BOOKSKYWALKER || Guarda che non sono io
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
2022
01 gennaio
Dude Mag
03 marzo
Alessio Giacometti
05 giugno
Simone Vacatello
07 agosto
TBA
TBA
08 settembre
TBA
TBA
09 ottobre
TBA
TBA
10 novembre
TBA
TBA
11 dicembre
TBA
TBA
12 gennaio
TBA
TBA
×
×
È arrivato il momento di iscriverti
Segui Dude Mag, dai!
2847
https://www.dudemag.it/letteratura/bookskywalker-guarda-che-non-sono-io/

BOOKSKYWALKER || Guarda che non sono io

Tra Roland Barthes e Francesco De Gregori.

M. è seduto ad un tavolino di un bar di Via Pietralata, vorrebbe avere settant’anni. Sta spiegando a degli anziani che un discesista come Savoldelli non ci sarà mai più, ma non è detto che non ce ne saranno altri belli in maniera diversa. Forse ha davvero settanta anni. Il suo sguardo – incupito, genuflesso – cade su qualcosa.
M. – Oh, ma quello è Roland Barthes?
Anziano 1 – Il critico letterario?
M. – Sei un po’ riduttivo, Remigio. Come dire che Pantani era solo uno scalatore.
Anziano 2 – Hai rotto il cazzo con Pantani.
M. – Fanculo, vado a conoscerlo.
M. si alza – la sigaretta in bocca come un omaggio, la testa alta come i veri rigoristi – si avvicina a Barthes.
M. – Scusi, signor Barthes, potrei sedermi un attimo al suo tavolo.
B. – Guarda che non sono io quello che stai cercando / Quello che conosce il tempo, e che ti spiega il mondo.
M. – Ok… guardi, lo giuro, io capisco quello che vuole dire: un’opera appartiene al pubblico e non al suo creatore… che l’autore è morto, però ecco… mi farebbe piacere farle qualche domanda.
B. – Guarda che non sono io quello seduto accanto / Che ti prende la mano e che ti asciuga il pianto.
M. – Sì, davvero, questo mi è chiaro, sul pianto me la vedo da solo. Anche lei si ritiene uno scriba. Però, per noi, che passiamo il tempo seduti nei bar, lei vuol dire qualcosa.
B. – Scusami però non so di cosa stai parlando / Sono qui con le mie buste della spesa/ Lo vedi, sto scappando/ Se credi di conoscermi Non è un problema mio.
M. – Mi scusi, ma io non vedo nessuna busta della spesa… Ah, forse è una citazione. Bene, bene, vuole ricordarmi che il testo è un tessuto di citazioni, per cui non va decifrato o spiegato ma “liberato”. Ok, io rifiuto il messaggio assoluto del suo testo, e poi?
B. – E guarda che non sto scherzando/ Guarda come sta piovendo/ Guarda che ti stai bagnando/ Guarda che ti stai sbagliando/ Guarda che non sono io.
M. – Signor Barthes, lei mi sta dando una lezione che ricorderò per sempre, un po’ criptica magari, ma nessuno mi aveva detto con tanta forza che l’autore è solo l’incarnazione del borghese moderno, il riflesso della società capitalista. Volevo chiedere un ultima cosa, mi firmerebbe questa sua foto che tengo nel portafogli?
B. – Guarda che non sono io la mia fotografia/ Che non vale niente e che ti porti via.
M. – Mmm… sa qui non capisco bene se lei è un po’ stronzo o mi sta solo finendo di spiegare il suo concetto, ovvero che sono io, il lettore, il luogo in cui trova unità il testo. Nel dubbio, mi allontano.
M. entra nel bar – groupie in un mondo sbagliato – saluta gli amici e si rivolge a Carlo, il simpatico barista.
M. – Oh, ma lo sai chi ho appena beccato? Roland Barthes.
Carlo il simpatico barista – Ma chi il linguista?
M. – Pure te, ma non è ridondante accostare una professione ad un nome se si è capito benissimo di chi si parla? Comunuque sta ancora qua fuori, vallo a salutare. Sta al tavolo a destra.
Carlo il simpatico barista – Ma che stai a di’, quello mica è Barthes, quello è Francesco De Gregori. Te sei scemo fracico.
M. – Uhm…
M. esce rapidamente dal bar, al tavolo non c’è più nessuno, solo un libro un po’ sgualcito dal titolo “I pilastri della terra”. M. lo raccoglie, lo stringe a se: ancora una volta non capisce.

Se non ne hai abbastanza, leggi gli altri post di Bookskywalker.

Bookskywalker
Come Lukeskywalker cerca di sollevare l’astronave dalla palude di un pianeta sconosciuto, Bookskywalker cerca di sollevare la letteratura dalla vischiosa melma che è la vita, in un pianeta sconosciuto che è il nostro. Su www.bookskywalker.it
Segui Dude Mag, dai!
Dude Mag è un progetto promosso da Dude