Unknown Pleasures 8 – Il cinema di Leos Carax
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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Unknown Pleasures 8 – Il cinema di Leos Carax

VENERDI 8 MARZO ORE 20.30
VIA CARLO BOTTA 19 ROMA
INGRESSO GRATUITO

Il primo appuntamento dell’ottavo ciclo dedicato da Sentieri Selvaggi ai piaceri sconosciuti del cinema che non si vede è un omaggio all’opera di uno dei più grandi cineasti francesi, Leos Carax, esponente di spicco della nuova onda del cinema francese degli anni ’80, stretto tra romanticismo maledetto e compiacimento intellettuale, comunque sempre autore riconoscibilissimo e personale.
A vent’anni, nel 1980, realizza il suo primo cortometraggio. Quattro anni più tardi il primo film, Boy Meets Girl. Il folgorante e precoce esordio è seguito due anni più tardi da Mauvais Sang (Rosso sangue), nel 1991 da Les Amants du Pont-Neuf (Gli amanti del Pont-Neuf) e da Pola X nel 1999.
Snob, eccessivamente intellettuale e con una grandissima fiducia nei propri mezzi, alterna periodi lavorativi estremamente fecondi ad altri nei quali si isola completamente dal mondo cinematografico per lunghi anni. Così come per Carax il linguaggio e le diverse modalità per esprimerlo sono parte essenziale delle sue opere, così la sua persona è invece assolutamente avvolta nel più completo riserbo e mistero.
La sua contrarietà a qualsiasi rapporto con la stampa, fa conoscere pochissime notizie su di lui e su i suoi film, cosa che inevitabilmente finisce per accrescere l’aurea di culto che lo investe. Imprevedibile e versatile, eccolo ricomparire, poi, nel 2002 come inaspettato autore in alcuni testi dell’album d’esordio di Carla Bruni e nella regia dell’omonimo videoclip.
Carax è sempre legato ad interpreti feticcio, su tutti l’incredibile performer Denis Lavant, protagonista di Rosso Sangue e Gli Amanti del Pont-Neuf poi ritrovato nell’episodio firmato per il film collettivo Tokyo e nell’ultimo Holy Motors, e una giovane e splendida Juliette Binoche, all’epoca anche compagna del regista.
Successivamente, Carax si avvicina invece, ad un gruppo formato essenzialmente da Guillaume Depardieu e dal regista lituano Sharunas Bartas, sodalizio che oltre al misconosciuto corto Sans Titre del 1997 avrà il suo prologo due anni più tardi in Pola X. Con i due, poi, lavora anche come attore in due film: nel 1997 in A Casa per la regia dello stesso Bartas e nel 2004 al fianco di Depardieu jr. in Process. Il battesimo di Carax come attore era stato a dire il vero importante, nel 1987 aveva avuto, infatti, un ruolo di primo piano nel King Lear di Godard.
Il cinema di Carax è caratterizzato dal pretesto di un casuale incontro/scontro tra un uomo e una donna, su cui costruisce storie dalle atmosfere romantiche e maledette, con un effetto visivo il più delle volte sfavillante. Una messa in scena strutturata saldamente a riferimenti cinematografici del passato – Carné, Welles, Chaplin e soprattutto Godard – modellata in senso pittorico, cinematografico e musicale dall’influenza della new wave newyorkese degli anni ’80.
Il colore è, infatti, quello che maggiormente rimane negli occhi da un film di Carax. Anche se assente, perché girato in bianco e nero, B.M.G. sembra comunque risplendere luminosamente di colore, cosa che appare più netta ed evidente nei due successivi e cromaticamente accesi film, per poi riplacarsi nel livido della pioggia e fango di Pola X.
Il cinema di Carax vive di eccessi, grandi amori contrappuntati da disperazione e angoscia, la vita come antefatto alla morte.
VENERDI 8 MARZO ORE 20.30
VIA CARLO BOTTA 19 ROMA
INGRESSO GRATUITO

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