Musica: Intervista a Lorenzo Senni
×
×
È arrivato il momento di iscriverti
Segui Dude Mag, dai!

Intervista a Lorenzo Senni

Non so se chiamarla esigenza, volevo solo essere gli artisti che stimavo.
…in che modo potevo possedere una parte del loro lavoro?

Nel nostro paese vibra la cultura delle nuove idee. Non siamo più una semplice periferia nel mondo delle cose interessanti.
Lui è Lorenzo Senni, Milanese, classe 1983. Artista, compositore e fondatore di
Presto!? e Burgerdreams, due label di cui non abbiamo ancora avuto il tempo ma che andremo a sviscerare nel dettaglio nel corso dei prossimi mesi.
Porta avanti studi sull’uso del laser nel mondo della performance elettronica, realizza software in grado di generare flussi audio in tempo reale e gira il mondo partecipando ai festival più prestigiosi di elettroacustica. Insomma qualcosa che va decisamente oltre la musica da
flyerino e vodka lemon.
DUDE: Quali requisiti pensi debba avere un producer/musicista per poter vivere di questa professione?
LORENZO SENNI: Totale dedizione e… tenere le dita incrociate, ma meglio sapersi rimboccare le maniche nel caso nessuno ti venga a cercare.
DUDE: Qual è stato il momento in cui hai sentito l’esigenza di tirare su un’etichetta e quale tipo di sacrifici ha comportato aprirla in italia.
LS: Non so se chiamarla esigenza, volevo solo essere gli artisti che stimavo.
…in che modo potevo possedere una parte del loro lavoro? Beh… collaborando con loro e seguendoli nel processo creativo. Un percorso di apprendimento, una sorta di cannibalismo intellettuale.
Per quanto riguarda l’avviamento burocratico, le spese per iniziare a stampare dischi e tutto quello che ci gira attorno, lasciamo stare, tanto lo sappiamo tutti come funziona. Una strada in salita…
DUDE: Nell’era del file sharing cosa pensi possa spingere un ascoltatore ad acquistare un disco?
LS: Sarò breve anche se è una di quelle risposte sulla quale varrebbe la pena ragionare a lungo.
Penso che chi investe soldi in un disco lo fa nel momento in cui è consapevole che pur comprando musica non sta comprando solo musica.
Si sta portando a casa un oggetto, un immaginario con tutta la sua fisicità.
Entra a contatto diretto con il mezzo attraverso il quale l’artista ha potuto (e dovuto) esprimere tutto quello che poteva esprimere.
Il compimento di un processo estetico avvenuto, nella maggioranza dei casi, in un periodo di tempo identificabile e mediamente lungo, durante il quale, il musicista, ha sicuramente dato vita ad un groviglio di feedback tra visivo e sonoro. La musica che ascoltiamo è anche la cover che abbiamo tra le mani.

Sopra Lorenzo Senni in Show’n’Tell.
Lo
Show’n’Tell è una bella via di mezzo tra una tavola rotonda e una chiacchierata tra amici che si mostrano a vicenda le loro cose preferite, e che meglio li rappresentano.
L’obiettivo? Fare il punto della situazione sullo stato della creatività, oggi, in Italia. Segui le prossime uscite su VICE.

DUDE: Al giorno d’oggi quanto e importante supportare un’uscita discografica con un prodotto tangibile: supporto cd, vinile, cassetta.
LS: Purtroppo o per fortuna ora come ora una release che non abbia anche un corrispondente fisico a cui appoggiarsi non riesce ad acquisire quella credibilità necessaria per essere appunto considerata una vera e propria uscita.
Ma credo sia questione di tempo e non mi dispiace nemmeno troppo. La mia posizione attuale non è contro le digital releases in quanto mp3 ma contro l’approssimazione e la superficialità che veicolano. Compri un disco dal tuo smartphone e cosa ti ritrovi: copertina, nome artista, titolo disco, titoli canzone, data di uscita. Fine. Non saprai mai chi l’ha mixato, in quale studio, chi ha arrangiato le tastiere e perchè. Lo trovo un vero peccato.
DUDE: Come consideri il panorama elettronico nostrano?
LS: Siamo all’altezza di altri paesi che consideriamo molto più avanti.
Abbiamo musicisti incredibili, etichette rispettatissime a livello internazionale ed un bagaglio storico che ci invidiano tutti.
L’unica vera differenza sta nel fatto che non siamo supportati nella nostra professione.
Un esempio molto breve: un artista norvegese o svizzero per il quale un festival, invitandolo a suonare, incassa già i due/terzi del cachet dall’ente governativo che lo supporta, quante possibilità in più ha di esibirsi rispetto ad un artista italiano?… tante.
DUDE: Un artista emergente che ci consigli.
LS: Un duo che farà parlare di se sarà PRIMITIVE ART, una collaborazione tra i giovanissimi TUNISIA YYYY e Jim C.N. in uscita un 7″ su Burgerdreams.
Quello che invece emergerà prossimamente dalle acque dell’under-underground, sebbene sia già rodato, e con prestigiose uscite alle spalle, sarà DRACULA LEWIS; stiamo ultimando il missaggio del nuovo disco, nel quale partecipo solo dal punto di vista tecnico, e sarà una
bella bomba.
DUDE: Aspettative, obiettivi futuri da discografico.
LS: Beh, Florian Hecker in collaborazione con Carsten Holler, Marcus Schmickler ed un box tripla cassetta di giovani sperimentatori americani, da John Elliott di Emeralds, Sam Goldberg di Mist e Radio People, Elon Katz di White Car a altri. Il tutto in uscita il primo novembre su Presto!?
Per quanto riguarda Burgerdreams invece è quasi pronta una raccolta che documenta una nuova scena che sta crescendo tra Stati Uniti, Paesi Bassi, Inghilterra e fortunatamente anche Italia. È stato un lavoro incredibile riuscire a contattare tutti gli artisti e mettere insieme il materiale… ma ci siamo!
Ah, poi vorrei potermi criogenizzare.

Federico Bisozzi
Segui Dude Mag, dai!
Dude Mag è un progetto promosso da Dude