Cinema, Tv e teatro: Tre film su Netflix che non si è mai visto nessuno | Ottobre
×
×
È arrivato il momento di iscriverti
Segui Dude Mag, dai!

Tre film su Netflix che non si è mai visto nessuno | Ottobre

Adesso però è tornata l’ora solare quindi tutti chiusi dentro casa, via, tornate presto, c’è il coprifuoco alle cinque di pomeriggio. Non resta che prepararsi un tè, prendere la coperta e guardare Netflix. Che vita amara, ve’?

31 Ott
2019
Cinema, Tv e teatro

Sono stati sei mesi bellissimi, pieni di roba da fare, di posti da vedere, di amici da incontrare. Adesso però è tornata l’ora solare quindi tutti chiusi dentro casa, via, tornate presto, c’è il coprifuoco alle cinque di pomeriggio. Non resta che prepararsi un tè, prendere la coperta e guardare Netflix. Che vita amara, ve’?

Così, mentre la Lega continua a conquistare l’Italia manco fosse il Guerra Bot, noi ce ne stiamo buoni buoni sul divano a sentire le pop corn scoppiare, ad aspettare che passi la bufera, a guardare altri tre film che non si è mai visto nessuno.

Questa volta ce n’è davvero per tutti i gusti: che voi votiate i Verdi o il Partito Pirata poco importa, uno dei tre film deve andarvi bene per forza. Tipo il primo, una commedia leggera con Paul Giamatti; o tipo il secondo, una cosa confusissima che ti tiene incastrato a cercare di capire come andrà a finire; oppure tipo il terzo, uno zoom forte su un’esistenza alla deriva che cerca di ritrovare la rotta. Sceglietene uno, oppure barrate tutti e tre i simboli, che tanto la visione di questi film non conta come voto alle prossime elezioni. Forse.

 

Private Life (2018)

LIVELLO ANSIOGENO: 1/5;
COLPO D’OCCHIO: 2/5;
NOTIPREGODAIMACHEVERAMENTE: 2/5;
OK, PERÒ ADESSO HO SONNO: 3/5;
RISO: ricetta di famiglia;
DOPPIAGGIO: sì, perché il doppiatore è un fan di Paul Giamatti.

Ok, se lo googlate viene fuori che è un film “drammatico”, ma non state a dare retta alle lobby dei motori di ricerca. Private Life è una storia bella e piena, che sicuramente parte da un fatto triste ma che si sviluppa in maniera dolce e divertente. Una coppia non riesce ad avere figli e per questo cerca qualche possibile alternativa. Alla fine la trova in una nipote adolescente, che entra nelle loro vite all’improvviso e gli dona una speranza in più. Dentro c’è un po’ di tutto: le difficoltà e le cose belle della vita in due, i cambiamenti improvvisi, le litigate isteriche, le risate sane, gli imbarazzi, le incomprensioni. L’affetto. Che alla fine è quello che resta: nel film piove parecchio, si avverte il freddo ma è tutto compensato dal calore degli abbracci. Detta così sembra uno spot della Mulino Bianco, me ne rendo conto, ma la famiglia in questione è tutt’altro che perfetta. Per fortuna.

Controindicazioni: a questo punto i concorrenti della Mulino Bianco potrebbero prendersela perché non sono stati citati nell’articolo, però oh, entrate nell’immaginario comune pure voi, che vi devo dire.

 

The Incident (2014)

LIVELLO ANSIOGENO: 4/5;
COLPO D’OCCHIO: 2/5;
NOTIPREGODAIMACHEVERAMENTE:  5/5;
OK, PERÒ ADESSO HO SONNO: 1/5;
RISO: nemmeno un chicco;
DOPPIAGGIO: no, perché il doppiatore era troppo occupato a spiegare il film a un suo amico.

Ok, qui siamo alla follia. Quella follia bella, thrillerosa e fantascientifica che ci (leggete anche “mi”) piace tanto. Io ci proverei anche a spiegarvi di cosa parla, ma è parecchio difficile. Faccio un tentativo, non prometto niente: il film è diviso in due filoni narrativi separati, all’interno dei quali si trovano due diversi gruppi di persone. In entrambi i casi succede un qualcosa di spiacevole, poi c’è un’esplosione e le cose cominciano a prendere una piega assurda. I protagonisti si ritrovano così intrappolati in dei loop temporali dai quali non c’è un’apparente via di fuga. Personalmente l’ho trovato ben fatto dall’inizio alla fine, anche gli ultimi minuti sono molto convincenti. Ci sono delle scene forti, e non mancano le dosi di ansia e claustrofobia. Inevitabile, se ci sono persone costrette a stare nello stesso posto per parecchio tempo. E per parecchio intendo parecchio.

Controindicazioni: se avete intenzione di “guardare un film tranquillo poi mi metto a letto sereno” ecco, no, magari guardatelo la prossima volta.

 

Luca tanzt leise (2016)

LIVELLO ANSIOGENO: 3/5;
COLPO D’OCCHIO: 2/5;
NOTIPREGODAIMACHEVERAMENTE:  2/5;
OK, PERÒ ADESSO HO SONNO: 2/5;
RISO: alla tedesca (esiste?);
DOPPIAGGIO: no, perché il doppiatore stava studiando per passare l’esame di matematica.

https://www.youtube.com/watch?v=5ukSmujUT0o 

Su Netflix lo trovate sotto il nome di “Ballando in silenzio” (la traduzione letterale sarebbe Luca balla piano), forse per un velato omaggio a Milly Carlucci. Il film parla di Luca, una ragazza tedesca che ha sofferto di depressione e che cerca di uscirne impegnandosi in cose diverse, come prendere un diploma o badare alla sua cagnolina. La protagonista però fa fatica a lasciarsi alle spalle le abitudini (e le persone) del passato, che ritornano puntualmente e la trascinano di nuovo giù. Luca comunque cercherà di ribellarsi, di scuotersi, di liberarsi delle cose che la tengono ferma nello stesso punto e la fanno stare male. Il film dura poco più di un’ora: una settantina di minuti intensi, a volte anche divertenti e leggeri, altre volte invece davvero crudi e drammatici. 

Controindicazioni: no, se ve lo state chiedendo la protagonista non è interpretata da Milly Carlucci. E no, non c’è neanche Palo Belli. Purtroppo, direi: trovare Milly Carlucci e Paolo Belli in un film tedesco semi-sconosciuto sarebbe stato fantastico.

Leonardo Mazzeo
Classe 1993, di solito scrivo di calcio, qualche volta però esco e vado altrove, non importa dove. Colore preferito: arancione. Segni particolari: nessuno.
Segui Dude Mag, dai!
Dude Mag è un progetto promosso da Dude