F.a.q.
1. Quando c’è Sanremo?
Da martedì 9 febbraio a Sabato 13 febbraio. Le prime due serate saranno dedicate alla presentazione dei brani in gara dei big e dei giovani. Giovedì sarà la volta delle cover, venerdì si conoscerà il vincitore fra nuove proposte e sabato il gran finale.
2. Che ci fa Gabriel Garko a Sanremo?

Anche qui Carlo Conti si è contraddistinto in una scelta organizzativa insospettabilmente popolare. Su più fronti: Gabriel Garko, star indiscussa della fiction Mediaset, approderà per la prima volta in casa Rai avvicinando (per verificare basta farsi un giro fra i commenti sul profilo Facebook dell’attore) a Sanremo una categoria di telespettatori non-fedeli: in altre parole, ci sono telespettatori che guarderanno il Festivàl per la prima volta, proprio perché c’è Gabriel Garko. Sul serio. Inoltre, quella del valletto-uomo è una novità – i vari Chiambretti, Papaleo, Benigni contribuivano alla conduzione nello stile di Luciana Littizzetto con Fabio Fazio nel 2013 e nel 2014, mentre Garko lavorerà diversamente. Una novità, peraltro, introdotta al momento giusto, perché combatte il tabù della valletta-donna seppure in modo contorto: l’introduzione di un ragazzo-immagine al fianco della ragazza-immagine diventa una scelta gay-friendly – senza contare il successo di Gabriel Garko con il pubblico maschile omosessuale, oltre che con il pubblico femminile etero.
2 bis. Si ma lui che fa?

Non è chiaro se farà semplicemente gli annunci (dirige l’orchestra il maestro X; canta Y etc.) o riuscirà a ritagliarsi uno spazio personale. La vicenda occorsagli negli ultimi giorni ha fatto saltare alcune prove – la villa in cui alloggiava è esplosa, causando la morte della proprietaria e ferendo l’attore, che nei giorni successivi era ancora sotto shock e indisponibile per l’allestimento delle serate –, per cui potrebbe essere stato ridimensionato il suo ruolo. Anche se Gabriel Garko, in precedenza, ha fatto di tutto per scrollarsi di dosso l’etichetta di valletto.
3. Chi sono gli ospiti di quest’anno?
La prima sera succederà un casino. Nei giorni del dibattito sul d.d.L. Cirinnà per le unioni civili, i furbacchioni chi ti invitano alla manifestazione più nazionalpopolare dello stivale? Elton John. Non solo gli piacciono i maschi – e già questo basterebbe ad allontanare i democristiani dal Festivàl, un’onta non da poco per chi lo ha patrocinato per decenni – ma ha anche un figlio nato con la pratica dell’utero in affitto. Elton John manda fuori dai gangheri Adinolfi, che sicuramente martedì passerà la serata a twittare. Grandi polemiche=Grandi ascolti. La calma la riporterà Laura Pausini.
Mercoledì ci sarà invece Eros Ramazzotti, cresciuto e pasciuto nell’ambiente sanremese. Ora cammina con le sue gambe, ma rivederlo cantare Adesso tu sullo stesso palco che lo incoronò vincitore nel 1986 sarà un’emozione fortissima. Probabilmente.
Giovedì sera, appena Guglielmo Scilla avrà finito di non far ridere nessuno, ci saranno i Pooh in reunion. Ne abbiamo già scritto.
Venerdi c’è Elisa, vincitrice dell’edizione 2001.
Per il sabato conclusivo della manifestazione, Renato Zero e (udite udite) Cristina d’Avena.
4. Chi vince?
Le favorite sono Noemi e Francesca Michielin. Elio e le Storie tese favoriti per la critica (ma occhio agli Stadio e Caccamo). L’ego di Morgan potrebbe pretendere un premio alla carriera, così come i più umili ma più rodati Stadio. I già titolati difficilmente bisseranno: Arisa e Valerio Scanu non sono ancora pronti per la Hall of Fame (o forse si?). Alla faccia di Mourinho, Enrico Ruggeri è l’unico in gara con due Festivàl vinti (1987, con Si può dare di più insieme con Gianni Morandi e Umberto Tozzi; 1993 con Mistero), e con una poco probabile terza vittoria si stamperebbe una stelletta sulla maglia. L’orientamento gay-friendly, quest’anno, vale parecchi punti bonus, per cui attenzione alle dichiarazioni degli artisti in questi giorni.
