Letteratura: “Anubi”, ovvero le stagioni della decadenza in città
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“Anubi”, ovvero le stagioni della decadenza in città

È un mondo bianco, nero e grigio, dai tratti asciutti, racchiuso in tavole simmetriche che dispensano carezze e cazzotti.

16 Dic
2015
Letteratura

C’è una frase molto citata di Franz Kafka che dice che un libro deve essere la scure per il mare gelato dentro di noi. E c’è una frase invece poco citata di Alan Moore che dice che un autore deve prendere il lettore per mano, accompagnarlo in un dedalo di vicoli bui, pestarlo a sangue con una mazza e poi riaccompagnarlo sulla strada principale – il lettore ne sarà grato. Ecco, se negli ultimi tempi ho letto un fumetto all’altezza di queste idee, un fumetto delle cui mazzate sono grato, quel fumetto è Anubi (GRRRZ, 2015), di Marco Taddei e Simone Angelini.

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Anubi è un dio decaduto, come tutti. Vive in una città infame popolata di personaggi prepotenti, rancorosi, doppi, oppure fragili e terrorizzati. Ha conosciuto il fondo del barile e adesso cerca un’indipendenza dignitosa che gli permetta di restare nella città senza doverle cedere l’anima. Per farla breve, Anubi non vuole rotture di coglioni. Esiste obiettivo più onesto, per il protagonista di una storia?

In città, del resto, non è facile trovare salvezza dalla città: la spiaggia, la notte, il bosco, il bar sono pericolosi quanto le strade controllate da vigili e suore. La casa può fare da tana, finché nessuno ne viola i confini. L’unico porto davvero sicuro è il supermercato. Com’è possibile? In mezzo agli altri, Anubi è costretto a rivendicare in continuazione delle identità – quella di sciacallo, per esempio, anziché di cane – di cui non sembra nemmeno specialmente orgoglioso; deve farlo per evitare che gliene vengano attribuite altre, di identità, che gli appartengono ancora meno. In questa dinamica il supermercato non infligge la spersonalizzazione, come vorrebbe lo stereotipo: piuttosto la garantisce.

Insomma, Anubi non è un eroe e la sua vicenda non è un’epica; è molto appropriato che la narrazione di quella vicenda proceda senza pagare pegno a una cronologia serrata o a una psicologia “di formazione”, e avanzi piuttosto accumulando elementi in segreto, come avanzano i traumi. Intreccia eventi e scene che si svolgono su piani diversi – il quotidiano, il sogno, il ricordo, l’allegoria… – e li porta a conflagrare tutti insieme. In epoca di lettori disattenti, abituati ai ritmi mozzafiato delle serie tv, ci vuole coraggio per costruire una storia in questo modo. Sia chiaro, Anubi ha capo e coda, si segue bene, ma fino a quando non si legge la coda si può avere l’impressione che gli episodi di mezzo servano solo a fare atmosfera o tratteggiare caratteri, e non è questo il caso. Al contrario: come in un giallo, ciò che nel corso della storia sembra casuale si rivela poi determinante nel climax e nella conclusione.

Anubi 07

Il mondo di Anubi si avvicina e si allontana senza preavviso dalla realtà di tutti i giorni. Può succedere che una sequenza quotidiana viri gradualmente in una paranoia surreale e può succedere che in un’altra sequenza un’inquadratura assurda si stringa su un dettaglio verosimile, caricandolo di inquietudine. È un mondo bianco, nero e grigio, dai tratti asciutti, racchiuso in tavole simmetriche che dispensano carezze e cazzotti. Sul fondo fermenta un sentimento maligno che a lungo resta ambiguo: sarà un Male metafisico universale, indipendente dalle azioni degli uomini, oppure la punizione dei mali piccoli e concreti di cui sono responsabili gli abitanti della Città? Nella risposta c’è una visione potente, che raggiunge il culmine in dieci pagine di respiro davvero biblico.

Di Taddei & Angelini, fino a oggi, erano stati pubblicati i due volumi Storie brevi e senza pietà e Altre storie brevi e senza pietà (Bel-Ami), più un’altra storia nel primo tomo di B Comics (IFIX). Tutte prove promettenti e godibili, che però non lasciavano presagire un salto di qualità, complessità e maturità pari a quello che rappresenta Anubi. Qui c’è del genio.

Anubi 02 

Daniele Zinni
Daniele Zinni
È redattore e traduttore dall’inglese per DUDE MAG. Suoi racconti e scritti vari sono usciti o usciranno a breve su Nuova Tèchne (Quodlibet), Crampi Sportivi, FUOCOfuochino, 404 File not Found, Lapisvedese e Nuovi Argomenti.
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