Letteratura: La poesia di James Franco su Lindsay Lohan
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La poesia di James Franco su Lindsay Lohan

Una poesia che non solo parla di Lindsay Lohan, che non è un argomento comunissimo, per una poesia, ma è proprio Lindsay Lohan a raccontare della volta che ci ha provato con James Franco.

 

Forse non sono io, la persona più indicata per scrivere questo articolo, perché so una sega, io, di James Franco, e so una sega anche di poesia, mentre questo articolo dovrebbe parlare proprio delle poesie di James Franco, e di una poesia in particolare, tra le sue, che riguarda Lindsay Lohan, della quale pure non conosco granché. Cominciamo bene, insomma.

Per dire: James Franco, a quanto pare, io non lo sapevo, ma lo sapevano già tutti, ha scritto un libro di racconti che si chiama Palo Alto, qualche anno fa, che è stato pubblicato in Italia da Minimum Fax col titolo In stato di ebbrezza, nella traduzione di Tiziana Lo Porto; e probabilmente sanno anche già tutti, ma io non lo sapevo, che il VICE statunitense, a giugno scorso, ha pubblicato un altro racconto di James Franco, che si chiama Bungalow 89, nel quale James Franco rivela di non aver mai fatto sesso con Lindsay Lohan; è una rivelazione che molti miliardi di persone avrebbero potuto fare prima di lui, certo, ma è stato qui che James Franco si è confermato scrittore di razza, capace di trovare ispirazione letteraria nell’esperienza più comune; e infine sapranno tutti, almeno negli Stati Uniti, dove il primo libro di poesie di James Franco Directing Herbert White è già uscito, che nel libro c’è una poesia, si chiama Lindsay, che riprende interi paragrafi del racconto Bungalow 89, parola per parola, ma andando a capo più spesso. 

Insomma, queste cose le sapevano tutti tranne me, che le ho scoperte da poco, e tanta è stata la mia sorpresa nello scoprirle che ho subito avuto una gran voglia di condividerle, queste cose, coi lettori di DUDE Mag, ma siccome le sapevano già tutti, ho pensato, dovevo premiare i lettori con un qualche valore aggiunto, ho pensato, e così ho tradotto un estratto della poesia Lindsay, qui sotto – una poesia che della mia sorpresa è stata il culmine, devo dire, perché non solo parla di Lindsay Lohan, che non è un argomento comunissimo, per una poesia, ma è proprio Lindsay Lohan a parlare, è lei l’io parlante scelto da James Franco, ed è lei a raccontare della volta che ci ha provato con James Franco, «quel ragazzo carino / con la camicia rossa a scacchi», che però, carino e tutto, non c’è stato, o, almeno, questo racconta Lindsay Lohan quando i dialoghi glieli scrive James Franco, perché quando se li scrive da sola, i dialoghi, Lindsay Lohan racconta che James Franco c’è stato, eccome se c’è stato.

Di fronte a tutto ciò, spero che anche voi cominciate a comprendere e condividere la mia sorpresa.

 

Lindsay

 

Credete l’abbia creata io?

Questa ragazza-drago, ragazza-leone,

Monella di Hollywood, terrore del Viale del Tramonto,

Minorenne nelle discoteche, Chateau Demon?

Credete che lei sia me?

 

Lindsay,

 

Dillo.

Dillo, come ne avessi la proprietà.

Non è più il mio nome,

È tuo tanto quanto è mio.

 

Lind-say,

 

Avanti, topo di biblioteca mezza sega

Blogger checca, fatti avanti

Feccia di un paparazzo rissoso

Coi tuoi tatuaggi e il tuo

Culo sporco―

 

Non sapresti trovarti una ragazza

Se ne andasse della tua vita.

Nel tuo blog anch’io

Divento tua?

Le tue foto, mi rappresentano?

 

Con qualcuno

Ho una strana

Relazione

Si chiama Lindsay,

Dicono che lei è me.

 

È un’attrice strana

Di grande

Successo da bambina,

Si diceva persino

Che avesse del talento.

 

Poi fece una cosa carina

Da ragazzine, intitolata Mean Girls

E fece parecchie altre cose

Che le diedero parecchi soldi

E parecchia fama.

 

E sì, era davvero una ragazza cattiva.

 

Ma quella fama mi ha stuprata.

E io ho stuprato lei, se capisci cosa intendo.

Quante piccolette che vendono film e mercanzie

E musica e tabloid hanno scopato uomini come quelli che ho scopato io?

A 17, 18, 19 anni.

 

E tutti lo sapevano,

Ma mi lasciavano entrare nelle loro discoteche,

Mi davano le loro droghe,

In me ficcavano i loro cazzi,

E ora non rimane molto di me.

[…]

Ricordo di essermi seduta comoda,

E ricordo di aver provato a parlare,

A conversare con quel ragazzo carino

Con la camicia rossa a scacchi, James.

[…]

Ho portato James in bagno.

«Lo sai perché Amy ha messo specchi

Tutt’intorno, qui dentro?»

«Perché?»

«Così ti puoi guardare mentre scopi.»

Non mi ha scopata, lo stronzo.

 

Lindsay non finisce qui: continua in Directing Herbert White, che presumo uscirà in italiano per Minimum Fax, con le sue sorprendenti poesie ispirate alle canzoni degli Smiths.

Io, invece, la chiudo qui, vi do solo un ultimo paio di  dritte: su Paper Mag trovate altre quattordici celebrità che si sono date alla poesia, spesso con risultati che boh, e a questo link trovate un componimento in particolare, un flusso di coscienza della esordiente poetessa Pamela Anderson, che le è valsa commenti entusiasti da parte dei fan e un quiz sul Guardian – sai distinguere i versi di Pamela da quelli di Sylvia Plath?

Daniele Zinni
Daniele Zinni
È redattore e traduttore dall’inglese per DUDE MAG. Suoi racconti e scritti vari sono usciti o usciranno a breve su Nuova Tèchne (Quodlibet), Crampi Sportivi, FUOCOfuochino, 404 File not Found, Lapisvedese e Nuovi Argomenti.
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