A vincere saranno i temi dell’antirazzismo e dell’uguaglianza giuridica-civile. Se così non fosse, il target di Sanremo rimarrebbe quello di trent’anni fa: un lusso che anche volendo la Rai non può permettersi. Intercettare le tendenze generali e andare incontro a queste: il successo del Festivàl dipende da questo ancora più di quelli di qualche decennio fa, perché con un adeguato monitoraggio dei social, la pianificazione (almeno parziale) dello share è possibile. L’estensione ad un target giovane passa per il superamento dello spirito democristiano espresso per decenni. Il Festivàl di Sanremo non è il festival della canzone italiana: o partecipano tutti o è un karaoke poco interessante.
Lo spiegone
Conduzione e direzione artistica
Carlo Conti dovrà riconfermare la buona riuscita del Festivàl dello scorso anno, e i requisiti ce li ha tutti. Le scelte in direzione artistica sono state composte: equilibrio fra vecchi e giovani, equilibrio fra donne e uomini, equilibrio fra interpreti provenienti dai talent e interpreti fuori da questi. Un allestimento umano che raggiunge un target ampio ed eterogeneo, sulla carta una garanzia per lo share.
Ad affiancare il presentatore Carlo Conti saranno la modella Madalina Ghenea, Virginia Raffaele (garante della sotto-trama comica) e Gabriel Garko.
I cantanti in gara. Quello che c’è da sapere su ciascuno, in una riga.
Francesca Michielin – Nessun grado di separazione
Ha vinto X-Factor 5 e con Magnifico (feat. Fedez) ha fatto quadruplo disco di platino. Se la gioca.
Alessio Bernabei – Noi siamo infinito
Era nei Dear Jack e ora punta al successo da solista.
Annalisa – Il diluvio universale
È una di Amici di Maria de Filippi
Dolcenera – Ora o mai più (le cose cambiano)
Il 2016 è l’anno di Dolcenera: torna a Sanremo e sarà giudice di The Voice. Se vince sbanca.
Bluvertigo – Semplicemente
Morgan ha riunito il suo vecchio gruppo e si è presentato al Festivàl con un titolo uguale a una canzone degli Zero Assoluto. Che altro dire.
Clementino – Quando sono lontano
Clementino esordirà a Sanremo e si accattiverà un po’ di pubblico rappettaro. Yo.
Dear Jack – Mezzo Respiro
Anche loro sono amici di Maria, ma strizzano l’occhio al centro sinistra con il cantante nero Leiner Riflessi (subentrato al Bernabei di cui sopra). Interessante la commistione tra Amici e X-Factor, da cui proviene Leiner. Il derby con Bernabei all’Ariston è carico dell’adrenalina che la storyline ha fin qui prodotto.
Elio e le Storie Tese – Vincere l’odio
C’è sempre un artista un po’ goliardico fra i partecipanti, per accendere un po’ l’atmosfera e distrarre dai soliti patemi d’animo sentimentali. Ma come lo sanno fare Elio e le storie tese non lo sa fare nessuno – la performance di Biggio&Mandelli l’anno scorso fu penosa. Elio&co. sono arrivati per due volte a un passo dalla vittoria (nel 1996 con La terra dei cachi e nel 2013 con La canzone mononota). Incontrastabili nell’intrattenimento, entrambe le volte furono vincitori morali, ma troppo scomodi (manco fossero i Dead Kennedys) per vincere.
Enrico Ruggeri – Il primo amore non si scorda mai
Rouge ha già ciabatte e vestaglia all’Ariston, le lascia sempre lì come fosse casa della madre. Ogni tanto torna.
Neffa – Sogni e nostalgia
Eccone uno con un curriculum ricco e vario. Mancava da oltre dieci anni al Festivàl.
Noemi – La borsa di una donna
X Factor, non nuova al pubblico dell’Ariston, si gioca un’ottima chance con l’ausilio di Marco Masini nelle vesti di autore.
Giovanni Caccamo e Debora Iurato – Via da qui
Non è il personaggio di Teo Teocoli, bensì una coppia di giovani promesse (Caccamo è stato la Nuova Proposta dell’anno scorso). Il brano lo ha scritto Giuliano Sangiorgi dei Negramaro.
Irene Fornaciari – Blu
Irene è tutta suo padre, nei tratti e nella voce.
Lorenzo Fragola – Infinite volte
Vincitore di X Factor 8, al contrario dei russi beve vodka in estate, come racconta nel suo successo #fuori c’è il sole.
Patty Pravo – Cieli immensi
Festeggia i cinquant’anni di carriera con questa pazza idea di tornare a Sanremo.
Arisa – Guardando il cielo
Non ha più gli occhiali giganteschi da un po’. Ha già vinto nel 2014 con Controvento.
