Dudewhere: Quattro chiacchiere col Maestro Villari | Dude Club @Haus Garten, 15.6.17
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Quattro chiacchiere col Maestro Villari | Dude Club @Haus Garten, 15.6.17

Giovedì 15 giugno, dalle 19:00, secondo appuntamento nella nostra nuova e fresca casa estiva, l’Haus Garten, con uno dei generi ai quali, in questa lunga rassegna jazz, ci siamo più appassionati, il Jazz Californiano. Abbiamo pensato di rivolgere alcune domande a uno dei musicisti a noi più affezionati, il maestro Michele Villari.   Ciao Michele, […]

13 Giu
2017
Dudewhere

Giovedì 15 giugno, dalle 19:00, secondo appuntamento nella nostra nuova e fresca casa estiva, l’Haus Garten, con uno dei generi ai quali, in questa lunga rassegna jazz, ci siamo più appassionati, il Jazz Californiano.

Abbiamo pensato di rivolgere alcune domande a uno dei musicisti a noi più affezionati, il maestro Michele Villari.

 

Ciao Michele, abbiamo cominciato l’esperienza di Dude Club assieme, lo scorso Settembre. A quasi 10 mesi dall’inizio di questo viaggio quali sono le tue impressioni?

Ho trovato l’idea del Dude Club molto interessante, per diverse ragioni. Innanzitutto contribuisce a sdoganare il jazz, oggi ancora considerato musica colta, come la classica, e quindi “noiosa”, da ascoltare negli auditorium o nei club “di genere”. Stiamo invece provando a portarla presso un pubblico diverso, vasto e trasversale, anche in orari più “comodi”. E il pubblico, forse un po’ sorpreso, sta scoprendo che è molto più piacevole di quello che poteva immaginare; il tutto quasi senza disturbare, lasciando loro il piacere di scambiare due chiacchiere e bere un cocktail con gli amici.

 

Il maestro Michele Villari

 

Abbiamo toccato tanti sottogeneri del Jazz. Quale è il tuo preferito e quale quello che riesce a darti maggior libertà di espressione?

Amo il Jazz in tutte le sue forme, dalle origini del Ragtime di S. Joplin fino alle composizioni scritte ieri pomeriggio da Kenny Garret (peraltro oggi non ho avuto ancora il tempo di ascoltare qualcosa); forse a causa delle mie origini africane, ammetto di avere un entusiasmo particolare per la parte più black di questo genere, il bebop e l’hard bop.                      

 

 

Giovedì proporremo il Cool Jazz californiano. Ti va di raccontarcelo attraverso la tua esperienza?

Il jazz Californiano, cioè il Cool jazz, è il cugino del jazz nero. È nato a Los Angeles dai «fratelli bianchi , che c… suonano come neri!» dicevano quei memorabili jazzisti black di New York. I bianchi avevano studiato al conservatorio e univano il gusto della Classic music al blues. Ben presto Miles David si impadronisce del linguaggio Californiano e pubblica il disco manifesto della musica della East cost,

The birth of cool, nel quale i fratelli neri e bianchi suonano insieme questo genere raffinato ma, fortunatamente, sempre pieno di blues.    

 

 

Qual è stata invece l’esperienza musicale che più ti ha entusiasmato parlando di jazz, sia come musicista sia come appassionato?

Come musicista ho avuto l’onore di suonare insieme a grandi nomi sia italiani che americani. Uno tra tutti è Sir. Waldo Weathers, sassofonista di ultima generazione di James Brown. Sempre come musicista sono lusingato di aver rappresentato, nel giorno della giornata mondiale del jazz, il 30 aprile dell’anno scorso, indetto dall’Unesco e dal grande Herbie Hancock, il jazz italiano in Romania.

L’esperienza più bella come fruitore rimangono invece i concerti di Sonny Rollins. L’ho visto suonare quando Sonny aveva la bellezza di 76 primavere e addirittura 10 anni dopo, a 86. Una vera bomba ragazzi…. il jazz non invecchia mai!

 

     

 

in questo articolo non troverete traccia della musica del Villari. Per ascoltare il suo sound sarete costretti a venire a sentirlo (gratis) dal vivo.

Qui, tutte le info sull’evento.

Valerio Orvieto
Valerio Orvieto
Attore/Modello dell'anno... era il 1987 però. Abbandona Scienze Politiche a 8 esami dalla laurea perché essendo figlio di professionisti affermati se lo poteva permettere. Ad oggi pur sognando di fare lo scrittore o l'attore, per scarsezza di talento si limita ad organizzare eventi per DUDE MAG riuscendo a volte a finirli bene e altre rarissime volte a farsi pagare. Molto curioso e molto pigro. Legge tutto il giorno ma solo Facebook e Dudemag.it... e rigorosamente dal cellulare.
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