Letteratura: Listone 2015 | Libri
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Listone 2015 | Libri

I 3 libri del 2015 per tirarsela alle cene e i 3 libri del 2015 da leggere per essere accolti nel circolo letterario

23 Dic
2015
Letteratura

I 3 libri del 2015 per tirarsela alle cene

 

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Nel mondo a venire, Ben Lerner (Sellerio) • Quando un libro sperimentale riesce anche a essere leggibile e godibile è un piccolo miracolo. Nel mondo a venire (10:04 è il titolo originale) parla di uno scrittore alle prese con la stesura del suo secondo romanzo. Detta così, non sembra una roba nuova. Quello che fa la differenza sono due cose: la scrittura di Lerner, precisa, limpida, con un ritmo tutto suo (d’altronde il vecchio Ben è un poeta) e la quantità di storie che scorrono in mezzo al protagonista (lo stesso Lerner o un suo avatr fittizio?) e il romanzo che sta scrivendo (probabilmente quello che sto tenendo in mano?). Davvero eh, Nel mondo a venire è un magazzino di storie: dal tizio di Occupy che fa la doccia nel bagno dell’io narrante al tentativo (maldestro) di eiaculazione per una futura inseminazione artificiale, dall’incidente del Challenger (scintilla che fa nascere la vocazione poetica del narratore) al racconto che l’autore dovrebbe sviluppare fino a farlo diventare un romanzo, ci sono così tante storie che l’unico rischio è quello di perdersi. Quello che tiene insieme tutto è lo scorrere del tempo, il tentativo di trattenerlo, toccarlo, fregarlo, incastrarlo dentro a un romanzo.

 

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Sembrava una felicità, Jenny Offill (NNEditore) • In effetti basterebbe il titolo originale, Dept. of Speculation, per spiegare l’andamento di questo romanzo: il ritratto di una donna per frammenti, pensieri, citazioni che compongono un flusso di coscienza da cui è difficile staccarsi. Mi ha ricordato un libro di qualche anno fa, Volti nella folla (La Nuova Frontiera) della messicana Valeria Luiselli. In entrambi i casi è il racconto di una donna alle prese con la maternità, il rapporto di coppia e le ambizioni artistiche.  In entrambi i casi il racconto è costruito per brevi paragrafi, con un ritmo sincopato che riproduce bene quello della vita di una giovane donna che deve tenere insieme il suo essere scrittrice, madre e moglie.

Come nel caso di Ben Lerner, quella di Jenny Offill è una scrittura sperimentale che non annoia e che crea un tempo nuovo, ora dilatato, ora denso, un tempo molto somigliante a quello (o sarebbe meglio dire a quelli) in cui è immersa la nostra vita.

 

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Gli anni, Annie Ernaux (L’Orma) • Questo è un libro che parla del tempo senza dirvi come dovete o avreste dovuto viverlo. È una cosa notevole se pensate che, in genere, se l’autore ha davanti a sé meno anni di quelli che ha vissuto, non sa trattenersi dall’insegnarci qualcosa sulla vita (parabola con annessa moralina più o meno metafisica). Annie Ernaux, ovviamente, va ben oltre e mentre ci fa scorrere davanti agli occhi il Novecento – dal secondo dopoguerra a oggi – riesce a riflettere su quella cosa terribile che è la coscienza. Nietzsche una volta deve aver detto una cosa tipo «per sopravvivere l’uomo ha bisogno dell’oblio» (l’allegra parafrasi è tutta mia). Ma se la coscienza è l’unico modo per sentire di essere sempre la stessa cosa nonostante il continuo cambiare del tempo, quanto è terribile sapere con assoluta certezza che «tutte le immagini scompariranno»? Gli Anni si apre così e scivola nel tempo accumulando per duecentocinquanta pagine – senza soluzione di continuità e usando le persone più difficili della narrazione (il noi e, talvolta, il si impersonale) – i fotogrammi che si sono depositati nella memoria dell’autrice. C’è un perché in questa selezione?, direte voi. Da quando c’è un perché nella vita?, risponde lei. Leggetelo, non è un invito letterario al nichilismo suicida: come scrive Ernaux, questo libro è uno strumento di lotta.

