Mish Mash | Celluloid Jam: «Il nostro Pop elettronico contro la violenza»
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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Mish Mash | Celluloid Jam: «Il nostro Pop elettronico contro la violenza»

In occasione della nostra partnership con Mish Mash, che si terrà l’11 e 12 agosto nell’area del Castello di Milazzo, abbiamo deciso di fare qualche domanda agli artisti del festival.   I Celluloid Jam sono in tre e vengono da Firenze: una performer, un producer e un visual artist. Dopo una manciata di pezzi rilasciati […]

In occasione della nostra partnership con Mish Mash, che si terrà l’11 e 12 agosto nell’area del Castello di Milazzo, abbiamo deciso di fare qualche domanda agli artisti del festival.

 

I Celluloid Jam sono in tre e vengono da Firenze: una performer, un producer e un visual artist. Dopo una manciata di pezzi rilasciati sul web e di esibizioni live nel 2014, arrivano all’esordio discografico con Youth, pubblicato l’anno seguente da White Forest Records.

Pop elettronico dolce e indolente, come d’altronde sono gli anni della giovinezza. Le loro canzoni raccontano di desideri, metamorfosi e sogni ad occhi aperti. Youth viene unanimemente considerato dalla critica come uno dei migliori esordi dell’anno, e i Celluloid Jam una delle band italiane più in ascesa per il 2016.

 

“Ocean”, secondo estratto da “Youth”

 

Ho letto che nella vostra musica sono molto presenti alcune tematiche di genere.

Mi ritengo una femminista — dice Cate — e come tale non vedo perché non sfruttare il palcoscenico per diffondere il mio messaggio. In particolare uno dei nostri nuovi pezzi si intitola Red Lipstick, ed è ispirato dai racconti di un’amica turca.

In Turchia le donne che indossano molto trucco, soprattutto rossetti di colore acceso, sono mal viste dalla comunità e dagli uomini che ne fanno parte, che si permettono di importunarle ed offenderle per strada. Red Lipstick racconta della mie esperienze con le molestie verbali e con le parole crude che ho sentito rivolgermi più volte per strada, una modalità di violenza molto sottovalutata… La soluzione non cancella il problema, ma il mio consiglio è: reagire, rispondere, lottare sempre! E parlarne con amiche/i e familiari il più possibile!

State lavorando ad un album dopo Youth, il vostro primo EP?

Ovviamente sì! Purtroppo i tempi sono molto lunghi per vari fattori, primariamente perché siamo lentissimi nel comporre, risponde Jerro. Purtroppo abbiamo questo problema, non riusciamo a chiudere facilmente un pezzo, ma dobbiamo tornarci sopra anche settimane, mesi dopo che abbiamo finito di registrarlo. Magari è perché c’è un suono che non ci piace più, o la struttura non va più bene, insomma ogni volta una canzone è un parto! Stiamo cercando di migliorare sotto questo aspetto e speriamo nei prossimi mesi di riuscire a chiudere più canzoni possibili per poter far uscire un bel lavoro Pop ma di qualità.

So che curate da soli i vostri visual, cosa state preparando per Mish Mash?

Ci saranno dei visual nuovi, rivela David. Un viaggio tra i meme più attuali dalla pagina Facebook di Snoop Dogg, immagini open source della British Library e miei scatti random di copritavoli belli che trovo in giro tutti ispirati dalla collezione del Pinterest Queen di Cate.

Dario Chimenti
Romano, classe 1989. Giornalista pubblicista occasionale, mi piacciono la musica suonata con attitudine rock e i film, non mi piace chi parla al cinema. Dicono di me: «Non dà alcun valore ai soldi, usa la sua proprietà e quella del governo con negligenza». Sono una persona interessante, ho tante cose da dire e faccio molto ridere. Un giorno mio cugino ha detto che sono immorale.
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