Woody Allen – Men of Crisis: The Harvey Wallinger Story (1971)
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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Woody Allen – Men of Crisis: The Harvey Wallinger Story (1971)

Tiriamo fuori dal baule una nuova vecchia perla di Woody Allen, finora rimasta praticamente inedita e quindi sfuggita alle grinfie di Oreste Lionello.

Dal profondo internets viene a galla quello che meno ti aspetti. Stavolta, non si tratta di metodi per ordinare metanfetamina comodamente da casa tramite valuta virtuale, ma è roba che scotta altrettanto. Grazie ai nostri infaticabili scavatori (dei ciechini minorenni), tiriamo fuori dal baule una nuova vecchia perla di Woody Allen, finora rimasta praticamente inedita e quindi sfuggita alle grinfie di Oreste Lionello. Si tratta di un cortometraggio satirico con protagonista Woody in una versione scalcagnata di Henry Kissinger. Con la forma del mockumentary che aveva già contraddistinto Take the Money and Run e contraddistinguerà successivamente Zelig, Woody mischia immagini di repertorio e girato originale e interpreta Harvey Wallinger, consigliere del neo-rieletto Richard Nixon, con tutto ciò che di esilarante ne deriva.

Nel 1971, quindi, tra Bananas (dello stesso anno) e Everything You Always Wanted to Know About Sex (1972), Woody realizza questo mockumentary e lo consegna a WNET, una piccola TV niuorchese e poco tempo dopo, nel febbraio del 1972, ne viene programmata la diffusione su più di 200 stazioni TV della PBS in tutto il territorio nazionale. Tuttavia il 1972 è l’anno delle elezioni da cui uscirà vincitore per la seconda volta Richard Nixon. E la PBS, temendo per le proprie licenze per il broadcast e per i fondi federali di cui usufruiva, giudicò poco opportuno mandare in onda un prodotto che prendeva bellamente per il culo il Presidente e i suoi sodali. Woody Allen restò con l’amaro in bocca e prese la decisione di dedicarsi da allora in avanti esclusivamente al cinema.

Nel film compaiono anche Diane Keaton (sua prima apparizione in un film di Allen) e Louise Lasser, nel loro solito ruolo di amanti o ex amanti. L’umorismo è quello stellare del primo Allen e mantiene intatta la sua brillantezza nonostante molti dei personaggi sbeffeggiati siano ormai estinti e brucino da tempo tra le fiamme infernali. L’eccezionalità del film è costituita dal fatto che si tratta di uno dei rari casi in cui Woody fa satira politica vera e propria. A modo suo, ovviamente: non si indulge sui fatti specifici (lo scandalo Watergate peraltro ancora non era scoppiato) e forse ciò ha permesso al film di rimanere freschissimo ancora oggi che nomi come Spiro Agnew o John Mitchell non dicono più molto.

AGGIORNAMENTO 16 agosto: hostata da un altro utente la nostra versione sottotitolata del video, che qui riportiamo.

AGGIORNAMENTO 29 luglio 2014: VIDEO NON PIU’ DISPONIBILE a causa del reclamo di violazione del copyright da parte dei legittimi detentori, che vogliono tenerselo ben stretto. Avendo notato un’ondata di fan messicani che si iscrivevano al nostro canale, ci siamo accorti che da qualche giorno la nostra era l’unica versione del video rimasta online, rilanciata anche dal New York Post, da Indiewire, ma non dal Fatto Quotidiano, che pubblica la notizia dell’uscita ma allega il trailer del film e copia qua e là la nostra introduzione. Fatto sta che scriviamo a W(c)NET, i detentori dei diritti, e diciamo “Ehi amici, siamo dei poveracci italiani, ci è capitato questo video tra le mani e l’abbiamo pubblicato, ci sono problemi? Non abbiamo fini di lucro e il risultato è trasformativo, cioè estende il pubblico originale anche agli italiani e ai non udenti, anziché tenerlo relegato nella vostra biblioteca di merda”, – insomma, praticamente abbiamo tentato spudoratamente di ammantare di fini nobili la nostra brutale violazione del copyright, – “però se non vi sta bene avvertiteci e lo togliamo subito, non c’è problema, ci vogliamo bene, siamo amici, pciù pciù muà muà”. La risposta non tarda ad arrivare:

Hi

I will look into your request and will get back to you as soon as I can.

Thanks!

Tempo due giorni e giunge il mefistofelico annuncio di YouTube con susseguenti minacce di morte. Proprio quando stava per scatenarsi il primo flame su Luttazzi nei commenti. Risultato:

DOWNLOAD SOTTOTITOLI

Traduzione: Adrien Vaindoit, Luca Paini

Revisione: Henry Kissinger

 

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