Roma Music Club: Lion’s Wave
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Lion’s Wave

I Lion’s Wave suoneranno a Roma questo venerdì. Qui tutte le informazioni.

18 Mar
2015
Roma Music Club

I Lion’s Wave suoneranno a Roma questo venerdì. Qui tutte le informazioni.


Presentateci il vostro progetto.

Il progetto Lion’s Wave (Ex Shakaron/Primitivi) nasce dall’esigenza di riscoprire la musica reggae; un genere tanto semplice quanto complesso, capace di farsi carico di messaggi importantissimi, facendo ballare chiunque nel raggio d’azione del ritmo in levare. Una musica capace di unire, di far sorridere e se vogliamo, anche far riflettere. Formati nel settembre 2013 iniziano subito a comporre i primi pezzi e suonare live. Grazie all’incontro con SeaLow (Cantante dei Villa Pamphili Sound) la band, oltre a scrivere nuovi pezzi e scoprire nuove sonorità, inizia a solcare grandi palchi e vanta, solo per il 2014, aperture a famosissimi artisti della scena reggae come: Boom Da Bash, 99 Posse, Mama Marjas, Lee Scratch Perry (Grande produttore giamaicano dei primi lavori di Bob Marley & The Wailers), Mellow Mood e Paolo Baldini.

Quale dovrebbe essere è il ruolo dei cantautori e dei musicisti nel 2015?

Ogni cantautore/musicista deve avere un ruolo preciso nella società attuale. Riguardo i cantautori tutto dipende da cosa si scrive e da quanto ci si vuole esporre. Ognuno su questa terra ha una storia da raccontare, ma quello che veramente lo differenzia, è il modo in cui lo fa. Testi più o meno impegnati non importa, conta il cuore e la passione che si mette in quello che si fa. L’artista, cantautore o musicista che sia, deve necessariamente avere una sua visione della realtà che lo circonda e farsi carico di un messaggio. L’obiettivo finale è proprio quello di far arrivare questo messaggio a più gente possibile.

Qual è la musica che ispira la vostra musica?

Tutto ciò che è bello ci ispira. Nel nostro gruppo ci sono le più disparate influenze musicali: si parte dal rock per arrivare fino al jazz, al funk e al blues. Riguardo la musica reggae, i gruppi che ci ispirano di più sono: The Wailers, Toots and The Maytals, Black Uhuru, Easy Star All Stars, Alborosie, Mellow Mood e tanti altri… Uno dei gruppi più interessanti per noi al momento sono i Groundation, gruppo reggae statunitense con grandi influenze jazz.

Cosa più vi infastidisce della scena musicale attuale?

La continua sfida che c’è tra i musicisti e la reciproca mancanza di rispetto. La musica, essendo la cosa più bella del mondo, dovrebbe unire le persone, non dividerle. La musica è collaborazione, la musica è comunità, la musica non è sfoggio di vani tecnicismi soltanto per dimostrare a qualcuno di cosa si è capaci. Vorremmo ci fosse più curiosità dai parte dei gruppi e più apertura mentale.

Quale concerto nella storia della musica avreste voluto aprire?

Sicuramente quello di Bob Marley & The Wailers il 27 Giugno del 1980 allo Stadio San Siro di Milano. In questo live accorsero più di 100mila persone e fu una cosa grandiosa per l’Italia dell’epoca, soprattutto per un genere come il reggae. Il giorno dopo si esibì a Torino e quello fu proprio uno degli ultimi concerti di Bob. Sarebbe stato sicuramente una grande onore per noi.

Come gruppo di episodi strani ve ne saranno capitati tanti. Raccontateci il più strano.

Non sappiamo se definirlo strano, ma uno degli avvenimenti più particolari che ci è successo è stato quest’estate, durante i nostri live in vari stabilimenti del litorale laziale. Quello che ci ha sorpreso è stato vedere coi nostri occhi quanto sia potente la musica reggae. Tutti si facevano trasportare e ballavano: dai bambini più piccoli, ai baristi che non si scomponevano mai fino alle persone più anziane. E in quel contesto così bello, di fronte al mare, mentre il sole tramonta; niente ci avrebbe potuto cancellare il sorriso che avevamo sui nostri volti.

Trovate ispirazione nella letteratura per i vostri testi?

I nostri testi nascono così di getto, e molte volte dopo aver costruito già un pezzo. Siamo in tre a scrivere, ma la fase di composizione avviene in sala quando siamo tutti insieme. Non ci sono particolari ispirazioni letterarie nei nostri testi. Alcuni parlano di vita vissuta, altri sono più conscious, ma il tutto avviene in modo naturale.

In quale scena di un film vorreste fare un vostro piccolo concerto abusivo?

Un concerto non proprio abusivo ci sarebbe piaciuto farlo nel film Ritorno al Futuro insieme a Marty McFly durante il ballo della scuola, dove il padre e la madre si mettono insieme. Chissà se sarebbe andata nello stesso modo? Sicuramente avrebbero molleggiato di più invece che sfrenarsi a ritmo di rock ‘n’ roll! Anche un pezzo coi mitici Blues Brothers non ci sarebbe dispiaciuto! Ahahah!!

Progetti futuri?

Ora stiamo per entrare in studio di registrazione e contiamo di avere il nostro primo lavoro pronto prima di quest’estate. Abbiamo come obiettivo suonare il più possibile subito dopo l’uscita del disco. Siamo tutti dei sognatori ma cerchiamo di stare con i piedi per terra. Un nostro grande sogno sarebbe quello di suonare al Rototom Sunsplash in Spagna, uno dei più importanti festival reggae europei.

 

DUDE MAG presenta il nuovo appuntamento con il ROMA MUSIC CLUB @Magazzino 33 con la Direzione Artistica di Plum Cake.

∞ h. 22:00, LION’S WAVE (reggae)
∞ h. 23:00 SUNTIAGO (indie rock)

∞ Ingresso gratuito
Tutte le info qui.

Dude Mag
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DUDE è un manuale di sopravvivenza per gentiluomini, dal momento che ne sono rimasti pochi e vanno salvaguardati. Nel periglio della rete, Dude è l’atlante per orientarsi tra il guazzabuglio della produzione culturale telematica e le piccole zone d’ombra, alla ricerca di preziose gemme, conversazioni, galanterie che troppo spesso si nascondono ai margini delle strade più battute. Dude lavora a una cartografia esclusiva — facendosi lente d’ingrandimento sul dettaglio perduto — racconta i massimi sistemi in formato leggero.
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