New entry nel Rome Music Club. Sono Vincent Butter e si esibiranno al Roma Folk Fest il 23 maggio.
Presentateci il vostro progetto.
Vincent Butter è un duo di folk acustico dai connotati bucolici, formato da Paola Mirabella (Honeybird & the Birdies) e Andrea Pulcini (Persian Pelican). Ha un debole per il recupero musicale e spirituale di canzoni perdute nell’etere radiofonico.
Qual è il ruolo del cantautore/musicista nella società attuale?
Riscaldare, incidere, scavare nell’animo e nella mente di chi ascolta. Provocare una risposta emotiva o riflessiva.

Quale musica ispira la vostra musica?
Uno stormo di folksinger che dal Sudamerica fa tappa in qualche nido americano per fare capolino nelle coste mediterranee. Tra essi è d’uopo citare Juana Molina, Victor Herrero, Josephine Foster, Larkin Grimm e Rodrigo Amarante.
Cosa più vi infastidisce della scena musicale attuale?
In taluni casi la presunta convinzione di non essere attratti dalla legge di gravità o di non condividere con il resto dell’umanità le funzioni intestinali.
Quale concerto nella storia della musica avreste voluto aprire?
Un concerto di Charles Mingus, magari con una collaborazione musicale con il suo ensemble.
Raccontateci l’avvenimento più strano che vi è capitato come gruppo.
Come singoli ne abbiamo molti, da un cuoco di notevole corporatura che minaccia il gruppo dal continuare l’esibizione ad un improvvisato rituale con taglio di capelli sul palco. Come Vincent Butter, una giovane ragazza che nel cuore della notte, dopo il concerto, arriva nel locale ormai quasi deserto per invitarci a casa sua a fare karaoke.
Trovate ispirazione letteraria per i vostri testi?
Letteratura, teatro e cinema sono essenziali fonti di ispirazione per i nostri testi. Nell’ep di Vincent Butter particolare azione illuminante l’hanno data alcune poesie di García Lorca.
In quale scena di un film vorreste fare un vostro piccolo concerto abusivo?
Nella Commedia di Dio di Joao César Monteiro, con particolare riferimento alla scena in cui il regista stesso impartisce una lezione di nuoto sinfonico ad una ragazza sdraiata sopra un tavolino (Rosarinho).
Progetti futuri?
Al momento vogliamo portare in viaggio le nostre canzoni per impollinare più orecchie posssibili. In un secondo momento è nostra intenzione registrare un disco, magari in uno studio con vista mare.
Perché ti senti folk?
Perché crediamo sia una delle espressioni musicali più autentiche e aperte alla contaminazione per cantare e raccontare con semplicità storie che chiunque può indossare.