Al grido di «We are the music makers», Manifesto si prepara ad essere proprio quel festival di cui Roma sentiva la mancanza. L’obiettivo di Manifesto è semplice, ci spiega la crew del Monk: «puntare i riflettori sui migliori produttori e dj italiani, in una sorta di gran gala capace di raccontare uno spaccato di ciò che oggi propone la scena nostrana, con artisti che per qualità musicale non hanno nulla da invidiare ai più acclamati producer stranieri.»

Oltre la solita musica, con l’intento di creare un ponte dove melodie acustiche ed Elettronica possano incontrarsi e mescolarsi.
Quello di venerdì 22 gennaio è solo un assaggio, un’anteprima del festival vero e proprio che, dall’8 al 10 aprile, renderà Roma la vera Capitale della musica elettronica, sempre sul palco del Monk.
I protagonisti dell’anteprima saranno Populous, Port-Royal, Godblesscomputers, Matilde Davoli.
Populous
Populous è il nom de plume di Andrea Mangia, musicista e producer salentino. Esordisce nel 2002 per Morr Music, label berlinese di culto che accoglie i suoi suoni sospesi tra Idm, Pop e Beatmaking astratto.
Sospeso tra la freddezza dei suoni digitali e il calore analogico fatto di respiri Soul e Shoegaze, le sue sonorità si riflettono anche nei diversi sideproject come Girl With The Gun e Life & Limb.
Autore di jingle e colonne sonore cinematografiche è anche soundesigner per il web, musei e sfilate di moda. Night Safari è il titolo del suo ultimo album, uscito a settembre 2014 per Bad Panda Records e Folk Wisdom.
Port-Royal
Il trio Dancegaze genovese torna in tour per presentare l’ultimo album Where Are You Now, appena pubblicato da n5MD/Goodfellas, nel quale ritornano ai temi familiari e ricorrenti per la band, aggiungendo tuttavia nuove componenti al loro universo sonoro: basta ascoltare brani come Death Of A Manifesto e Alma M. e il battito muscolare, quasi industriale, che compare in alcune sezioni di Karl Marx Song e Theodor W. Adorno; ma non preoccupatevi perché nelle mani dei Port-Royal queste risultano componenti inseparabili dalla miscela di Postrock, Dreampop e Dance music a cui la band ci ha abituati negli anni.
Godblesscomputers
Lorenzo “Godblesscomputers” Nada è un collezionista di suoni concreti, li esplora, cataloga, seziona, e ricompone con suoni di sintesi. Italiano di origine vede il suo battesimo artistico durante una sua residenza berlinese. Nel 2012 escono The Last Swan (autoprodotto) e il suo seguito Swanism per Fresh Yo! Label, che affrontano entrambi la tematica della bellezza estetica e della rinascita.
Al rientro in Italia esce il primo disco in vinile Freedom is O.K. per Equinox Records: il disco ha un linguaggio maturo e strutturato e delinea un’estetica sempre più personale. Il background di Godblesscomputers è legato all’Hip Hop, al Funk, al Soul, al Jazz, all’Elettronica di matrice inglese che riprende le ritmiche e gli stilemi della musica Black e le trasporta altrove.
Nell’aprile 2014 esce Veleno, l’ultimo album di Godblesscomputers per Fresh Yo! Label e White Forest: Veleno è un racconto sulla contaminazione reciproca tra natura e uomo, un disco organico, pulsante, sgocciolante, colmo di suoni naturali, un sottobosco elettronico e vivo.
Matilde Davoli
Già cantante e chitarrista di Studiodavoli e Girl With The Gun, Matilde Davoli esordisce solista con il suo nuovo disco I’m Calling You From My Dreams, che la vede protagonista, nelle vesti di artista, producer ed ingegnere del suono. Dopo i primi passi tra gli immensi uliveti e i trasparenti cieli azzurri del Salento, decide di trasferirsi a Londra dove scrive e produce l’album, un gioiello elettronico che tra risonanze di chitarra alla Stereolab e foschie Dreampop, ci racconta delle persone a lei più care e delle suggestioni e luoghi rimasti lontani come sbiadite istantanee.
«Ho sempre gravitato intorno alla musica folk o al pop psichedelico carico di atmosfere di colonne sonore anni ’60 che amo alla follia, – dice Matilde – adesso mi sento cresciuta, diversa, quasi come se avessi raggiunto una nuova maturità in cui sto fondendo tutte le mie influenze».
«Questa è la prima volta che mi sono lasciata andare a questo tipo di sonorità» spiega Matilde, considerati i 10 sofisticati brani che compongono il disco, ognuno dei quali è popolato da tonificanti mormorii elettronici e dai vorticosi sospiri di una voce calda e sognante.
Venerdi 22 Gennaio, dalle 21:00 alle 4:00
Ingresso con tessera arci 2016 + 10€ contributo all’attività (altre info qui)
MONK CLUB – Via Giuseppe Mirri 35, Roma