Cosa sto leggendo: Il Prete
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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Cosa sto leggendo: Il Prete

Patrick Bryce è un prete cattolico di una parrocchia di Minneapolis. Tormentato dal suo passato e ricattato da un individuo con il quale ha avuto una relazione, Bryce viene costretto a farsi tatuare sul petto una grande immagine di Satana. Durante l’incisione del tatuaggio il prete subisce uno strano spostamento temporale e viene catapultato nel medioevo.

VIDEO

Allora, immaginatevi un romanzo con una storia del genere: il protagonista è un prete pedofilo, già trasferito da una parrocchia a un’altra per aver abusato di alcuni ragazzetti che frequentavano la chiesa dove officiava. Il prete ha cambiato parrocchia, ma non il vizio: ricomincia a uscire la sera, ma ha l’accortezza di mettersi baffi finti prima di andare a rimorchiare minorenni nei bar più loschi della città ove risiede. Oltre a intrattenersi sessualmente coi minori, il sacerdote si compiace di riprendere i suoi rapporti e mettere da parte le videocassette per rivedersele poi con calma; ma adesso ha l’accortezza di usare il formato VHS (siamo in America negli anni novanta, quando dominava il Betamax), così se qualcuno trova una cassetta non se la può vedere.
Tanta prudenza però va a sbattere contro Clay. Quest’ultimo è un adolescente astuto e senza scrupoli che riesce a incastrare il prete (il quale si chiama Patrick, e come molti sacerdoti americani è di famiglia irlandese). Ha una registrazione. Ha delle prove. Lo ricatta, ma non vuole soldi. Prima di tutto gli dà un libro di uno scrittore da quattro soldi, un tal Boscage, che ha fondato una religione new age basata sull’idea della conservazione di ricordi delle vite precedenti. Boscage è stato fatto regredire con l’ipnosi fino a ricordare di essere stato un centurione romano di nome Gaio Lucio. Il libro a padre Patrick sembra immondizia, ma per Clay è vangelo; e lo obbliga a leggerlo pagina per pagina, telefonandogli poi per verificare se lo ha fatto.
Non basta. Padre Patrick viene anche obbligato a recarsi nel laboratorio di un tatuatore, tal Wolf, uno che decora la cute di Hell’s Angels e altri avanzi di galera; lì scopre che sul suo petto verrà impresso indelebilmente il volto di Satana. Impossibile ribellarsi: Clay consegnerebbe le prove dei misfatti del prete alla polizia, e stavolta la diocesi non muoverebbe un dito per salvarlo – già hanno tirato fuori troppi soldi la prima volta. Padre Patrick dovrà quindi recarsi da Wolf, e non una volta sola (il tatuaggio è talmente grande che non si può realizzare tutto in una seduta), per diventare un ritratto vivente del signore delle mosche.
Non basta ancora. Un bel pomeriggio, mentre sta in confessionale, padre Patrick si trova alle prese con un uomo che gli confessa di aver avuto rapporti omosessuali con un sacerdote quando era chierichetto – e quel sacerdote è lui. L’uomo minaccia di rivelare tutto, e gli dice di averlo in pugno. Quando si allontana il sacerdote esce dal confessionale ma nella chiesa non vede nessuno tranne una donna, e resta con un pugno di mosche. Ovviamente ignora che Bing, la sua ex-vittima, è uno di quei gay che ogni tanto si vestono da donna.
La faccenda si complica ancor di più quando, durante una seduta di tatuaggio, padre Patrick sviene e si ritrova in pieno medioevo, vescovo di una diocesi della Francia meridionale al tempo della crociata contro i catari. Allucinazione o reincarnazione? In fondo la teoria della memoria di vite precedenti sta nel libro di Boscage; forse non erano boiate new age, era qualcosa di vero. Cosa fare a questo punto?
Be’, questo è solo l’inizio. Il resto è ancora meglio, e dentro c’è di tutto, l’omosessualità nella chiesa cattolica, la crociata contro l’aborto della suddetta, ricatti, complotti, sequestri di persona, omicidi, adulteri, la Sacra Sindone, satanisti… ora, diciamo la verità, se questo romanzo esistesse sicuramente non sarebbe stato tradotto in italiano. Pubblicano una cosa del genere, sai che polverone? C’è da immaginare Tarcisio Bertone che tuona e Formigoni che inveisce.
Ebbene, non solo il romanzo esiste, ed è stato scritto da un geniale romanziere americano di nome Thomas M. Disch, ma è stato tradotto in italiano col titolo Il prete per i tipi di Fanucci quando era Fanucci. Se n’è accorto qualcuno? Purtroppo no. La congiura del silenzio? O l’inettitudine dell’ufficio stampa? Vacci a capire. Però leggetevelo. Si tratta di un’autentica bomba.
(Ah, Boscage è un ironico ritratto di Philip K. Dick, che comunque Disch stimava immensamente…)

Forse lo trovate in qualche remainder, e se lo trovate, Il prete, non fatevelo scappare. Il prezzo di copertina è in lire, trentaduemila, e in euro, 16,60. Alla Fanucci non ce l’hanno più, ho verificato. La traduzione… be’, la traduzione… eh, la traduzione… quando ce l’avrete in mano, capirete il motivo del mio imbarazzo a parlarne. Comunque, qualcuno l’ha tradotto.

Umberto Rossi
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