Materiale d'importazione: Così tanto da bruciare
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Così tanto da bruciare

Materiale d’importazione – Narrativa straniera inedita selezionata da DUDE.

13 Apr
2014
Materiale d'importazione

Il mio vicino sta di nuovo bruciando la sua posta. Il mio vicino è un postino, quindi la sua posta non è la posta che riceve ma la posta che consegna, o meglio la posta che dovrebbe consegnare e invece sta bruciando. Viviamo in una bifamiliare e sento l’odore del fumo che filtra attraverso i muri.

Sto preparando una crostata, una cosa che faccio quando il postino brucia la posta o quando mi manca Jane. Sto preparando una crostata ma il mio appartamento non odora di crostata. Il mio appartamento odora di buste che bruciano e sono solo. Vado alla porta accanto. Porto la crostata – casomai le servisse una pausa, dico al postino. Lui è più magro dell’ultima volta e io sono più grasso. Il postino dice che non ha tempo per le pause. Non riesce a bruciare la posta abbastanza in fretta. Torri di posta sono impilate sui pianali della cucina, sul tavolino in salotto, sulla mensola del camino. Sul pavimento sono sparsi buoni sconto. Il caminetto crepita e sfrigola. Il postino butta dentro fatture sanitarie da pagare, pagelle, richieste di donazioni. Dice che gli investigatori dell’ufficio postale sono sulle sue tracce. Non sapevo esistessero. Chiedo al postino se posso aiutarlo. Dice che c’è una ricompensa per chi fornisce indizi sulla posta scomparsa. Posso consegnarlo alla polizia se mi servono i soldi. Mi servono, ma non lo farò. Devo troppo al postino. È stato lui a rivelarmi che Jane aveva una storia. Scriveva lettere d’amore al suo farmacista. Sull’indirizzo del mittente cambiava il suo cognome con quello di lui. Il postino si era insospettito. Poi c’è stato un incidente giù all’ufficio postale; una macchina ha strappato una busta. Anche questo era sospetto. Il postino ha letto la lettera, anche se a me la lettera non l’ha fatta leggere. Ha detto che sarebbe stato illegale. Sospetto che mi stesse proteggendo dai dettagli precisi. In ogni caso Jane se n’è andata e io sono solo a infornare crostate e immaginare dettagli precisi.

Gli investigatori non sanno dove vive, chiedo al postino.

Cercano la posta scomparsa, non me.

Non sanno che posta consegna?

Sono un po’ disorganizzati giù all’ufficio postale, dice. Ma presto arriveranno a me.

Getta nel focolare offerte per carte di credito. Riviste generaliste, coi nomi degli abbonati sulle etichette che si squagliano e colano. Il fumo si diffonde sul soffitto. Mi merito di esser preso, dice. Ho fatto cose orribili.

Io non la vedo così. La gente non riceve la propria posta, ma non mi sembra una cosa così brutta. Cos’altro arriva per posta, oltre che cattive notizie? Magari se sei una persona che ha delle tresche potresti ricevere lettere d’amore abusive, ma io non sono una persona che ha delle tresche. A me arrivano avvisi di debito e bollette dell’elettricità e cataloghi di intimo di Jane e cartoline da sua nipote. Jane se n’è andata ma continuano ad arrivare. O meglio: mi arrivavano tutte quelle cose, prima che il postino smettesse di consegnarmi la posta. È meglio ora, non riceverle. Il postino ha lasciato bruciare qualcosa anche a me: il catalogo J. Crew di Jane, la sua prepagata AAA.

Sicuro che non vuole la crostata? Chiedo. È al rabarbaro.

Il fumo avvolge torri di pacchetti. Il postino si avvicina alla finestra, incerto, come se le sue gambe fossero inutilizzate da un po’. Aveva dei polpacci muscolosi. È chiaro che non sta mangiando. Sbircia dietro la tenda.

Eccoli, dice. Sono qui per me.

Do un’occhiata. È solo Ms. Mulvaney col suo cane, dico al postino. Apro la finestra per aerare. Si ricorderà; non l’ha morso, una volta?

Chi? Ms. Mulvaney?

Sorrido, ma capisco che sta ricordando quel giorno in cui paura e dolore cozzavano contro un dovere che ancora sentiva.

Non si sa mai, dice. Arriveranno senza far rumore. All’ufficio postale non servono certo altri problemi con le pubbliche relazioni. Dovresti chiamarli finché ne hai la possibilità. Un mucchio di soldi.

Probabilmente non è un mucchio di soldi. Ma si addice all’idea che ha di sé, immaginare che la punizione dei suoi crimini valga tanto.

È ironico, dice il postino. Ho cominciato a bruciare la posta per non doverla consegnare. Ora è un obbligo. C’è così tanto, da bruciare, per coprire le mie tracce. Mi sarebbe convenuto consegnarla. Perché non l’ho fatto e basta? Dice, da cosa nasce cosa, che sembra plagiato da qualcosa di biblico, ma non sono il tipo di persona che sa queste cose.

La stanza è piena di fumo. Il postino si asciuga la fronte e appoggia un braccio contro una pila di pacchi, che crolla sul pavimento. Trascino il postino via dai detriti, in veranda, e poi sulla strada. Lo aiuto a sedere sul marciapiede. Ms. Mulvaney chiede come sta Jane. Rispondo che probabilmente è molto felice. Il postino offre la caviglia al cane. Quello non ringhia neppure, come se non riconoscesse più in lui il postino. È solo un civile ora. Ha l’alito che sa di fumo, le labbra scottate, le dita nere di fuliggine. Tira fuori il cellulare e compone un numero. Come spenderai la tua ricompensa?, mi chiede. Motocicletta? Biglietti per la stagione dei Bears? Mi passa il telefono; sta squillando.

Mi chiedo perché Jane e il suo farmacista si scrivessero per lettera, ma suppongo si addicesse alla loro idea che quella passione era troppo grande per la tecnologia moderna, un reperto di un’epoca più romantica. Suppongo che mi si addica, pretendere di sapere cosa desideravano.

Il fumo sbuffa dal comignolo del postino, denso e nero, prova che le cose stanno volando via da noi. Il fumo è probabilmente sospetto, dato che siamo in estate. Probabilmente verranno presto a prenderci. Probabilmente le nostre vite sono finite. Pronto, dico. Chiamo per reclamare la mia ricompensa.

 

Materiale d’importazione è una rubrica curata e tradotta da Daniele Zinni.

Illustrazione di Fabio Pistoia.

Potete leggere qui la versione originale.

Ringraziamo Tin House per la collaborazione.

Ben Hoffman
Ben Hoffman
È autore della raccolta Together, Apart, vincitore dell'Origami Zoo Press 2012 Chapbook Contest. I suoi racconti sono usciti o stanno per uscire su Zoetrope: All-Story, Fugue e Monkeybicycle, tra gli altri. Vive ad Ann Arbor, Michigan, dove sta lavorando ad una nuova raccolta di racconti.
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