Porkerie & Bollicine offre l’occasione per scoprire i mille modi di cucinare il maiale (il tutto abbinato ad un metodo classico).
Il maiale è stato per lungo tempo il migliore amico dei pasti delle classi meno abbienti. «Del maiale non si butta via niente»? Verissimo.
Il prosciutto ed il salame erano compagni del lardo, il sostituto dell’olio più diffuso, capitava di trovarla ovunque nei sughi, nelle minestre, nell’arrosto, nei ripieni, nei dolci, nella verdura ripassata…; compagni dei ciccioli – in pratica lo scarto del lardo –, un accompagnamento perfetto (??) per il pane, l’erba cotta e anche la torta di granturco (!!); la testa, le ossa e le zampe insaporivano la minestra di verdura o di fagioli; la coda, lessata per i bambini; e poi le budella per il sanguinaccio, ma non in montagna dove con il sangue si faceva il “moglieccio” e con le budella il “budello secco”.
«La padrona a la marna, perché era vita a lavagne la buchèta (il bucato) gne dètte pé magnè ‘n pezzo dè budello secco; l’arpórtò per noialtri figlióli. Se fece na gran festa, anche se puzzèa se magnò l’istesso». (Chissà dove, chissà chi, inizi dell’800)
In realtà con la storia del maiale potremmo andare ancora più indietro nel tempo, ed incontreremmo Virgilio la bianca scrofa che indica ad Enea il luogo dove sbarcare, ad esempio – e chissà quanti altri suini sparsi nella storia. Oppure accettare l’invito del Sofa Wine Bar di Roma che sabato 10 ottobre propone un gran numero di modi di preparare il maiale. Il tutto in abbinamento allo Spumante 157 di Fontanafredda, un brut metodo classico prodotto con uve pinot, chardonnay e altre varietà coltivate in Piemonte.
Sabato 10 ottobre – Sofa Wine Bar
Via Cimone 181, Montesacro – Roma
Info – https://goo.gl/4liz5h

