Daev
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
2022
01 gennaio
Dude Mag
03 marzo
Alessio Giacometti
05 giugno
Simone Vacatello
07 novembre
Marco Montanaro e Gilles Nicoli
09 gennaio
TBA
TBA
10 febbraio
TBA
TBA
11 marzo
TBA
TBA
12 aprile
TBA
TBA
×
×
È arrivato il momento di iscriverti
Segui Dude Mag, dai!
6607
https://www.dudemag.it/musica/roma-music-club/daev/

Daev

Daev live per DUDE venerdì 24 ottobre @Magazzino 33. Qui una breve intervista.

Daev live per DUDE venerdì 24 ottobre @Magazzino 33. Qui tutte le info. Qui sotto una breve intervista.

 

Presentaci il tuo progetto.

Daev è il nome che ho dato a quella parte di me che ha la capacità e l’esigenza di trasformare tutto il mio vissuto, miscelando sensazioni, emozioni, riflessioni, ricordi, sorrisi, lacrime e sudore fino a dar loro una forma musicale.

In termini più concreti è un progetto di musica inedita nato nel 2011 da una forte presa di consapevolezza di me stesso in quanto artista e dal coraggio di proporlo al mondo.

Tutto questo ha dato vita, nel Maggio 2013, all’omonimo EP e, in seguito, ai diversi live ed opening (Perturbazione, Eva Mon Amour, Uzi&Ari, ecc.) soprattutto nella capitale, ma anche in diverse realtà italiane ed estere.  

Qual è il ruolo del cantautore/musicista nella società attuale?

Non ne ho la più pallida idea! Non credo che ci sia un ruolo specifico, un minimo comun denominatore, che identifichi il ruolo del musicista in quest’epoca.

O forse non ne sono ancora consapevole. È difficile e rischioso parlare del presente… più semplice e coerente viverlo. 

Qual è la  musica  che ispira la tua  musica?

È un bacino spazio-temporale abbastanza ampio quello in cui vado a ricercare un’identità di approccio oltre che musicale, dei modelli da seguire come riferimento più che da imitare, maestri come Chet Baker, John Lennon, Tim Buckley, Robert Plant, Stevie Wonder, Prince, Micheal Jackson, Sting, Robert Smith, Kurt Cobain, Eddie Vedder, Thom Yorke, Bjork, Jeff Buckley, Mike Patton, Bobby McFerrin, John Rzeznik, Brandon Boyd, passando per i più attuali, Fink, Gotye, Elisa, Damien Rice, James Blake, Bon Iver, Ed Sheeran fino ad arrivare a tutti gli artisti che devo ancora conoscere! 

Cosa più ti infastidisce della scena musicale attuale?

Mi infastidisce chi si sente arrivato, chi lucra sugli artisti, chi prende la musica troppo seriamente dimenticando quell’approccio infantile che sta alla base di ogni forma creativa, chi se la prende con le tribute band se non riesce a suonare nei locali, chi ha la pretesa di proporre qualcosa di totalmente nuovo e fuori da ogni influenza… Insomma, chi si lamenta in generale! 

Quale concerto nella storia della  musica avreste voluto aprire?

Live in Chicago di Jeff Buckley!  

E l’avvenimento più strano che ti è capitato come artista?

Dopo una serata in Inghilterra, vicino Birmingham, ho passato la notte dormendo sul palco dove mi ero esibito qualche ora prima. La mattina dopo il gestore del posto, che viveva nel locale, ci preparò un’eccezionale colazione all’inglese!  

Per i tuoi testi ti capita mai di trovare ispirazione nella letteratura?

Mi baso soprattutto sulle parole suggerite dalla musica stessa mentre scrivo, ma ho anche alcune fonti che non rivelerò mai! 

In quale scena di un film vorresti fare un piccolo concerto abusivo?

Mi sarebbe piaciuto fare un opening alla scena della sfida tra Jelly Roll Morton e Novecento… O magari duettare con lui durante una delle sue numerose esibizioni in terza classe. 

Progetti futuri?

In cantiere c’è un altro EP e qualche progetto alternativo che per ora non posso svelare!

Dude Mag
Decennio nuovo, rivista nuova.
Segui Dude Mag, dai!
Dude Mag è un progetto promosso da Dude