La vittoria di Nek a Sanremo 2015 ci riempie il cuore di gioia, a me in particolare, che ho puntato tutto su di lui. Non a Sanremo, ma nella vita.
Scoprii Nek nello stesso momento in cui lo scoprirono (quasi) tutti, cioè nel ’97 a Sanremo (l’ultima volta che ci è andato), quando con Laura non c’è vinse il Premio della Storia. Oggi possiamo dire, ormai, che i Fiumi di parole dei Jalisse non furono all’altezza della vittoria ufficiale, non al cospetto di A casa di Luca, E dimmi che non vuoi morire e il Papa Nero. Nek si piazzò timidamente al settimo posto, ma i suoi occhi azzurri e il suo atteggiamento rock (si, cazzo) si impressero nei cervelli delle ragazze, così come fra i maschietti fece strage di capelli con la moda del gel per spararli all’aria, moda che proruppe nelle vite di tutti gli adolescenti dell’epoca – i danni del gel che penetra gradualmente nell’encefalo si possono registrare oggi in maniera chiara, fatta eccezione per il fortunato caso dello stesso Nek.
In verità Nek aveva già fatto un bel po’ di gavetta in giro, come tutti i cantautori che non hanno partecipato ad un Talent Show per farsi consumare l’anima dalla Universal per 3-4 anni e poi farsi scaricare come vecchi scarponi – i più fortunati con gli spicci del taxi per tornare a casa dalla famiglia.
Un giovanissimo Filippo Neviani che si sarebbe consolidato cantautore nei novanta, si presentava a Castrocaro con Io ti vorrei. Qui un bootleg e le immagini di un Nek che sembra ancora in fase prepuberale.
https://www.youtube.com/watch?v=sVKxuj8gP2U
Ma ancora prima, come sanno bene gli appassionati, Nek è un formidabile emulatore di Sting, leader di un cover band dei Police nel doppio ruolo bassista-cantante. Quel che non è per niente sorprendente è che canta Sting molto meglio di Sting. La testimonianza migliore pervenutaci è una cover di Message in a Bottle e proviene da una semi-squallida trasmissione di una Tv francese, datata 1998 – un Nek ormai già noto al pubblico dei telespettatori italiani.
Un grande autore ma, come abbiamo visto, un grande interprete, che non a caso si è portato a casa, oltre alla vittoria definitiva e totale, persino la vittoria nella gara fra le cover, con una versione tutta sua di Se Telefonando.
La soddisfazione che provo per la vittoria di Nek a questa sessantacinquesima edizione del Festivàl non so proprio come contenerla, perché mi sono ormai mi sono affezionato alla sua crescita artistica, che non poteva che culminare con l’investitura più ambita dai cantautori dello stivale. Un ragazzo (ormai non più giovane come ai tempi di Laura) che merita davvero tutto il suo successo.
Ora che ha vinto il Festivàl, Nek può confermare la sua fama in tutto il mondo, e chissà che non ci riservi la sorpresa di una versione in spagnolo di Fatti avanti amore. Sappiamo bene che Filippo se la cava piuttosto bene con lo spagnolo. Laura se fue suona meravigliosamente.
Un particolare omaggio, in questo giorno di trionfo per noi fans, va reso al suo ghostwriter, in verità per niente ghost perché lo conoscono tutti, Massimo Varini. Massimo Varini è un formidabile chitarrista, session man e compositore, autore di innumerevoli interpreti del pop italiano. Con Nek ha stretto un sodalizio artistico durato fino al 2005, cofirmando i suoi brani più fortunati.
Non meno contenti del trionfo di Nek a Sanremo sono i tifosi del Sassuolo. Sassuolo è la città natale di Filippo Neviani, ed è proprio per questo che l’inno della squadra neroverde, ora in Serie A – peraltro ben posizionata in classifica e con un tridente d’attacco Sansone-Berardi-Zaza da fare invidia al Real (per dire) – è stato affidato proprio a lui. Ed è per questo che quella volta che il Sassuolo sotto di due gol pareggiò 2-2 contro la Lazio, come modalità di scherno per gli odiati cugini scelsi di piazzare un cd di Nek nello stereo della macchina – lo stereo della mia macchina va a cd – e lo lasciai lì per una settimana. Poi ce l’ho rimesso un’altra volta, ma senza ragioni calcistiche, e non l’ho tolto più.
Quando c’è Sanremo, l’ultimo giorno i giornalisti scrivono in anticipo i pezzi sulla vittoria di un cantante in modo da pubblicare con la massima tempestività, ma naturalmente molti articoli vanno sprecati, perché purtroppo non possono vincere tutti. Io invece non rischierò di buttare niente, non soltanto perché sono quasi certo che Nek vincerà, ma piuttosto perché voglio sfruttare l’occasione di parlare un po’ del cantautore che ha invaso irreparabilmente il mio repertorio da chitarrista sulla spiaggia. Adoro far innamorare i miei amici fra di loro cantando le canzoni di Nek, e va a finire che ogni volta mi commuovo sulla spiaggia a vedere la ex fidanzata di un mio amico che si ammucchia con un altro nostro amico mentre io suono Sei solo tu, però poi mi dispiace per l’altro mio amico e subito attacco Se una regola c’è per consolarlo. In Nek c’è tutto.
È dunque un onore per me, quest’oggi, presentare il vincitore del sessantacinquesimo Festivàl. E se non si tratterà davvero di Nek, ha comunque vinto lui il mio Festivàl di quest’anno.