Musica: Our band(camp) could be your life — Alla ricerca di nuove etiche per l’industria musicale a partire dal bandcamp Friday
×
×
È arrivato il momento di iscriverti
Segui Dude Mag, dai!

Our band(camp) could be your life — Alla ricerca di nuove etiche per l’industria musicale a partire dal bandcamp Friday

All’interno dell’economia musicale, purtroppo, sappiamo che il modello virtuoso di Bandcamp non è al momento quello dominante.

Bandcamp è un servizio di musica in  streaming fondato nel 2007 da Ethan Diamond. Durante il lockdown, per sostenere i musicisti, che drammaticamente si sono visti cancellare tutte le date dei loro tour, cioè la più grossa fetta dei loro attuali guadagni, ha lanciato l’iniziativa #bandcampFriday: un venerdì al mese, per 24 ore, la piattaforma rinuncia a trattenere per sé le spese di commissione, lasciando così il 100% del ricavato all’artista. Questa iniziativa ha già avuto un buon riscontro nelle giornate del 20 marzo, 1 maggio e 5 giugno, nelle quali si sono raccolti più di 20 milioni di dollari. Nella giornata del 19 giugno il 100% dei ricavi sono stati donati all’associazione NAACP Legal Defense Fund, un’associazione per i diritti civili degli afro-americani.  

Su Bandcamp ogni artista o etichetta discografica gratuitamente può aprirsi un profilo in cui caricare e vendere singole tracce, album, merchandising; il prezzo lo decide l’artista o l’etichetta (chi compra può anche decidere di pagare qualcosa in più) e solo il 10% sugli acquisti di merce fisica e il 15% su quella digitale vanno alla piattaforma (a fronte del 30% circa di itunes). Ci si può iscrivere alla newsletter di un artista per rimanere aggiornati sui tour e sulle nuove uscite. È inoltre possibile personalizzare esteticamente il proprio profilo artista, cosa scontata nell’internet di 10 anni fa, ma oggi non più.

Bandcamp ha anche creato sul suo sito una sezione dal nome Bandcamp Daily,  simile a un magazine online, che quotidianamente inserisce nuovi articoli su una band, una scena o un genere musicale.

La producer Avalon Emerson, per sostenere gli artisti su Bandcamp, ha creato il sito Buy music club, dove oltre alla stessa Emerson altri artisti come Skee Mask, Four Tet e anche tanti appassionati caricano playlist con la loro musica preferita. Cliccando sulle varie tracce si possono acquistare direttamente.

All’interno dell’economia musicale, purtroppo, sappiamo che il modello virtuoso di Bandcamp non è al momento quello dominante. Le più grosse piattaforme di streaming lasciano briciole agli artisti: circa 0,004 dollari per stream su Spotify e 0,007 dollari su iTunes. In questa infinita rincorsa alle visualizzazioni (e alla fatua visibilità), oltretutto non permettono la stessa libertà di gestione sui propri prodotti e sui propri profili, che per essere aperti hanno bisogno dell’intermediazione di un distributore, e che sono più statici e identici tra loro. L’esperienza di navigazione all’interno di queste piattaforme è diversa: l’ascoltatore è condizionato dagli algoritmi (che non sono mai neutri) che lo indirizzano sempre verso i soliti artisti. Flussi indifferenziati di musica, pubblicità intrusive, dati rubati agli utenti sono alcune delle altre peculiarità dei colossi dello streaming (se volete approfondire, consiglio la lettura degli illuminanti articoli della giornalista musicale Liz Pelly).

Anche Matt Dryhurst, artista per PAN, compagno e collaboratore di Holly Herdnon è da diversi anni impegnato nella critica del cosiddetto “platform capitalism”. È molto attivo nella divulgazione di interessanti articoli suoi e non sul suo profilo twitter.

Ha inoltre creato Saga, un software con cui gli artisti possono tenere traccia degli utilizzi dei loro brani in giro per internet ed essere così in grado di oscurarli nei contesti a loro non graditi.

Insieme a Holly Herdnon ha iniziato da poco a realizzare una serie di podcast dal nome Interdipendence su Patreon, dove discutono di tecnologia, politica e musica con gli ospiti. Un paio di puntate si trovano gratuitamente anche sul canale youtube di Holly Herdnon.

Uno studio italiano molto interessante su Big Data, algoritmi, AI lo si può trovare all’interno dell’antologia Datacrazia, curata da Daniele Gambetta ed edita da D editore. Qui è disponibile gratuitamente il saggio Rock ‘n Roll Bot su musica e nuove tecnologie. 

Anche venerdì 7 agosto è un #bandcampFriday. Fate sapere ai vostri artisti preferiti che la loro musica è importante per voi e sosteneteli (se potete) acquistando qualcosa!

Gaetano Giudice
Gaetano Giudice
Studio al Dams. Vivo tra la provincia di Ragusa e Torino. Mi piace andare in bici, al cinema e ai concerti. Quando sono triste faccio torte. Scrivo per Zero
Segui Dude Mag, dai!
Dude Mag è un progetto promosso da Dude