Materiale d'importazione: Consumo medio
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Consumo medio

Materiale d’importazione – Narrativa straniera inedita selezionata da DUDE.

8 Giu
2014
Materiale d'importazione

Ti dico un segreto che già conosci, un segreto che mi disse Nonno Ralph. Sfuggiremo all’invecchiamento, io e te. Schiveremo il tristo mietitore, fregheremo la morte. Come Ralph, dribbleremo la terza età, ce ne andremo in doppio passo lungo la vita.

Solo un uomo nato per fare scherzi avrebbe iniziato ad Halloween la sua passeggiata su questo mondo, per poi svignarsela un primo di aprile.

Lavorava per le ferrovie ma parlava come se non avesse mai fatto alcuna fatica, solo giocato coi treni. Quando perse il dito medio sotto la ruota di un carro merci, mia nonna modificò tutti i suoi guanti sinistri, e lui disse di aver dato al suo principale il dito che si meritava.

Per quanto ne so, è stata l’unica cosa negativa che gli sia mai successa, a parte la sua prima moglie, quella che «mi si è cianurata davanti, in cucina». Quindi due cose negative – tre, se conti il suo ultimo pesce d’aprile.

Ma non invecchiò mai.

Quando in America arrivò il Maggiolino Volkswagen, il direttore del Nonno ne comprò uno nero. «Betty fa sedici chilometri al litro», si vantava.

La Oldsmobile del Nonno credo ne facesse nove, come le sue dita.

«Black Betty arriva a venti chilometri al litro. Allergica alla benzina. Passa davanti ai distributori come un prete passa davanti a un bordello». (Scommettiamo che in realtà disse “puttanaio”?)

Nonno e i suoi compagni di merende aprivano il serbatoio del Maggiolino e versavano una pinta o due di Ethyl, metaforica “benzina sul fuoco”.

«Trenta chilometri al litro», disse il capo una settimana. «Quaranta chilometri al litro», la successiva. «Questi tedeschi sono incredibili».

Altra benzina nel serbatoio.

«Sto arrivando a sessanta chilometri al litro!»

«Sarà ora che Miss Betty faccia il primo cambio dell’olio?» chiese Ralph.

Lì cominciò il drenaggio.

«Non capisco cos’è successo», diceva il capo. «L’ho portata in assistenza, e il consumo medio è andato a farsi benedire». (Non diceva “benedire”.)

Sconcertato, la riportò in assistenza, ma i tecnici dell’officina specializzata trovarono che era tutto a posto. Nelle parole del capo, «Ti pigliano all’amo. Ti fanno salire le aspettative. Questi tedeschi sono un mucchio di truffatori conniventi…» (Fratello, ce l’hai due-tre parole da prestarmi per quello che disse davvero?)

Prima che Nonno & Company si annoiassero della farsa, il capo svuotò innumerevoli serbatoi avanti e indietro tra la ferrovia e il concessionario, con un’assetata Black Betty che tracannava un litro di benzina ogni cinque chilometri.

Se suonavi con la band di ottoni all’Elitch Gardens, nei primi anni ’60, sai cos’altro facevano Ralph e i suoi cospiratori. Quando una combriccola di zotici dalla ferrovia si siede in prima fila a succhiare un limone dopo l’altro, facendoti aumentare la salivazione e tirare le labbra mentre quelli si ciucciano i loro limoni itterici, non puoi umanamente suonare il trombone. Hai le labbra mummificate come quelle di una ricca vedova rinsecchita, che ha impegnato la dentiera per qualche soldo in più.

Si portavano dietro una valigia di trucchi bella grossa, Nonno e i suoi.

Dopo aver rapito ogni cartello “Casa in vendita” di ogni colore da ogni giardino in un raggio di sei chilometri, averli portati di nascosto in città e averli trapiantati nel prato davanti al municipio, riuscirono a “vendere” la mia città, Englewood, centinaia di volte.

Ci fu il miracolo che operarono coi mattoni, quando murarono le finestre del ristorante di Sambo, che già all’epoca non avrebbe dovuto farsi fare così fesso.

Roba da bambini: vaselina sulle maniglie; pellicola trasparente sul water; peli di cavallo in mezzo al tabacco di Lucky Strike e Kool, normali e mentolate; suonavano a casa dei rivali, e fuori dalla porta lasciavano festoni di buste incendiate piene di… ci siamo capiti.

E ancora comiche della serie “Ralph e la ferrovia”; burle e scherzi raccontati a tavola, con sussurri che le mie orecchie immature non potevano ancora captare.

Ma ho capito il messaggio del Nonno e anche tu lo sai, e rimane segreto solo perché lo dimentichiamo.

Gioca quando lavori; lavora quando giochi. Sii d’ispirazione per i giovani di ogni età. Rimani sempre giovanile, e cerca di ottimizzare il consumo medio dei tuoi anni.

Se ti riesce la mandrakata, muori di primo aprile.

Materiale d’importazione è una rubrica curata e tradotta da Daniele Zinni.

Illustrazione di Fabio Pistoia.

Ringraziamo Every Day Fiction per la collaborazione. Potete leggere qui la versione originale.

Sean Jones
Sean Jones
Sean Jones dice: «Quando leggo le biografie degli altri autori, parlano tutti dei loro gatti. Io non ho gatti, e mi chiedo se gli altri autori li hanno davvero. Dopotutto, sono inventori di storie. Lasciate che vi parli dei miei gatti. Jasmine è una siamese nera con gli occhi verdi, le piace scorrazzare per la veranda sul retro e catturare falene al chiaro di luna. Thor è un soriano che dorme tutto il giorno – anche durante le tempeste, ironicamente. Poi c'è Penelope, un persiano…
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