È proprio il caso di dirlo, è solo grazie ad uno scherzo del destino se noi quest’oggi possiamo essere a conoscenza del primo lavoro musicale del noto conduttore di capolavori televisivi quali Sarabanda e Transformat.
In questi 9 brani il bello de Roma incastra melodie al pianoforte tipicamente vendittiane a dei testi dal sapore antico, permeati dalla poetica di Eugenio Montale ed Aldo Biscardi. Ne vengono fuori episodi romantici, come Bella senza una lira e la hit Pedalò, momenti di critica sociale e speranza in Lo stipendio a fine mese ed attimi di puro divertissement come Cacca e pupù oppure Lasciarsi un giorno a Caltanissetta.
Il disco, pur restando ancorato ai dettami tipici della musica leggera italiana, poteva raggiungere una buona diffusione radiofonica ma, i continui legami di Enrico Papi con i nazisti dell’Illinois hanno, di fatto, portato alla censura del disco, che non è mai più arrivato nei negozi. Oggi, grazie al remissaggio curato dallo storico corista Mapo, il disco è stato distribuito da una storica etichetta del frusinate, la Ciociaria International, ed Enrico Papi lo suonerà dal vivo in una tourneé che toccherà i maggiori centri commerciali del centro-sud Italia.
Inaspettato
[6.8]
