Sì, va bene, è arrivato giugno, una nuotata al mare la mattina poi si esce la sera, giornate più lunghe, le schitarrate sulla spiaggia, gli aperitivi super top. Ma chi volete prendere in giro? Dai: stiamo tutti su Netflix, come sempre. Così, ecco altri tre film che non si è mai visto nessuno. Tanto per non guardare sempre gli stessi, famosissimi, spammatissimi, banalissimi. Tanto per fare il grosso con gli amici e svoltare qualche serata al solito bar in centro — perché tanto al mare non ci va nessuno, non mentite — tanto per parlare di una cosa diversa dai Mondiali — ma quanto sono belle Senegal e Giappone?
In due delle tre pellicole semi-sconosciute di giugno il protagonista arriva direttamente da Una notte da leoni ma evita i marshmallow drogati. Nel terzo, invece, si spara tanto e in maniera piuttosto inaspettata. Adesso posate il telo da mare, dai. Potete smettere di fingere.
It’s Kind of a Funny Story (2010)
Livello ansiogeno: 1/5;
Colpo d’occhio: 2/5;
Notipregodaimacheveramente: 2/5;
Ok, però adesso ho sonno: 1/5;
Riso: Sì, però prima un Pizza Party;
Doppiaggio: Sì, però solo se lasciate un pezzo di pizza al doppiatore.
Tradotto in italiano, 5 giorni fuori (ehm…). C’è Zach Garafdgjakishdgakis. Dai, Zach Galaffcvaikis. Galahcg… Vabbè, c’è Alan di Una notte da leoni, ma il protagonista non è lui. Il film parla di un adolescente che vuole suicidarsi. Cioè, non è che abbia proprio tentato il suicidio, però ci ha pensato. Così decide di andare all’ospedale e insiste per farsi ricoverare: dice di avere un problema serio, dice che nessuno lo capisce, dice tante cose e alla fine si ritrova in un reparto psichiatrico. Incontra diverse persone ambigue (c’era da aspettarselo, dai), tra i quali anche Alan. E una ragazza che gli piace. Il ragazzo deve restare per forza 5 giorni lì dentro (ordini dall’alto), succedono cose buffe ma anche cose pesanti. Il film è piacevole e anche un po’ romantico (senza però risultare smielato). Ah: vale la pena vederlo anche solo per la scena in cui suonano Under Pressure. C’è tipo un trip mentale e vedrete un David Bowie inedito. Fomento.
Controindicazioni: non organizzate un Pizza Party se non avete soldi per permettervelo.
The Clapper (2017)
Livello ansiogeno: 1/5;
Colpo d’occhio: 1/5;
Notipregodaimacheveramente: 2/5;
Ok, però adesso ho sonno: 2/5;
Riso: Comprato tramite televendita;
Doppiaggio: Sì, poi il doppiatore si mette i baffi e sembra un altro.
C’è Ed Helms (questo era facile), alias Stu di Una notte da leoni, che di mestiere fa la comparsa nelle televendite. Per non farsi riconoscere dagli spettatori, di volta in volta cambia look: prima ha i baffi poi no, dopo si mette un cappello, gli occhiali, eccetera. A lui questa vita sta bene, è innamorato di una ragazza che lavora da un benzinaio e tutto procede tranquillo. Finché uno di questi programmi stile Late Night Show lo nota e dice «Aaaaah ma guardatelo vogliamo intervistarlo, trovatelo lo vogliamo in studio, ma adesso pubblicità». Così Stu diventa famoso e la sua vita cambia radicalmente. Lui però voleva solo fare l’usciere (e se poi te ne penti?). Ovviamente si ride, però c’è anche una mezza critica al mondo della televisione, che il giorno prima ti mastica e il giorno dopo ti sputa via. Alla fine del film il vostro unico desiderio sarà quello di avere una carpa con un corno solo.
Controindicazioni: evitate di discutere con il proprietario della pompa di benzina dove lavora la persona che amate. Sembrano tipi parecchio irascibili.
Bad Day for the Cut (2017)
Livello ansiogeno: 3/5;
Colpo d’occhio: 2/5;
Notipregodaimacheveramente: 2/5;
Ok, però adesso ho sonno: 1/5;
Riso: Di traverso;
Doppiaggio: No, perché il doppiatore stava scappando da Donal.
Semplice: è John Wick ma invece che il cane viene uccisa la madre del protagonista. E a quel punto lui vuole vendetta. Donal è un contadino super tranquillo sulla cinquantina, vive con la madre e ha una vita monotona: si sveglia presto, porta al pascolo le pecore, ripara macchine, sporca casa con gli stivali infangati. Una notte l’anziana viene uccisa senza un apparente motivo, poi la sera seguente due tizi vanno a casa sua per uccidere anche lui ma Donal riesce a sfangarla. Ne fa fuori uno e risparmia l’altro, che diventa suo alleato. Da quel momento in poi, parte la caccia all’uomo: con un fucile in mano, in sella al suo furgone, il contadino si trasforma in Rambo e va a cercare gli assassini. Si scoprono diverse cose inaspettate, il film è intenso, un thriller a tutti gli effetti. Un bel thriller.
Controindicazioni: evitate di dare fastidio a Donal quando tiene in mano cose roventi, tipo una pentola di fagioli o un ferro da stiro. Potreste scottarvi.