Sono il Comic Sans, coglione
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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Sono il Comic Sans, coglione

Senti un po’. Lo so che vai a raccontare merda alle mie spalle. Pensi che sono stupido. Pensi che sono immaturo. Pensi che io sia il deforme, patetico surrogato di un font.

Senti un po’. Lo so che vai a raccontare merda alle mie spalle. Pensi che sono stupido. Pensi che sono immaturo. Pensi che io sia il deforme, patetico surrogato di un font. Beh, ripensaci, sfigato, perché io sono Comic Sans e sono la cosa migliore che sia capitata alla tipografia dai tempi di quel cazzone di Johannes Gutenberg.

Non ti va giù che la tua collega mi ha usato nella nota in cui si lamentava dei furti del suo yogurt dal frigorifero della sala comune? Non ti va giù che io sia praticamente ovunque sul blog di tua cognata? Non ti va giù che sono sull’insegna di quel nuovo ristorante Thai? Pensi che io sia mediocre e pacchiano? Indovina un po’, Picasso, non tutti abbiamo settantatrè gradi di pesantezza come la baciami-il-culo Helvetica settata sul tuo Macbook Pro da diciassette pollici. Scusa se tutto il mondo non può essere fatto di quella trashata europea del severo carattere svizzero. Scusa tanto se a qualcuno piace divertirsi. Scusa tanto se intralcio la strada della tua minimalista, Bauhaus e fascista sagra della noia.

Forse ogni tanto dovresti toglierti il tuo dolcevita nero, smettere di modificare compulsivamente il tema del tuo Tumblr e provare una cazzo di volta a essere meno pesante. La gente mi ama. Perché? Perché sono divertente. Sono l’anima della festa. Porto leggerezza in ogni situazione. Devi alleggerire il colpo di un messaggio troppo duro sulle regole del soggiorno? SBAM. Eccomi qui. Hai bisogno di vivacizzare un po’ le indicazioni per la tua festa di laurea? SBAM. Eccomi qui di nuovo. Vuoi comunicare la tua natura socievole e gioiosa attraverso il tuo sito professionale? SBAM. Eccomi come un narciso giallo nella cazzo di primavera.

Finchè la gente avrà voglia di rilassarsi, divertirsi e fare festa, io ci sarò. Non come i tuoi patetici font. Mentre Gotham è al festival della scienza, io mi sbatto la reginetta del ballo di fine anno nel retro. Mentre Avenir suona il clarinetto, io suono “Reign in Blood” sulla mia Stratocaster a doppio manico. Mentre Univers si procura nuove medicine per le sue allergie, io sto correndo sulla mia Honda Civic truccata e caricata a nitro contro dei gangster di Tokyo che potrebbero uccidermi se solo non arrivassi a tagliare per primo il traguardo. Io sono un Superman senza-grazie e la mia sola kryptonite sono i tromboni come te.

Non me ne può fregare niente di quello che pensi, e sai perché, coglione? Perché sono famoso. Sono su tutti i maggiori sistemi operativi a partire dal fottuto Bob della Microsoft. Sono sulle tue etichette. Sono sui tuoi browsers. Sono sui tuoi messaggi istantanei. Non sono solo un font. Sono una cazzo di forza della natura e non avrò pace finchè ogni severo tipografo in sedia a dondolo col cappello da coglione come te sarà circondato dalla mia amabile cazzutaggine senza grazie ispirata ai fumetti.

Ma ne ho abbastanza di queste stronzate. Ora vado a sbronzarmi con Papyrus.

 

Di Mike Lacher
Traduzione di Olga Campofreda  
Leggi la versione originale su mcsweeneys.net
Ringraziamo angry translation-nazi per la consulenza.

 

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