In occasione della nostra partnership con Mish Mash, che si terrà l’11 e 12 agosto nell’area del Castello di Milazzo, abbiamo deciso di fare qualche domanda agli artisti del festival.
Già cantante e chitarrista di Studiodavoli e Girl With The Gun, Matilde Davoli esordisce solista con il suo disco I’m Calling You From My Dreams nel 2015, che la vede protagonista, in tutti i sensi, nelle vesti di artista, producer ed ingegnere del suono. Dopo aver lavorato in Salento, Matilde decide di trasferirsi a Londra dove scrive e produce l’album d’esordio: un gioiello elettronico che tra risonanze di chitarra à la Stereolab e un tocco di Dream Pop ci racconta delle persone a lei più care e delle suggestioni dei luoghi rimasti lontani.
«Il disco parla dei miei amici, della mia famiglia, di posti e cose a cui sono particolarmente legata. È un album che si esprime con forza e dolcezza allo stesso tempo.», spiega Matilde, «Questa è la prima volta che mi sono lasciata andare a questo tipo di sonorità».
Occupandosi in prima persona del suono, della produzione e del songwriting, Matilde Davoli cresce e matura come un’intrepida sperimentatrice elettronica. «Ho avuto questo bisogno urgente di fare qualcosa per conto mio. Questa volta non volevo compromessi o confronti. Per la prima volta mi sono sentita pronta a parlare solo di me».
Il video di “Dust”, il primo singolo estratto da “I’m Calling You From My Dreams”
Hai alle spalle anni di collaborazioni artistiche, ma adesso quali sono i tuoi riferimenti musicali?
Dopo anni e anni di musica, vissuta da ascoltatrice e da musicista ho notato che poi alla fin fine i riferimenti musicali restano sempre quelli di una volta, come se fossero pilastri incrollabili della tua vita. Me ne rendo conto facendo una piccola analisi su quello che è stato il mio percorso musicale tra Studiodavoli, Girl With The Gun e adesso con questo progetto solista. I miei riferimenti sono rimasti gli stessi di dieci anni fa, magari semplicemente rielaborati in maniera di diversa. I miei continui rimandi alla musica italiana degli anni ’60 e ai suoi grandi compositori (Piccioni, Umiliani etc..) e agli Stereolab non sono mai stati un segreto e per me sono importanti tanto quanto lo erano sedici anni fa.
Che ne pensi di questo periodo per la musica pugliese? Sembra un buon momento per la tua regione.
Credo che la scena pugliese stia vivendo da diversi anni ormai un momento bellissimo, ci sono tanti ragazzi che fanno musica e la fanno nel modo migliore. Ovviamente nel filone elettronico troviamo le cose più fresche e interessanti, ma in generale credo che stiamo facendo (mi metto in mezzo anche io) un grandissimo lavoro. Speriamo di continuare così.
Cosa dobbiamo aspettarci dal tuo show a Mish Mash?
Il mio sarà un live molto poco elettronico e molto suonato, così come è stato concepito il disco d’altronde, cercando di rimanere il più fedele possibile alla natura dei pezzi.
Saremo in quattro sul paco… poi il resto lo giudicherete voi.