposo per i nomadi, di racconto per i viaggiatori, per assecondare una voglia di resistenza, ma anche di indagine, di scoperta, di abbandono vitale a quello che non possiamo non fare: prenderci cura dei nostri desideri e delle nostre possibilità.»

Michele Rizzo, “Higher”, Short Theatre 11
Dal 7 al 18 settembre 2016 Short Theatre ospiterà 50 compagnie e ogni giorno si terranno incontri, workshop, installazioni, proiezioni, djset, concerti, dopofestival, coinvolgendo gli spettatori in dodici giorni di programmazione eterogenea che spazia tra i formati e i linguaggi. Al centro c’è la natura partecipativa dello spettacolo dal vivo e il suo farsi detonatore di pratiche collettive, creando spazi e contesti in cui nutrire l’immaginario del “villaggio”. Il dj set diventa così il pretesto per ripensare i modi con cui condividiamo gli spazi abitativi (Strasse, HM/House Music); si imparano poesie a memoria, costruendo connessioni impossibili tra le storie e tra gli individui che le condividono (Tiago Rodrigues, By Heart); la scrittura drammaturgica di uno spettacolo si rivela lo strumento con cui manipolare materiali d’archivio e trasformarli nel racconto di una realtà fatta di vicende individuali, ma che ci coinvolge tutti (Muta Imago, Polices!). E poi ancora MP5 & Teho Teahardo con Phantasmagorica una produzione Short Theatre, una combinazione di immagini e suoni ispirata alle fantasmagorie di fine Ottocento, i live dei Mokadelic e La Batteria, la danza internazionale di Radouan Mrziga, la prima nazionale di Five easy pieces di Milo Rau e moltissimo altro.

Milo Rau, “Five Easy Pieces”, Short Theatre 11
Tenere vivo il villaggio significa anche saper fare festa, quando serve. Tra una birretta e un Moscow Mule, anche quest’anno Short Theatre prevede quattro serate di dopofestival, curate da alcune realtà della vita notturna romana: Balsamo di Scimmia di Lady Coco, Spring Attitude Waves (che presenta il live di Yakamoto Kotzuga), La Batteria+LSWHR, Amigdala, oltre alle collaborazioni nei progetti musicali: Hugo Sanchez, Lola Kola e Igino Dodde con Tropicantesimo e gli WOW per Radio Holiday – Bad Peace e tutti i loro invitati all’Alchemical Wedding, Ossiuri per God is a DJ.
Il centro del festival si conferma La Pelanda nel cuore di Macro Testaccio, assieme al Teatro India e alla Biblioteca Vallicelliana, ai quali si aggiungono Villa Medici e la collaborazione con Palazzo Venezia, nell’ambito della rassegna “Il Giardino Ritrovato”.
Non vi resta che entrare nel villaggio!
Scopri tutto il programma di Short Theatre 2016.
In copertina: Fernando Rubio, Everything by my side, Short Theatre 11.
SHORT THEATRE 11 / KEEP THE VILLAGE ALIVE
Roma — 7 > 18 settembre 2016
#shortheatre11
www.shorttheatre.org
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Tel. 06 44 70 28 23
