Cinema, Tv e teatro: Tre film su Netflix che non si è mai visto nessuno | Novembre
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Tre film su Netflix che non si è mai visto nessuno | Novembre

Potremmo saltare direttamente la parte in cui arriva il freddo e quindi la coperta e la cioccolata calda e tutto il resto, ma non lo faremo. Il contesto è importante: la mattina ti svegli alle 7:05 e l’ultima cosa che vorresti fare in quel momento è divorziare dalle coperte, poi però pensi all’avvocato, agli alimenti […]

28 Nov
2018
Cinema, Tv e teatro

Potremmo saltare direttamente la parte in cui arriva il freddo e quindi la coperta e la cioccolata calda e tutto il resto, ma non lo faremo. Il contesto è importante: la mattina ti svegli alle 7:05 e l’ultima cosa che vorresti fare in quel momento è divorziare dalle coperte, poi però pensi all’avvocato, agli alimenti (cioè, proprio alla colazione), allora decidi di farlo. Stai una giornata fuori a fare quello che fanno un po’ tutti, cioè sbattersi di qua e di là cercando di dare un senso alla vita (propria e in generale). Ma un senso la vita non ce l’ha e allora tornato a casa la sera l’unica cosa che vuoi fare è guardare qualcosa su Netflix. Depressi, ve’? Ve l’avevo detto che il contesto era importante.

Ok, rubrica: ancora tre film. Uno parla di poker ma neanche troppo, più che altro parla di vita, mezzo triste ma ti fa prendere pure abbene; gli altri due boh: allora, nel primo c’è la notte dello sfogo, tutti si ammazzano a vicenda e si vede un sacco di sangue; nel secondo invece c’è Viggo Mortensen che va in giro in un mondo post-apocalittico insieme al figlio, e pure qua un bel po’ di gente s’ammazza a vicenda. Vabbè, via:

 

Mississippi Grind (2015)

Livello ansiogeno: 1/5;
Colpo d’occhio: 2/5;
Notipregodaimacheveramente: 2/5;
Ok, però adesso ho sonno: 1/5;
Riso: altri du’ cucchiai così se lo finimo dai;
Doppiaggio: all-in.

Allora ci sta un tizio fissato con il gioco d’azzardo che un giorno incontra Ryan Reynolds e i due diventano parecchio amici, o almeno compagni di gioco. Il tizio ha un po’ di problemi di soldi, cioè parecchi problemi di parecchi soldi. Ryan Reynolds (ha un nome eh, tipo Steve, Jack, qualcosa del genere, ma adesso non me lo ricordo) decide di aiutarlo e i due partono in un road trip figo, dove succedono diverse cose e dove si intrecciano le storie di entrambi. Ognuno ha il suo obiettivo, ognuno si comporta in modo altrettanto folle e sconclusionato. Il film è piacevole, scorre, in alcuni punti è tragicomico (con picchi di tragedia e di commedia qua e là). Consigliato, poi appena mi ricordo i nomi dei due tizi ve li dico.

Controindicazioni: la ludopatia cozza un po’ con questo film, però magari vi viene voglia di fare un viaggio lungo il Mississippi dai.

 

The Purge – Election Year (2016)

Livello ansiogeno: 3/5;
Colpo d’occhio: 2/5;
Notipregodaimacheveramente: 2/5;
Ok, però adesso ho sonno: 2/5;
Riso: al sangue;
Doppiaggio: sì, poi il doppiatore si è sfogato.

Inizialmente pensavo che questa cosa dello sfogo fosse una trovata dei creatori di Rick e Morty — stupido io a sottovalutare lo spirito citazionista di quella serie (che comunque dovete vedé, eh). Tornando al film, questo fa parte di una serie di pellicole incentrate su questa notte dello sfogo: una notte all’anno le persone possono fare quello che vogliono (senza essere punite dalla legge): uccidere, violentare, ammazzare in tutti i modi, usare tutte le armi tranne quelle nucleari. C’è una donna che si candida alle elezioni e che va contro questa notte dello sfogo, poi quando la notte dello sfogo arriva prima delle elezioni i sostenitori della notte dello sfogo provano a ucciderla. Accanto a lei però c’è una guardia del corpo super skillata che la difende, poi i due incontrano altri personaggi e la vicenda va avanti per le strade mentre tutti s’ammazzano in vari modi. Nel complesso sembra tipo un video dei 30 Seconds to Mars a tinte splatter.

Controindicazioni: se siete in un periodo difficile con il vostro partner, evitate di vederlo insieme, oppure sfogatevi in qualche altro modo, ecco.

 

The Road (2009)

Livello ansiogeno: 4/5;
Colpo d’occhio: 3/5;
Notipregodaimacheveramente: 2/5;
Ok, però adesso ho sonno: 2/5;
Riso: forse ne è rimasto un po’ nel rifugio atomico, controlla un po’;
Doppiaggio: arriverà un film in cui Viggo Mortensen non sarà doppiato da Pino Insegno — ma non è questo il film!

Altra pellicola distopica, in questo caso però di persone in giro per il mondo ne sono rimaste poche. Tra queste ci sono anche Viggo Mortensen e suo figlio, che vagano per lande desolate spingendo un carrello della spesa pieno di roba vecchia, in cerca di qualcosa da mangiare. Quelle poche persone che sono sopravvissute si uccidono a vicenda per non soccombere, e Viggo Mortensen fa di tutto per tenere in vita il figlio e per non farlo catturare da altri. Il film è intenso, bello e appassionante, e credo rappresenti bene il rapporto viscerale tra un padre e suo figlio. C’è anche la figura della madre, che torna in qualche flashback e rende il tutto ancora più malinconico e desolante. La cosa più particolare è vedere quel mondo come lo vede quel bambino, che in vita sua non ha visto altri mondi se non quella distesa deprimente di roba che cade a pezzi. Nonostante questo, il bambino non smette di meravigliarsi, e il merito è anche di suo padre, che lotta finché può, con tutte le sue forze.

Controindicazioni: dopo aver visto il film vi verrà voglia di preparare un rifugio anti-atomico, e anche un po’ di abbracciare vostro padre. E nessuna delle due sembra una controindicazione, a pensarci bene.

Leonardo Mazzeo
Classe 1993, di solito scrivo di calcio, qualche volta però esco e vado altrove, non importa dove. Colore preferito: arancione. Segni particolari: nessuno.
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