Daniele Zinni non conosceva gli ultimi arrivi della Serie A, ma con uno sguardo li ha già inquadrati. In questo pezzo di Crampi Sportivi trovate i profili di Salah, Szczesny, Mandzukic, Chiriches, Bacca, Morrison, Kondogbia: sette ritratti per capire i più recenti colpi di mercato e cominciare a nutrire articolati pregiudizi nei loro confronti.
Mohamed Salah – AS Roma
In campo: È sufficiente osservare il contorno preciso della mascella di questo giocatore per riconoscere in lui un difensore centrale nato; la linea delle sopracciglia, inoltre, rivela un’intelligenza tattica che sarà utilissima a Garcia in fase di marcatura. Peccato invece per la mancanza di precisione, suggerita in tutta chiarezza dal naso calante: con un naso così non si può certo rischiare il controllo raffinato al limite dell’area o la verticalizzazione geniale. Supplire alle sue mancanze – sperando che non si traducano in errori decisivi – sarà responsabilità degli altri compagni di reparto, in particolare Ashley Cole, che vanta in rosa il nasino più squisito.
Fuori dal campo: La postura timida delle spalle può rassicurare Sabatini sul fatto che l’investimento-Salah è destinato a fruttare nel tempo, perché il giocatore non accetterà proposte da squadre più blasonate, se ne arriveranno, e comunque non arriveranno. Le orecchie dell’egiziano presagiscono a un facile inserimento nello spogliatoio, nel ruolo della vittima preferita di qualunque bullo o branco di bulli. Sul volto un perenne sorriso, nell’animo una tristezza che lo divora. Quale? Difficile dirlo, ma sconsiglio la lettura dei suoi tweet notturni.
Wojciech Szczesny – AS Roma

In campo: Il labbro inferiore di Szczesny porta con sé la stoffa del grande portiere, quella capacità di concentrazione quasi mistica che permette a Buffon di fare il mestiere che fa nonostante sia strabico. Non di rado, i rigoristi che incrociano lo sguardo di Szczesny si confondono e sbagliano, perché gli ricorda qualcuno ma non rescono a capire chi. (Si tratta puntualmente di Biff, l’antagonista di Marty McFly in Ritorno al Futuro.)
Fuori dal campo: Indifferente alla vita o alla morte, a giudicare dalla simmetria della bocca. In partita, un simile distacco è positivo, ma ai compagni di squadra può risultare antipatico quando c’è da scegliere la pizza: Szczesny dice che per lui è uguale, ma chi vuole prendersi la responsabilità di scegliere al posto suo? Il colorito della pelle è quello di chi nella vita avrebbe potuto nuotare, anziché giocare a calcio, o magari ammucchiare il fieno in una fattoria nel Nord Europa.
Mario Mandzukic – FC Juventus

In campo: Chissà pure se ci entrerà, in campo, con quella faccia tutta contratta sul lato sinistro. Strano soprattutto che Marotta non abbia notato le rughe, segno inconfondibile di un uomo troppo legato alle tradizioni cristiane per giocare di domenica.
Fuori dal campo: Dalla combinazione tra il sorriso e l’acconciatura dei capelli, si direbbe che Mandzukic sia un consulente finanziario o un agente immobiliare che gioca a calcetto il martedì sera coi colleghi di lavoro. Ha la cresta del vicino di scrivania che fa sempre la stessa battuta: gli altri fanno finta di non averla sentita perché è troppo imbarazzante, ma lui continua a ripeterla finché qualcuno non dimostra approvazione. Chi potrebbe ridere alle sue battute, nello spogliatoio della Juve? Non Bonucci, che è un tipo serioso. Non Marchisio, che comunque non le capirebbe. Secondo me, l’unico papabile è Lichtsteiner.
Vlad Chiriches – Napoli

In campo: Fate molta, molta attenzione a Chiriches, perché quest’uomo ha l’occhio pazzo. Ma non pazzo come Ibrahimovic – pazzo simpatico, pazzerellone – no: Chiriches è un giovane dominato da passioni esuberanti e appetiti feroci, con un prominente pomo d’Adamo e le orecchiette del picchiatore. Se fosse un personaggio di Dostoevskij ammazzerebbe il padre e gli ruberebbe i soldi; se fosse un personaggio di Tolstoj ammazzerebbe la moglie e le asporterebbe i genitali, perché Tolstoj era un po’ così, e anche Chiriches lo è.
Fuori dal campo: La gobba sul naso è segno di raffinato acume psicologico, qualità utilissima per stringere subito buoni rapporti con i nuovi compagni di squadra. In caso di malumori amorosi o ansie fiscali, parlarne con Vlad sarà sempre la scelta più sicura, perché la sua riservatezza è leggendaria e così anche la sua capacità di risolvere qualunque problema usando un mazzo di carte da ramino in ceramica affilata. Strano ma vero: Chiriches ha smesso di dormire all’età di undici anni.
Ravel Morrison – SS Lazio

