Roma Music Club: Lilac Will
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Lilac Will

Abbiamo intervistato i Lilac Will (e questa sera li facciamo suonare a Roma).

15 Ott
2015
Roma Music Club

Lilac Will & Lontano da qui suonerà a Roma giovedì 15 ottobre. Qui tutte le info.

LILAC WILL_2

Presentateci i Lilac Will.

Suonare ci diverte e ci conosciamo da molto tempo: è nato tutto da qui. A Settembre 2014 ci siamo trovati casualmente ad abitare tutti a Roma e così il progetto ha avuto inizio. Il folk acustico che proponiamo è un genere che ci ha inaspettatamente unito fin da subito, nonostante provenissimo da esperienze musicali piuttosto diverse. Il nostro obiettivo comunque non è proporre un genere “puro” e necessariamente “ben definito”, quanto piuttosto realizzare qualcosa capace di rendere sinceramente felici, ogni volta che suoniamo, tanto noi quanto chi ci ascolta. Questa è la cosa a cui teniamo maggiormente, e troviamo non sia affatto scontata.

“A cosa servono” i cantautori, qual è il loro posto oggi?

Credo che la risposta più chiara sia riassunta in uno dei pezzi più belli di Dalla «conosco un posto nel mio cuore dove tira sempre il vento». Un cantautore deve far alzare il vento delle passioni, dell’amore, ma anche del dolore, in chi lo ascolta. Ognuno ha un proprio bagaglio di esperienze. Il cantautore e la musica folk in generale, le raccolgono e trovano la poesia dove c’è la normalità.

Qual è la musica che ispira la vostra musica?

Per le atmosfere siamo stati influenzati sicuramente da Joni Mitchell, Feist e Dylan. A crescerci però è stata la Motown, James Brown, Chet Baker, ma anche i più vicini Ben Harper e Florence+the machine. Un cantautore italiano che ci colpisce ad ogni ascolto? Ivan Graziani.

Cosa più vi infastidisce della scena musicale attuale?

Crediamo che l’onestà sia l’unica arma che un musicista debba avere. Laddove questa viene a mancare, per moda o per costume, manca la musica, il cuore.

Quale concerto nella storia della musica avreste voluto aprire?

Red Hot Chili Peppers ad Hyde Park nel 2004… credo non serva neanche pensarci un minuto. Avevamo tutti e tre la stessa ossessione al liceo!

Qual è l’avvenimento più strano che sia mai capitato ai Lilac Will?

Una volta siamo stati un regalo di nozze! La sorpresa era stata organizzata da uno dei testimoni. Morale: abbiamo dovuto aspettare l’arrivo degli sposi per più di un’ora, nascosti dietro la siepe. Davanti a noi, i membri più conservatori della famiglia ci guardavano con sospetto. Questo fino a quando il Dj, ormai alticcio, non è venuto a chiamarci urlando «Tana libera tutti»!

La letteratura ispira i vostri testi?

Il fascino dei libri di introspezione, dei lunghi flussi di coscienza, di ciò che la mente pensa senza filtri e della tematica del sogno è indiscutibile. Questo si riflette anche nell’idea che è alla base dei testi: scrivere di getto. Quando hai un’idea ben precisa di ciò che una melodia ti comunica, le parole escono spontanee e le frasi si compongono praticamente da sole. È anche per questo, per non comprometterne l’autenticità, che alle prime bozze dei testi non vengono mai apportate modifiche sostanziali. Woods, ad esempio, è nata esattamente così: pensando a come sarebbe stato risvegliarsi in una foresta e appuntando tutto di getto. Il risultato di quel pomeriggio è esattamente quello che potete ascoltare nel brano.

In quale scena di un film vorreste fare un vostro piccolo concerto abusivo?

Decisamente Le avventure acquatiche di Steve Zissou di Wes Anderson. Tra l’altro Francesca sa nuotare solo con la ciambella (ma questo deve restare un segreto)!

Progetti futuri?

Finire il nostro primo album. Siamo davvero entusiasti all’idea, un album tutto nostro è praticamente un sogno che stiamo realizzando con impegno e tanta passione. Non vediamo l’ora di farvelo ascoltare. Vi assicuriamo delle grandi sorprese!

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DUDE è un manuale di sopravvivenza per gentiluomini, dal momento che ne sono rimasti pochi e vanno salvaguardati. Nel periglio della rete, Dude è l’atlante per orientarsi tra il guazzabuglio della produzione culturale telematica e le piccole zone d’ombra, alla ricerca di preziose gemme, conversazioni, galanterie che troppo spesso si nascondono ai margini delle strade più battute. Dude lavora a una cartografia esclusiva — facendosi lente d’ingrandimento sul dettaglio perduto — racconta i massimi sistemi in formato leggero.
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