E quindi state correndo tutti al cinema per Avengers: Infinity War? E quindi non vedete l’ora che escano Jurassic World – Il regno distrutto e Solo: A Star Wars Story? Ma dai! Il mainstream no, suvvia. Cioè, va bene, quei film li vedrete tutti. Il mainstream sì, suvvia. Ma c’è Netflix. Ci sono film semi-sconosciuti che vale la pena guardare. E allora eccone (altri) tre. Questa volta ci sono anche due italiani. Per la disperazione dei doppiatori. Il terzo invece è tanto folle quanto splendido e va visto tipo immediatamente. Su. Forza. Ancora siete lì?
L’intrepido (2013)
Livello ansiogeno: 1/5;
Colpo d’occhio: 2/5;
Notipregodaimacheveramente: 3/5;
Ok, però adesso ho sonno: 2/5;
Riso: alla milanese;
Doppiaggio: forse un giorno Albanese di mestiere farà anche questo.
No, non è il solito Antonio Albanese. Il film in alcuni punti si fa leggero, è vero. Però di base è drammatico. In una scala da uno a Qualunquemente, questo film fa ridere Hachiko.
Trama: Antonio vive a Milano e di mestiere fa tanti mestieri. In pratica c’è un tizio super cattivo e super viscido che gli affida lavori saltuari ogni volta che c’è da fare sostituzioni. E quindi Antonio, di volta in volta, si trova a guidare un tram, a consegnare pizze, a scaricare casse di pesce. Antonio è stato lasciato dalla moglie e ha un figlio che suona il sassofono. Il film fa piangere, fa riflettere, ti tiene sveglio nella sua dolcezza triste e malinconica. Alla fine vorrete tutti bene ad Antonio. Un po’ come succede con Hachiko (e giù a piangere).
Controindicazioni: potreste essere tentati di darvi malati a lavoro per regalare un giorno di paga ad Antonio. Se così fosse, quel giorno approfittatene per vedere questo film.
La nostra vita (2010)
Livello ansiogeno: 2/5;
Colpo d’occhio: 2/5;
Notipregodaimacheveramente: 3/5;
Ok, però adesso ho sonno: 1/5;
Riso: pomodori con il;
Doppiaggio: Romanaccio/italiano-italiano/romanaccio (ao, sto a gioca’, mica è vero).
Si piange di nuovo. Però si sorride anche. Questo film è il sorriso che fai dopo una giornata lunga, stancante e complicata, che finisce, e il sole scende, c’è una bella luce e tutto sembra tornare al suo posto. Claudio (un Elio Germano ad altissimi livelli, come sempre) è un operaio edile, sposato e con due figli (più un altro in arrivo). Le cose gli vanno bene, poi nel giro di poco tempo crolla tutto. Lui combatte, non si arrende. La nostra vita è una dedica ai coraggiosi che scrivono la loro storia, la loro vita, nonostante tutto. Con inchiostro e sudore. E impicci brutti che poi passano. E legami che restano, grazie ai quali riesci a rimanere a galla, come Claudio. Una boccata d’ossigeno dopo una lunga apnea. Colonna sonora: Anima fragile. E la vita continua.
Controindicazioni: se siete fan di Ligabue, non guardatelo perché tanto canta Vasco. Dai, si scherza. Mettete in circolo il vostro amore, perché col tempo cambia tutto lo sai, e cambiamo anche noi e cambiamo anche noi nanaaa. Viva tutti.
Swiss Army Man – Un amico multiuso (2016)
Livello ansiogeno: 2/5;
Colpo d’occhio: 4/5;
Notipregodaimacheveramente: 5/5;
Ok, però adesso ho sonno: 1/5;
Riso: da morire;
Doppiaggio: no, perché il doppiatore era morto (ma neanche troppo).
Ok, qui siamo alla follia. Pensate a un film folle. Ci siete? Ecco, Swiss Army Man (traduzione letterale: Uomo Coltellino Svizzero) lo batte. Non è fantascienza, non è horror, non è thriller. Né commedia, né dramma, niente di niente. Questo film è un genere a parte. Paul Dano (!) e Daniel Radcliffe (sì, Harry Potter) come protagonisti. Inizia così: un ragazzo di nome Hank è naufragato su un’isola deserta e sta per suicidarsi per la disperazione. Poi vede arrivare un corpo a riva. Va lì, lo controlla: è morto. Allora torna a suicidarsi. Il corpo però inizia a scoreggiare (si può scrivere?). Ok, è un cadavere direte voi, è normale. Però il corpo scoreggia talmente forte che diventa un motoscafo e Hank riesce ad andarsene dall’isola cavalcando un cadavere. Ecco, questo è l’inizio. E non potete immaginare il resto. Nella sua totale pazzia, il film è poetico, commovente, divertente, critico, sicuramente geniale. Frase più bella: «Se non conosci Jurassic Park non conosci un cazzo». Quindi sì, vedetevi anche Jurassic World – Il regno distrutto. Ve lo consiglia Hank.
Controindicazioni: non ce ne sono. Va visto e basta. Subito. Adesso. Smettete di leggere l’articolo e accendete Netflix o fate l’abbonamento o compratelo o vedetevelo in streaming (scusa, Netflix, ma questo film supera tutto).