Quando Il Jazz raggiunse il vecchio continente | Dude Club @Treebar
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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Quando Il Jazz raggiunse il vecchio continente | Dude Club @Treebar

Non tutti sanno della fulminea ascesa del jazz in Germania, sin dagli anni ’20. Il sassofonista berlinese Eric Borchard, ad esempio, già nel 1919 aveva formato un’orchestra jazz sull’esempio delle big band dixieland americane. Nelle sue diverse formazioni suonavano anche musicisti nordamericani come il trombonista Emile Christian.     Attorno al 1924 l’economia tedesca si stabilizza e diventa più facile il formarsi […]

Non tutti sanno della fulminea ascesa del jazz in Germania, sin dagli anni ’20. Il sassofonista berlinese Eric Borchard, ad esempio, già nel 1919 aveva formato un’orchestra jazz sull’esempio delle big band dixieland americane. Nelle sue diverse formazioni suonavano anche musicisti nordamericani come il trombonista Emile Christian.

 

 

Attorno al 1924 l’economia tedesca si stabilizza e diventa più facile il formarsi di altre orchestre, come la Stefan Weintraub’s Syncopators:

 

Con il sassofonista/clarinettista Horst Graff e ovviamente Stefan Weintraub al piano.

 

Queste band subiscono, ovviamente, forti influenze della musica colta europea, ma l’esperienza jazz — la musica nera per eccellenza — è già chiara. Con l’avvento del nazismo inizia un declino particolarmente sofferente: Goebbels diede inizio a una vera e propria propaganda anti-jazz. Come se non bastasse, molti dei musicisti della Weintraub’s Syncopators erano ebrei e furono costretti ad esiliare.

 

Nazi-propaganda contro il jazz

 

Nuova linfa al jazz tedesco si ha negli anni ’50, quando diviene la musica dei giovani che, carichi di entusiasmo, vogliono recuperare tutte le opportunità perdute durante la guerra mondiale e ricostruire il loro (nuovo) mondo. Tra i protagonisti di questa nuova era troviamo Erwin Lehn (ebbe occasione di suonare con Miles Davis e Chet Baker, tra l’altro) e la sua Suedfunk Dance orchestra.

 

Il 26 al Treebar saremo immersi nell’Europa centrale grazie a questa frangia del Jazz, suonata dal trio Michele Villari (sax, clarinetto), Paolo Pavan (piano) e Andrea Colella (contrabbasso).

Potremo, per la particolare occasione, degustare vini provenienti dalla valle del Reno e del Danubio, come il Riesling Federspiel, il Weingut Ott, il Riesling Brocken Vulkangestein e il Grüner Veltliner Der Ott.

Chef Manolo invece ci accoglierà con un buffet speciale per l’ultimo aperitivo dell’anno:

❄️ Ceci neri 
❄️
Queso fritto picante con salsa BBQ 
❄️
Tramezzino con sfilacci di pollo al cumino e coleslaw salad
❄️
Riso alla cantonese 
❄️
Insalata mediterranea (pomodoro, olive, capperi, tonno) condita con tzatziki

 

TreeBar
Via Flaminia, 226 Roma.
20:00 — 22:30 
Info

Donatella Mugnano
Avvocato di diritto di autore e dello spettacolo, mamma di un piccolo ciclone di tre anni, amante della musica dove senti gli strumenti e i musicisti esitare ed appassionarsi, insomma la musica suonata, viaggiatrice, nella prossima vita si ripropone di essere ballerina di samba.
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