Mr. Writer: Veronica Raimo, intervista
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Veronica Raimo, intervista

Veronica Raimo è nata a Roma nel 1978. Ha pubblicato il suo romanzo di esordio Il dolore secondo Matteo per Minimum Fax nel 2007.

10 Mag
2014
Mr. Writer

Veronica Raimo è la terza scrittrice intervistata per Mr. Writer, una rubrica attraverso la quale vogliamo collezionare conversazioni sul mestiere di scrivere.

Assieme a quest’intervista pubblichiamo Insonnia, un racconto inedito scritto a Berlino.

** 

Ciao Veronica, come stai?

Benino.

Partendo dal titolo del tuo racconto: pensi che l’insonnia sia la migliore amica di chi scrive?

Beh, la migliore amica e la peggior nemica. Però effettivamente sono insonne e scrivo durante l’insonnia.

Il personaggio non soffre di insonnia, ma decide di «darsi all’insonnia».

Sì, l’idea del racconto mi è venuta perché era da un po’ di tempo che mi capitava di frequentare sempre più persone con le crisi di panico. Mi è sembrato che a un certo punto fosse diventata una specie di tendenza, soprattutto tra chi svolge un lavoro creativo, come se si decidesse di soffrire di crisi di panico.

Perciò tu non soffri di crisi di panico?

No.

Quindi nel racconto non c’è un collegamento con il decidere di avere metodo di scrittura o con l’imporsi delle regole?

In realtà no, mi sento molto in controtendenza in questo. Ho provato tante volte a impormi delle regole, ma non ci sono mai riuscita ed è sempre stato frustrante. Voglio pensare non sia necessario avere un metodo per scrivere.

Ventisette giorni senza dormire. Tu quanto tempo riesci a stare senza scrivere?

Moltissimo tempo, mi capita di non scrivere anche per mesi.

E questo non ti fa venire una crisi di panico?

No.

(risate) 

Per quanto riguarda l’ispirazione: sai gestirla e canalizzarla oppure ti lasci travolgere?

Ecco una cosa che un po’ mi angoscia. Ho sempre avuto una memoria formidabile, perciò non mi preoccupavo, sapevo che in qualche modo sarei riuscita a recuperare idee e ispirazione. Invece ora mi sembra di perdere i colpi e inizio a domandarmi come sopperire a questa mancanza.

Solitamente dove scrivi?

Mi piace scrivere fuori, in mezzo alla gente, a casa corro il rischio di distrarmi. Ho bisogno che ci sia abbastanza confusione per alienarmi. Lo faccio soprattutto quando vado a Berlino, dove mi capita di andare spesso, perché è una cosa meno insolita e mi sento meno a disagio.

Scappi spesso via da Roma.

Ultimamente odio tantissimo Roma. Sarà che ci sono nata e l’ho vista peggiorare.

Hai delle manie legate alla scrittura?

Scrivo a mano e quindi ho sviluppato una specie di feticismo patologico per i quaderni, potrei passare ore a scegliere quello giusto, a toccare la carta. Un po’ è così anche per le penne in effetti.

Riesci a scrivere senza la pressione o l’influenza di un eventuale pubblico di lettori o anche solo di qualche amico?

Sì.

Non ci credo.

Non sono mai andata in analisi, e forse mi è capitato di scrivere quello che avrei potuto dire a un analista. Non si tratta di un diario, è una scrittura molto analitica che mi aiuta quando non so come affrontare qualcosa nella vita, oppure quando non riesco a esprimermi con alcune persone. Ma è solo per me e ci tengo che nessuno legga, ho una grafia abbastanza illeggibile quindi non c’è pericolo.

Mi sembri una persona molto equilibrata e che non parla a vanvera o più del dovuto. È una mia impressione?

Non so, direi che forse parlo meno del dovuto. Ecco, non sono un mostro di loquacità.

Sei davvero così pacifica e sicura di te?

Mi fa ridere che sei arrivato a questa conclusione perché io non mi sento per niente pacifica e sicura di me stessa, tutto il contrario. Però visto che ci sono talmente tante cose che mi mettono a disagio, ho imparato a evitarle senza farmi troppi problemi, o pensare che bisogna per forza superare i propri limiti e le proprie idiosincrasie.

Veronica: non soffri di crisi di panico, non ti fai problemi se non scrivi per parecchio tempo, non ti imponi un metodo, riesci a scrivere senza farti condizionare dall’idea che qualcuno poi debba leggere. Stai benissimo, sei molto serena.

(risate)

No, diciamo che vivo bene la scrittura, ci sono tante altre cose che vivo male. Sai, la «dannazione della scrittura», non mi appartiene. Ho sempre scritto sin da piccola, ma senza alcuna pretesa o ansia di pubblicazione. Figurati, volevo fare la musicista.

Anche ora che ho pubblicato due libri, non è cambiato molto, al massimo mi preoccupo un po’ di più per le scadenze.

Però niente crisi di panico?

No.

Ok.

**

Alla fine di questa intervista il bilancio delle crisi di panico è: Veronica Raimo 0, l’intervistatore almeno 8.

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Veronica Raimo è nata a Roma nel 1978.

Ha pubblicato il suo romanzo di esordio Il dolore secondo Matteo per Minimum Fax nel 2007, e il suo secondo romanzo Tutte le feste di domani per Rizzoli nel 2013.

Nel 2012 ha scritto la sceneggiatura del film Bella addormentata di Marco Bellocchio.

Ha pubblicato racconti su diverse riviste tra cui: Nuovi Argomenti e Granta Italia.  Un suo racconto è stato pubblicato in Svezia, e uno negli Stati Uniti.

Traduce dall’inglese all’italiano per diverse case editrici.

Ha scritto per diversi giornali e riviste, tra cui D-Repubblica, Io Donna, XL-Repubblica, Il Manifesto, Il Corriere della Sera, Amica e collabora regolarmente con Rolling Stone Italia.

Edoardo Vitale
Edoardo Vitale
Scrive di musica, cinema e attualità su vari magazine.
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