Perché scegliere Annientamento o Bright sarebbe troppo facile. Perché a noi il mainstream proprio non va giù. Perché l’indie, un giorno, trionferà. E a quel punto diventerà mainstream. Ma fino ad allora si prosegue così: controcorrente.
Scavando tra le pieghe di Netflix e dribblando filmoni famosi, ecco tre film che non si è mai visto nessuno.
Uno è spagnolo e stanno tutti dentro a un bar. Forse dal titolo qualcosa si può intuire.
Un altro ancora è tipo Il Signore degli Anelli, ma senza Signore e senza Anelli. Ci sta solo Elijah Wood. Ok: ci sta solo Frodo.
Un altro non è stato neanche doppiato. Però è bello, ve lo assicura uno che non ha mai studiato cinema.
Abbonamento in mano: si parte.
El Bar (2017)
Livello ansiogeno: 3/5;
Colpo d’occhio: 2/5;
Notipregodaimacheveramente: 3/5;
Ok, però adesso ho sonno: 1/5;
Riso: Paella;
Doppiaggio: Las Ketchup.
Madrid: una ragazza bellissima entra in un bar a caso. Ordina cose a caso e tutti fanno le cose normali che si fanno in un bar: mangiare cose normali, giocare a slot machine normali, parlare di cose normali. Poi uno esce dal bar e viene ucciso. Una cosa non proprio normale. Allora un altro esce per soccorrerlo e viene ucciso. I presenti si interrogano: cosa succede? Un attacco terroristico? Gli alieni? Spotify che blocca gli utenti che craccano Premium? Non si sa, la verità verrà a galla pian piano. Il film è godibile, c’è un colpo di scena ogni 5 minuti circa. Sicuramente non vi addormenterete davanti al televisore, ecco. Al massimo vi verrà voglia di un cappuccino.
Controindicazioni: la prossima volta che entrerete in un bar assicuratevi di non aver scaricato la versione craccata di Spotify Premium.
I Don’t Feel at Home in This World Anymore (2017)
Livello ansiogeno: 2/5;
Colpo d’occhio: 2/5;
Notipregodaimacheveramente: 4/5;
Ok, però adesso ho sonno: 2/5;
Riso: della Contea;
Doppiaggio: elfico.
A una ragazza entrano in casa dei ladri e le rubano un PC e alcune cose antiche appartenenti alla nonna. A lei questa cosa non piace e decide di indagare. Per farlo, sceglie di chiedere aiuto a Frodo, che dopo aver portato l’anello al Monte Fato passa le giornate come può: porta a spasso il cane, ascolta musica, fa tanti esercizi per sviluppare i bicipiti. Dura la vita senza Sam. Il film è divertente, anche un po’ splatter, sembra una puntata di Rick and Morty senza fantascienza. E un po’ più drammatica del solito. Senza Rick e senza Morty. Ok, era solo per citarli (ma quanto è bella quella serie?). La trama ha un suo senso e un bel finale. Funziona. Anche senza anello.
Controindicazioni: se sentite il peso degli anni che passano, cercate di evitare i film con Elijah Wood. Lui è rimasto sempre uguale.
Into the Forest (2015)
Livello ansiogeno: 2/5;
Colpo d’occhio: 4/5;
Notipregodaimacheveramente: 2/5;
Ok, però adesso ho sonno: 2/5;
Riso: Poco e con i fagioli (vedendo il film, capirete);
Doppiaggio: No, perché è andata via la corrente.
Una ragazza balla. Una studia. Il padre fa cose. La madre non c’è più. Hanno una casa in una foresta (anche qui: il titolo non inganna per niente). Un giorno se ne va via la luce. E non torna più. Non torna proprio, il film è ambientato in un futuro prossimo. Una sorta di apocalisse elettrica. E niente più balli (anzi, sì: c’è il metronomo!). E niente più studio (anzi, sì: esistono i libri!). La famiglia è costretta a sopravvivere in queste condizioni, mentre la situazione nel mondo esterno presto degenera. E loro restano nella foresta e cercano di sopravvivere. Il film è ritmato, a tratti commovente, sicuramente ben fatto. Dall’inizio alla fine: ne vale la pena.
Controindicazioni: ricordatevi sempre di avere una torcia con voi. E di non lasciare la luce accesa in macchina se siete nel bel mezzo di una crisi elettrica mondiale.