In campo: Gravi impurità della pelle, tipiche dei giocatori schierati finora nella posizione sbagliata; a metà campionato sarà interessante ridargli un’occhiata alla fronte, per valutare le scelte tattiche di Pioli. Il talento principale di Morrison è l’emiparesi facciale sinistra, che gli conferisce strafottenza e manda in tilt i difensori avversari.
Fuori dal campo: Sopra alla linea delle orecchie, Ravel Morrison ha una testa enorme; nessuno sa cosa ci tenga dentro. E per quale motivo radersi la punta dell’attaccatura dei capelli? È evidente che il ragazzo ha qualcosa da nascondere. Ora non vorrei guadagnarmi una querela, ma diciamo che se la polizia, nei prossimi tempi, ricevesse una telefonata anonima da una voce modificata, e quella voce consigliasse di sviluppare in segreto un raggio della morte, spostare la lavatrice di Morrison, svitare il pannello sul fondo, mandare in avanscoperta un bambino o un nano sacrificabile con un fischietto a ultrasuoni, e al momento giusto attivare il raggio e tenere premuto il grilletto, ma premuto, per Dio, schiacciato come un non so cosa, massacrato con tutte le forze, fino a che l’arma si sia surriscaldata tanto da doverla gettare nel buco e ritapparlo in fretta con la lavatrice per contenere la successiva esplosione, ecco, se la polizia desse retta a quella telefonata non avrebbe buttato il proprio tempo. Possibile shock per i tifosi, Lotito comunque sa già tutto.
Carlos Bacca – AC Milan

In campo: Denti piatti da erbivoro, con tutto ciò che ne consegue; in ogni caso, un giocatore perfetto per il Milan, finalmente in grado di coprire il vuoto lasciato in attacco da Oliver Bierhoff. L’importante, perché la carriera del colombiano non incontri battute d’arresto, è che al Milan Lab ascoltino il grido d’aiuto lanciato dai suoi zigomi: Bacca è a forte rischio obesità e sarà bene che gli proibiscano le merendine e la porchetta, specialmente insieme. Notevole anche la forma del mento, tipica di chi raccoglie in sé tutti i tratti appartenuti in passato allo stereotipo dell’ebreo: egoista, untuoso, avaro, servile, imprendibile sui calci piazzati.
Fuori dal campo: Aver interpretato lo spacciatore Tuco in Breaking Bad garantisce a Carlos Bacca la celebrità che il calcio non gli ha ancora concesso, e lo fa sentire alla pari dei suoi compagni più famosi. La fronte ampia e lucida, tuttavia, è quella dell’uomo che alla prima intervista va completamente in palla e col sorriso sulle labbra dice un sacco di cazzate imbarazzanti, per poi entrare in risentito silenzio stampa fino alla fine del campionato.
Geoffrey Kondogbia – FC Inter

In campo: Questo fatto forse dovrei denunciarlo al Giudice Sportivo, prima di venirlo a scrivere qui, ma Geoffrey Kondogbia è chiaramente una donna. Può avere i capelli corti e un paio di risibili baffetti, ma la forma del cranio è inequivocabile. Non ho nulla contro le donne, ci mancherebbe, ma mi sembra scorretto che giochino nel campionato maschile di Serie A – se si venisse a sapere, per giunta, credo sarebbe un boomerang per il movimento femminista. In ogni caso, Kondogbia è una giocatrice di altissimo livello, agile e veloce; il suo talento più speciale è quello che le permette di essere vista sempre di tre quarti, da qualunque punto la si osservi.
Fuori dal campo: In un film di David Lynch sarebbe la prima a morire. (Notate gli occhi rossi.) Per fortuna la vita a Milano non somiglia a un film di David Lynch; è ben più inquietante. A giudicare dal nasone lo stile di guida della Kondogbia non è dei più sicuri, e potrebbe creare problemi ai suoi compagni di squadra così come ai tecnici dell’ACI chiamati a recuperare la sua Toyota nel Naviglio Grande.
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