I Pooh hanno deciso che dieci lustri di onorata carriera possono bastare: il gruppo si scioglierà e per concludere con un gran finale – previsto per il prossimo anno – stanno organizzando un concerto d’addio che varrà tutti i cinquant’anni di successi: a quanto si annuncia già da oggi, con la presenza sul palco persino dei vecchi componenti della band, Riccardo Fogli e Stefano d’Orazio. Reunion – L’Ultima notte insieme è previsto per Giugno 2016 con una doppia data, una a Milano (il 10) e una a Roma (il 15).
Quando eravamo piccoli e fondavamo le nostre prime band, noi generazione di musicisti che sognava una vita da rockstar e che ora inizia a vendere online tutta la strumentazione, assumevamo come modelli i gruppi americani composti di personaggi carichi di testosterone come i Red Hot Chili Peppers, gli AC/DC o i Led Zeppelin (o i Guns’n’Roses per i più sprovveduti). Non pensavamo a quei piccoli problemi con l’eroina, o con l’alcool, che avrebbero rovinato la quasi totalità delle rockstar appese in camera e che speravamo, un giorno, rovinassero anche noi. E una certa mitomania ci ha resi spocchiosi, maldisposti verso il pubblico e verso i colleghi, rendendoci musicisti di livello medio-basso con un ego spropositatamente pompato. Avevamo scelto i modelli sbagliati.
Chi si affacciava nel complicato mondo della musica con l’auspicio di un vero futuro assicurato, sereno e economicamente saldodoveva puntare altrove. Perché nel pop italiano l’esempio più eloquente di longevità di un gruppo ce lo hanno fornito proprio i Pooh. 50 anni ininterrotti sulla cresta dell’onda, tutti insieme.
Naturalmente i Pooh, nonostante la loro ottima preparazione come musicisti rock, nonostante persino una parentesi prog di livello con Parsifal (1971), non sono mai stati un gruppo rivoluzionario, quanto piuttosto annoverabile nel circuito pop più mainstream – la vittoria a Sanremo 1990 con Uomini soli parla chiaro.
Tuttavia, senza aver mai fatto a pezzi un camerino né una chitarra, restano d’esempio per l’impegno e la passione che in pochi hanno saputo spendere in quel mondo dello spettacolo che uno per volta si è mangiato vivi tutti i protagonisti. Così, a Giugno 2016, le nozze d’oro dei Pooh saranno una sfarzosa cerimonia all’insegna dell’amarcord.
Amarcord è ormai tutto ciò che riguarda i Pooh, ragione per cui forse è arrivata la scelta di fermarsi. Prima di farlo, Roby Facchinetti, Dodi Battaglia e Red Canzian si riuniranno con un ritrovato Riccardo Fogli – che al settecentocinquantesimo invito a riunirsi alla crew non ha proprio potuto dire di no – e anche Stefano D’Orazio, che quasi non ha avuto il tempo di lasciare la band.
Ciliegina sulla torta: il singolo (in uscita il 29 Settembre: i ragazzi sanno vendersi le notizie al momento giusto) inciso per l’occasione dall’intero nuovo/vecchio quintetto, Pensiero. Vale a dire un vecchio (celeberrimo) successo dei Pooh riarrangiato all’uopo, con le vocie di tutti. L’Ultima notte insieme, e poi si rimarrà Amici per sempre.