Roma Music Club: Suntiago
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Suntiago

I Suntiago suoneranno a Roma questo venerdì. Qui tutte le informazioni.

18 Mar
2015
Roma Music Club

Suntiago suoneranno a Roma questo venerdì. Qui tutte le informazioni.

Presentateci il vostro progetto.

I Suntiago sono una band romana che fa musica Rock.

Quale dovrebbe essere è il ruolo dei cantautori e dei musicisti nel 2015?

Il ruolo del musicista fondamentalmente è sempre lo stesso, ovvero raccontare il proprio tempo, con i suoi dolori, le sue gioie e le diverse problematiche. Ovviamente, cambiando i tempi cambia però il modo di raccontarli, e nella società attuale il ruolo del musicista è quello di essere il più possibile schietto, vero, crudo. L’ascoltatore di oggi non gradisce tanto dei testi ancorati a vecchi orpelli poetici quanto invece una comunicazione più diretta, quasi colloquiale.

Qual è la musica che ispira la vostra musica?

Ci piacerebbe dire “tutta”, nel senso che per quanto possibile cerchiamo di accogliere e rielaborare tutte le influenze possibili, ma quando la nostra musica prende forma non possiamo far altro che accorgerci di come i nostri punti di partenza siano il rock britannico, quello dagli anni ’70 ai ’90, il pop britannico, ovvero i Beatles, e il grunge/rock americano degli anni ’90-2000.

Cosa più vi infastidisce della scena musicale attuale?

Il fatto che oggi la visibilità sia alla portata di tutti e quindi di nessuno. Si premiano dei gruppi solo per dei meriti di appartenenza a qualche circuito, o per i loro nomi particolari o per il fatto di avere uno strumento esotico all’interno della loro formazione, ma è davvero difficile trovare gruppi che dietro a tutta questa messa in scena propongano buona musica originale.

Quale concerto nella storia della musica avreste voluto aprire?

Se parliamo di “storia della musica” sicuramente non ci sarebbe affatto dispiaciuto aprire ai Led Zeppelin al L.A. Forum nel 1972… anche i The Police ad Atlanta per il Synchronicity Tour del 1983… oppure negli anni ’90 così a caso, 2 nomi: un’apertura a Jeff Buckley o ai Nirvana. Per i gruppi italiani storici sicuramente avremmo voluto aprire un concerto dei primi Litfiba o un concerto della PFM negli anni ’70, magari proprio quelli del tour con Fabrizio De Andrè.

Come gruppo di episodi strani ve ne saranno capitati tanti. Raccontateci il più strano.

Beh, diciamo che una volta ci è capitato di suonare sopra il rimorchio di un camion trainato da un trattore… il tutto per la “folle” Festa del Grano in un paesino delle Marche. La cosa bella di queste situazioni è l’enorme grado di voglia e partecipazione che tutti i ragazzi del paese ci mettono, facendo in modo che da una situazione “improvvisata” come quella che era (per la mancanza di un palco vero e proprio) uscisse fuori una bella cosa… e così è stato!

Trovate ispirazione nella letteratura per i vostri testi?

Assolutamente si, e questo si rilega un po’ alla risposta alla domanda 2. Per quanto sappiamo come oggi a vincere siano i gruppi dalle liriche più spoglie e dirette, noi non riusciamo a staccarci da un impostazione più poetica, più classica del testo. Il significato ci piace sia nascosto, un testo per noi deve essere criptico per poter essere interpretato soggettivamente da chiunque lo ascolti.

In quale scena di un film vorreste fare un vostro piccolo concerto abusivo?

Bella domanda… forse un film di Paolo Sorrentino o uno dei fratelli Cohen.

Progetti futuri?

In questo momento siamo impegnati nella fase di arrangiamento e pre-produzione delle canzoni che comporranno il prossimo album. È qualcosa che ci porterà via un bel po’ di tempo, anche se è tempo ben speso, poiché il nostro intento è produrre della musica che abbia un “grosso” valore, musica che l’ascoltatore possa assaporare sia adesso, sia tra dieci anni… insomma, stiamo lavorando intensamente per creare una bella bomba!

 

DUDE MAG presenta il nuovo appuntamento con il ROMA MUSIC CLUB @Magazzino 33 con la Direzione Artistica di Plum Cake.

∞ h. 22:00, LION’S WAVE (reggae)
∞ h. 23:00 SUNTIAGO (indie rock)

∞ Ingresso gratuito
Tutte le info qui.

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DUDE è un manuale di sopravvivenza per gentiluomini, dal momento che ne sono rimasti pochi e vanno salvaguardati. Nel periglio della rete, Dude è l’atlante per orientarsi tra il guazzabuglio della produzione culturale telematica e le piccole zone d’ombra, alla ricerca di preziose gemme, conversazioni, galanterie che troppo spesso si nascondono ai margini delle strade più battute. Dude lavora a una cartografia esclusiva — facendosi lente d’ingrandimento sul dettaglio perduto — racconta i massimi sistemi in formato leggero.
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