 

 

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Bonus track: The White Album, Joan Didion (Il Saggiatore) • Non includere Joan Didion (ne abbiamo parlato qui n.d.r.) sarebbe stato un crimine.

[Classifica a cura di Sebastiano Iannizzotto e Valentina Rivetti]

 

I 3 libri del 2015 da leggere per essere accolti nel circolo letterario

 

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Panorama, Tommaso Pincio (NN Editore) • Il vertiginoso gioco di piani riflessi di Tommaso Pincio, in un libro che è un labirinto in cui è facile perdersi, per la sua materia sempre sospesa tra realtà e finzione. Il romanzo di Pincio è un poliedrico oggetto indagabile da più punti di vista, anche tra loro paradossali, indagini che però riconducono sempre a degli interrogativi e mai a delle certezze, premiando così l’architettura elaborata della sua macchina romanzesca. Proprio il fatto che il romanzo apra a queste molteplici possibilità e non si adagi mai su un terreno fermo e sicuro, proprio questa caratteristica della struttura rende la sua materia allora ancor più meritevole di indagine e di riflessione profonda, alla ricerca di un equilibrio difficile su sabbie mobili e trappole narrative. «La realtà non è di questo mondo, anche in quei casi in cui si evocano o sembrano essere evocati persone, fatti e cose noti nella cosiddetta realtà». E allora, chi sono i personaggi del libro? Chi il narra la storia? Chi è Tondi? Chi è lo stesso Pincio? E, più in definitiva, cosa è la letteratura se non gioco?

 

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Un angelo migliore, Chris Adrian (Einaudi) • Chris Adrian è uno scrittore particolare, di lavoro fa l’oncologo infantile, è laureato ad Harvard in teologia, ha frequentato il prestigioso corso di scrittura creativa dell’università dello Iowa ed è stato inserito dal New Yorker nell’altrettanto prestigiosa lista dei migliori venti scrittori americani under 40. In Un angelo migliore il suo stile si compie e la sua scrittura abbraccia in maniera piana e lineare tutte le sue molteplici varianti, e riesce a creare un tipo di racconto che contenga al suo interno la fascinazione per il sovrannaturale, l’indagine sulla sofferenza dell’uomo attuale, analisi profonde e accurate sulla psicologia dei bambini e riflessioni dolorose quanto necessarie sull’orrore della Storia e del tempo in cui viviamo. Nello scorrere delle pagine lo stile descrittivo minuzioso e pregnante di Adrian si scontra con le sue storie disturbanti e dolorose, con la sua visione del mondo violenta e cruda proprio perché non in cerca di rassicurazioni ma impegnata nel mostrare nei suoi personaggi – soprattutto bambini ed adolescenti – il peso della condanna originaria a cui sono legati.

 

Pulcinella ovvero Divertimento per li regazzi – Giorgio Agamben (Edizioni Nottetempo) • Giandomenico Tiepolo, rinchiuso nella sua villa di Zianigo in provincia di Venezia disegnò le vita e le avventure di Pulcinella. La figura della commedia popolare però ha sempre portato con sé un afflato misterioso circa la sua natura, sempre in bilico tra il dio e il demone, tra l’uomo e l’immortale. Tra i tanti che si sono occupati del napoletano Pulcinella, Tiepolo è stato tra quelli che più di altri o in anticipo sugli altri, intuì il suo carattere più politico e filosofico, facendolo assurgere ad emblema della storia di Venezia. Il filosofo Giorgio Agamben riparte proprio da qui per trarre una riflessione che, per quanto “ilare e scherzevole”, ha la forza evocativa che sempre ha sempre caratterizzato il filosofo. L’analisi radicale dei nostri tempi si appoggia al destino inevitabile della maschera, al suo dover fuggire di lato, tratteggiando una figura che non è solo comica, ma porta in sé anche i caratteri del tragico. Un testo ricco di rinvii ad altre opere e allo stesso percorso di Agamben, una sorta di autobiografia filosofica.

[Classifica a cura di Matteo Moca]

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