Cinema, Tv e teatro: Tre film su Netflix che non si è mai visto nessuno | Ottobre
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Tre film su Netflix che non si è mai visto nessuno | Ottobre

Le giornate che si accorciano! La cioccolata calda in mano! La copertina sopra! Se preferivate l’estate niente, spiace, però oh, ormai l’autunno è arrivato, piove, fa freddo, tira vento, tramonta presto. Cioè, veramente ci sono alternative a Netlfix? Sì, ok, le altre piattaforme streaming e bla bla bla, forse un giorno arriverà 3 film su […]

29 Ott
2018
Cinema, Tv e teatro

Le giornate che si accorciano! La cioccolata calda in mano! La copertina sopra! Se preferivate l’estate niente, spiace, però oh, ormai l’autunno è arrivato, piove, fa freddo, tira vento, tramonta presto. Cioè, veramente ci sono alternative a Netlfix? Sì, ok, le altre piattaforme streaming e bla bla bla, forse un giorno arriverà 3 film su Sky che non si è mai visto nessuno. Ma non è questo il giorno.

Scandagliamo il fondale dei film meno visti e ne troviamo tre random e belli: il primo parla di un padre di famiglia e del suo provare a ricominciare dopo il divorzio; il secondo parla di uno scrittore in crisi che fa cose brutte; il terzo invece è un trip legale in salsa indiana che, oh, stupisce. Tazza fumante in mano, si parte.

 

The Land of Steady Habits (2018)

Livello ansiogeno: 2/5;
Colpo d’occhio: 2/5;
Notipregodaimacheveramente: 3/5;
Ok, però adesso ho sonno: 2/5;
Riso: da pranzo di Natale;
Doppiaggio: sì, perché il doppiatore voleva trovare la sua indipendenza e andare a vivere da solo.

Allora allora allora: ci sta il cattivo di Rogue One che è divorziato e prova a ricostruirsi una vita. Lascia il lavoro, fa un po’ di casino, vuole uscire dall’ordinario e sentirsi un po’ importante per qualcuno. In Italia il titolo è tradotto con La seconda vita di Anders Hill (ecco come si chiamava il protagonista) e in effetti lui ci prova a ricostruirsene un’altra, ma resta sempre attaccato a quella passata. Bello il rapporto con il figlio, bello il suo sentirsi costantemente inadeguato e a disagio. Livello di disagio: a un certo punto regala un libro di Kamasutra (rubato) a un ragazzo convalescente finito in ospedale per aver fumato troppa roba pesantuccia. Il film è piacevole, non ti fa saltare dalla sedia ma ti prende, ti fa sorridere, un po’ anche sospirare, un po’ anche riflettere. Forse l’insegnamento finale è «Oh, non sei nessuno, non conti un cazzo, la vita degli altri va avanti anche senza di te, prima lo capisci prima stai meglio», però boh, ognuno ci vede quello che vuole. Sicuramente, morale a parte, è una storia piccola, travagliata e bella.

Controindicazioni: evitate di ubriacarvi a tal punto da imboccare a casa della vostra ex moglie e di mangiarvi un ghiacciolo a Natale mentre cercate cose. In fondo può bastare anche una chiamata stupida da rimpiangere il giorno dopo.

 

El Autor (2017)

Livello ansiogeno: 2/5;
Colpo d’occhio: 2/5;
Notipregodaimacheveramente: 4/5;
Ok, però adesso ho sonno: 2/5;
Riso: in bianco con scatoletta di tonno svuotata sopra a crudo;
Doppiaggio: sì, perché aveva manipolato le voci dei vicini.

Uno che lavora da un notaio vorrebbe tanto diventare uno scrittore di successo e nel frattempo sua moglie diventa una scrittrice di successo e va a letto con un altro. Lui li becca in macchina per merito del cane (non a caso best friend dell’uomo e non della donna), va via di casa, si prende una pausa da lavoro e si mette a scrivere. Punto. Solo che ha tipo zero fantasia e dopo una sbroccata epica del suo insegnante di scrittura decide di scrivere un romanzo su cose reali, ma reali reali, tipo i suoi nuovi vicini di casa. Non si ferma qui: quando vede che le cose non sono troppo interessanti, decide di intervenire nelle vite di quelli che abitano nel suo stesso palazzo facendo finire le cose piuttosto male. Film divertente e leggero, con un finale che mezzo ti stende. Una bella trovata che fa guadagnare punti a un film onesto, da seratina tranquilla. Ah: il protagonista sembra tipo troppo Raf, cioè è identico, forse è davvero Raf, non ho voluto controllare il suo nome per continuare a vivere questo sogno. Però non ha mai cantato neanche mezza strofa di Infinito quindi boh.

Controindicazioni: se avete il blocco dello scrittore evitate di rompere i coglioni al vostro vicino di casa.

 

Court (2014)

Livello ansiogeno: 1/5;
Colpo d’occhio: 4/5;
Notipregodaimacheveramente: 2/5;
Ok, però adesso ho sonno: 3/5;
Riso: indiano;
Doppiaggio: no, perché il doppiatore era in galera.

Ok, questo è strano davvero: film indiano con l’80% degli attori presi dalla strada (stile Garpelli) che parla di un cantante che viene accusato di aver istigato un uomo al suicidio. Tutto girato senza movimenti di macchina, sembra un documentario sul processo, intervallato da scene di vita privata dell’accusa e della difesa. Libertà d’espressione, tanta vita, gli autobus, i pranzi con la famiglia, il sistema giudiziario, le diverse visioni, ideologie a confronto: Court ti prende e ti porta in India, sembra quasi di sentire gli odori e di sedersi lì in quell’aula di tribunale, una puntata di Un giorno in pretura super skillata e condita con parecchio curry. Una cosa anomala ma che funziona bene, benissimo, tutto è molto reale, anche se parecchio lento. Bisogna volerlo vedere, e ne vale davvero la pena. La storia conta parzialmente, è il modo crudo e umido in cui viene raccontata che fa presa sull’attenzione, un trionfo di colori e di vita quotidiana e di traffico e di musica. Un trionfo di India.

Controindicazioni: meglio se non urlate in faccia a un giudice in vacanza che dorme perché potrebbe dirvi che siete deficienti.

Leonardo Mazzeo
Classe 1993, di solito scrivo di calcio, qualche volta però esco e vado altrove, non importa dove. Colore preferito: arancione. Segni particolari: nessuno.
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