Letteratura: I libri più importanti del mondo (cosa fingere di aver letto a tutti i costi)
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I libri più importanti del mondo (cosa fingere di aver letto a tutti i costi)

Stabilire quali siano i libri più importanti e influenti nella storia della letteratura mondiale è un’operazione assai difficile da ultimare. Tuttavia, esistono alcune opere che hanno influenzato in modo particolarmente incisivo il pensiero occidentale, lasciando un’impronta decisamente marcata sul modo in cui ragioniamo e comunichiamo. Un gruppo di scrittori del The Guardian ha recentemente stillato […]

Stabilire quali siano i libri più importanti e influenti nella storia della letteratura mondiale è un’operazione assai difficile da ultimare.

Tuttavia, esistono alcune opere che hanno influenzato in modo particolarmente incisivo il pensiero occidentale, lasciando un’impronta decisamente marcata sul modo in cui ragioniamo e comunichiamo. Un gruppo di scrittori del The Guardian ha recentemente stillato una lista di queste opere che, usando un’espressione del poeta Ben Jonson, non appartengono ad un’era precisa, bensì a tutte: «not of an age, but for all time».

 

The Origin of Species (L’origine della specie), Charles Darwin

Probabilmente l’idea dell’evoluzione e della selezione naturale sono talmente tanto radicate nel nostro pensiero moderno che una visione della realtà priva di queste risulterebbe assurda. Eppure, le teorie di Darwin – il quale non fu il primo a parlare di evoluzione, dato che idee simili circolavano sin dai tempi dei Greci – non furono subito ben accolte dalla comunità scientifica e, soprattutto, religiosa. L’obiettivo di Darwin era quello di far notare all’uomo del suo tempo il fatto che esistessero miriadi di altre creature sulla terra e che anche queste erano degne di considerazione. Api, piccioni, vermi, gattini. Ogni creatura ha la sua dignità, la sua origine e la sua evoluzione. Al di là del valore zoologico e biologico dell’opera darwiniana, le teorie dell’opera segnarono uno spartiacque tra passato e modernità, da un punto di vista sia sociologico che antropologico, con le varie degenerazioni che questa può aver innescato. Insomma, se oggi i ristoranti vegani spopolano per le vie più cool delle nostre città, è anche grazie a Darwin.

 

Die traumdeutung (L’interpretazione dei sogni), Sigmund Freud

Forse le ottocento pagine dell’opera più celebre di Freud non hanno oggi lo stesso impatto epifanico che avevano sui lettori del secolo scorso. E forse sono molto pochi quelli che hanno veramente letto l’opera per intero. Eppure, con quanta naturalezza siamo portati automaticamente a dare un significato ai sogni che facciamo? Con quanta naturalezza commentiamo il sogno di un amico con la frase «Eh ma si sa, i sogni son desideri», per la quale dovremmo essere grati più alla Cenerentola di Disney che a Freud. Il concetto di inconscio è indubbiamente radicato nel nostro pensiero e la ricerca di significati nascosti all’interno di esso è qualcosa che fa parte della nostra cultura, soprattutto grazie a quest’opera. Senza contare che fa molto ganzo attribuire simbologie profonde e ancestrali a quel cumulo di immagini slegate che ci si sono palesate in mente durante l’abbiocco dopo pranzo.

 

Manifest der kommunistichen partei (Manifesto del Partito Comunista), Karl Marx e Friederich Engels

Lo spettro che si aggirava per l’Europa nel lontano 1848 ha fatto un po’ di strada. E da allora non si è più smesso di sentirne parlare: lotta di classe, proletariato, capitalismo. Potremmo mai immaginare di vivere nella società moderna di cui facciamo parte senza sapere cosa significhino queste espressioni così rodate? In realtà, forse c’è qualcuno che vive senza conoscerne il significato, ma di certo non avrà avuto molto a che fare con il collettivo del suo liceo. Il Manifesto sancisce il passaggio dalle ideologie socialiste repubblicane al comunismo, segnando definitivamente l’inizio di un immaginario rivoluzionario che da quel momento in poi sarà caratteristico e determinante degli anni successivi fino ad oggi. Lettura obbligatoria, insomma.

 

First Folio, Mr Shakespeares Comedies, Histories, & Tragedies

Se la vita è un palcoscenico e in Danimarca c’è del marcio, e se ad un traditore insospettabile si esclama «Et tu!», oltre all’incessante attualità del dubbio essere o non essere, lo dobbiamo al drammaturgo per eccellenza. Raccolta di più della metà delle opere teatrali di Shakespeare, il First Folio, edito dai colleghi John Heminges e Henry Condell qualche anno dopo la morte dell’autore, è sicuramente la fonte shakespeariana più attendibile che ci sia pervenuta. Senza di essa, in sostanza, metà delle opere teatrali di Shakespeare sarebbe nota solo in modo parziale e frammentato. La raccolta è simbolo dell’ecletticismo dello stile shakespeariano nel quale troviamo, come cita appunto il titolo, commedia nella tragedia, tragedia nella commedia e storia ovunque, in quell’universo poetico così moderno e fondamentale per la letteratura dei secoli successivi, e non solo, visto che Freud stesso definiva la sua psicanalisi una mera ridefinizione scientifica di questi personaggi. E non dimentichiamoci dell’immenso valore che ha questa raccolta per i divulgatori di aforismi da social.

 

La Bibbia

Lasciamo stare per un attimo lo spirito anticlericale ampiamente condiviso dalla nostra generazione, e dimentichiamoci pure della tortura inflitta dal catechismo in quei sabati pomeriggi invernali. La Bibbia è un testo, al di là della sacralità ad esso attribuita, estremamente vario, interessante e influente, anche a livello letterario, oltre che religioso: è impossibile, ad esempio, leggere un testo di Shakespeare senza cogliere i molteplici riferimenti alle sacre scritture. Merita una posto in questa lista soprattutto perché la Bibbia è il libro per eccellenza, l’innegabile best-seller di tutti i tempi e parlando di influenza che un’opera può avere nella cultura occidentale è indiscutibilmente priva di rivali, anche se Il Corano la segue a ruota in quanto testo sacro estremamente popolare.

 

 

In copertina: una copertina del Manifesto di Marx ed Engels

Alice Oliveri
Alice Oliveri
Nata a Catania nel 1992, studentessa a Roma dal 2011. Scrivere, leggere, suonare tanti strumenti e guardare molti film sono le sue passioni.
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