Letteratura: L’ultimo libro di Franco Battiato e Gianluca Magi
×
×
È arrivato il momento di iscriverti
Segui Dude Mag, dai!

L’ultimo libro di Franco Battiato e Gianluca Magi

Quello che segue è un brano estratto da Per una cartografia degli stati di coscienza extracorporei nello stato intermedio di Gianluca Magi (Lo stato intermedio di Franco Battiato e Gianluca Magi, pp. 33-36, Arte di Essere).   Le antiche conoscenze del viaggio postumo sono davvero innumerevoli. Le ritroviamo in certi frammenti dei pitagorici e degli orfici. […]

Quello che segue è un brano estratto da Per una cartografia degli stati di coscienza extracorporei nello stato intermedio di Gianluca Magi (Lo stato intermedio di Franco Battiato e Gianluca Magi, pp. 33-36, Arte di Essere).

 

cover-battiato-magi

Le antiche conoscenze del viaggio postumo sono davvero innumerevoli. Le ritroviamo in certi frammenti dei pitagorici e degli orfici.

Le ritroviamo in India.

Un esempio per tutti: la Kaṭha Upaniṣad. Le Upaniṣad sono i testi filosofico-esoterici, che venivano studiati nei circoli brahmanici riservati ai soli iniziati e che negli ultimi ventotto secoli hanno guidato e ispirato le più grandi menti dell’India.

Nella Kaṭha Upaniṣad, il cui nucleo centrale è antecedente al Buddha, si narra il viaggio del giovane Naciketas nel regno dei morti. In questa discesa negli inferi, Naciketas incontra Yama, il Signore dell’oltretomba. Yama, dopo aver messo alla prova questo pellegrino ultraterreno, gli rivela che dopo la morte, sciolti dai lacci corporei, si rinasce. Ma chi, durante la vita, si è comportato in un certo modo e ha scrutato dentro di sé per rimanere attento nei suoi pensieri, azioni e parole, troverà la chiave per giungere alla felicità dell’Assoluto.

Facciamo un salto spazio-temporale e giungiamo ai nostri giorni. Un’affermazione fatta di punto in bianco, da un marmocchio di tre anni, magari nostro figlio, ci fa drizzare le antenne:

«Io un giorno morirò. E così tu papà. E così la mamma. E poi ritorneremo».

Questa visione di bambino è sintonizzata con le antiche conoscenze, con le cartografie del viaggio oltre la vita. È come se ciò che chiamiamo vita e ciò che chiamiamo morte siano entrambe parti di un grande respiro: inspirare ed espirare. Inspirare è vita. Espirare è morte. L’aria dopo essere uscita, entra di nuovo. Vita e morte camminano fianco a fianco. Camminare consiste sia nell’alzare il piede sia nel posarlo.

La nascita è una tappa: alzare il piede. La morte è un’altra tappa: posare il piede. Alzare il piede e poi posarlo significa camminare: una visione di vita più grande.

Il maestro taoista Zhuangzi sorridendo disse:

«Ciò che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla».

La morte è un’illusione individuale. L’individualità è mortale, il Tutto è eterno. La vera morte è non trasformarsi mai. La morte è solo un concetto. Niente scompare, tutto cambia.

La morte è un velo gettato sugli occhi dei vivi. Se accettiamo le nostre trasformazioni, siamo immortali. La vita è un intermezzo di una lunga vicenda. Esisteva già prima che io esistessi e continuerà anche dopo, terminato questo intervallo conscio in questa esistenza a tre dimensioni.

La morte è un esercizio quotidiano. Per poterla affrontare, quando verrà a bussare alla porta, da uomo e non da bruco.

Dude Mag
Dude Mag
DUDE è un manuale di sopravvivenza per gentiluomini e gentildonne, dal momento che ne sono rimasti pochi e vanno salvaguardati. Nel periglio della rete, Dude è l’atlante per orientarsi tra il guazzabuglio della produzione culturale telematica e le piccole zone d’ombra, alla ricerca di preziose gemme, conversazioni, galanterie che troppo spesso si nascondono ai margini delle strade più battute. Dude lavora a una cartografia esclusiva — facendosi lente d’ingrandimento sul dettaglio perduto — racconta i massimi sistemi in formato leggero.
Segui Dude Mag, dai!
Dude Mag è un progetto promosso da Dude