Rocco Hunt – Wake up
Ha già vinto come nuova proposta. Il rap di quest’anno, a Sanremo, viene tutto da Napoli.
Zero Assoluto – Di me e di te
Ma non erano morti? No.
Valerio Scanu – Finalmente piove
Dalla vittoria del 2010 al panettone.
Stadio – Un giorno mi dirai
Esperienza e qualità. Indispensabili per una squadra di calcio come per una rassegna musicale. Certo, in formazione non c’è quel Grande figlio di puttana di Ricky Portera.
Le Nuove Proposte
8 giovani in gara.
Chiara dello Iacovo – Introverso
The Voice of Italy si deve accontentare di una giovane. La categoria big spetta soltanto a X Factor e Amici.
Miele – Mentre ti parlo
Vincitrice del concorso Area Sanremo
Mahmood – Dimentica
Non è Ahmadinejad. Alessandro Mahmood viene da X Factor e ha vinto anche lui Area Sanremo.
Michael Leonardi – Rinascerai
Retaggio da cantante lirico-pop, alla maniera pavarottiana. Un Il Volo che è uno e non trino.
Cecile – N.E.G.R.A.
Ragazza di periferia, gioca a pallacanestro e probabilmente, vista la sigla che dà il titolo al suo brano, avrà anche il ritmo nel sangue – si parla dei luoghi comuni del razzismo. Cos’altro bisogna fare per farvi capire che questo sarà un Sanremo antirazzista? Farlo presentare a Carlo Conti?
Irama – Cosa resterà
Rapper che cita Lucio Battisti.
Francesco Gabbani – Amen
Manderanno il suo pezzo subito dopo Elton John? Francesco Gabbani non è proprio un giovanotto (classe 1982), ma è comunque una nuova proposta.
Ermal Meta – Odio le favole
Ghostwriter e ex La fame di Camilla Ermal Meta è l’hipster di questo Festivàl.
Le cover
Francesca Michielin – Il mio canto libero (Lucio Battisti)
Sarà all’altezza di Ciro Ferrara, Alex Del Piero e Gigi Buffon?
(https://www.youtube.com/watch?v=tSGHrmhUZ0s) Mi sa proprio che vuole vincere, la Michielin.
Alessio Bernabei – A mano a mano (Riccardo Cocciante)
Sfiderà l’interpretazione non solo di Cocciantone, ma anche quella storica di Rino Gaetano.
Annalisa – America (Gianna Nannini)
Dolcenera – Amore disperato (Nada)
Bluvertigo – La Lontananza (Domenico Modugno)
Clementino – Don Raffaè (Fabrizio de Andrè)
Dear Jack – Un bacio a mezzanotte (Quartetto Cetra)
Elio e le Storie Tese – Quinto Ripensamento (Walter Murphy)
L’adattamento di un adattamento: era la versione funky della quinta di Beethoven. Il destino che bussa alla porta. Odore di premio della critica.
Enrico Ruggeri – A canzuncella (Alunni del Sole)
Neffa – O’sarracino (Renato Carosone)
Quest’estate l’ha riproposta Gigi D’Alessio con Michael Thompson alla chitarra (in stile Santana). Non ci libereremo mai di O’Sarracino.
Noemi – Dedicato (Loredana Bertè)
Giovanni Caccamo e Debora Iurato – Amore senza fine (Pino Daniele)
L’omaggio a Pino Daniele era obbligatorio e qualcuno doveva pur prestarsi.
Irene Fornaciari – Se perdo anche te (Gianni Morandi)
Non ce la vediamo molto Irene Fornaciari a fare due milioni e mezzo di like.
Lorenzo Fragola – La Donna Cannone (Francesco De Gregori)
Patty Pravo – Tutt’al più (Patty Pravo)
Patty Pravo si omaggia da sola. Uno step dopo il like ai propri post su Facebook.
Arisa – Cuore (Rita Pavone)
Rocco Hunt – Tu vo fa’ l’americano (Renato Carosone)
Autobiografico, autoironico.
Zero Assoluto – Goldrake (Actarus, V.Tempera)
Va’, distruggi il male. Una scelta interessante perché per la prima volta si istituzionalizzano i capolavori delle sigle degli anime adattate in italiano per Super 3 e non solo.
Valerio Scanu – Io vivrò senza te (Lucio Battisti)
Un classico non solo per gli Amici di Maria (vedi Mina, Massimo Ranieri).
Stadio – La sera dei miracoli (Lucio Dalla)
Consacrare le amicizie di una vita, anche dopo che uno degli amici muore. La Snai dà le lacrime di Curreri a 1.10.