Attualità: Perché lo shopping on line sta sostituendo la migliore amica (ed è più sincero)
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Perché lo shopping on line sta sostituendo la migliore amica (ed è più sincero)

A forte rischio di estinzione la figura dell’amica che ti accompagna a fare shopping e quella dell’immancabile amico gay dal gusto impeccabile.

Come tutte le enciclopedie che si rispettino, anche il volume della Grande Storia Universale dello Shopping ha subito nel tempo una serie di riedizioni. Dalla copertina coloratissima e lisergica che riprendeva gruppi di hippies intenti nel baratto di perline colorate si è passati all’immagine di un gruppo di amiche ai grandi magazzini, che osservano una di loro in camerino nell’atto di provare un abito per la festa. Poi c’è stato Sex and the City, con l’individualismo di fine anni Novanta riversato anche nella pratica del fare acquisti. Carrie Bradshaw è una donna indipendente che ha bisogno delle amiche ma non sempre. Ogni volta che riceve una busta paga dall’editore si precipita anche da sola nel suo negozio di scarpe di fiducia per mettere le mani sull’ultimo paio di Manolo Blanhik.

A inizio del nuovo millennio lo shopping on line era ancora percepito come qualcosa di poco affidabile, ma nell’era dei social network si è finalmente affermato come modello alternativo a tutte le precedenti pratiche di shopping “analogico”. La copertina dell’ultima edizione della nostra immaginaria Storia Universale dello Shopping ha solamente un mouse e-tuttalpiù- una tabella che converte i sistemi di taglie adottate dai singoli Paesi. 

Cosa si deduce da questa evoluzione? Che le nuove specie a forte rischio di estinzione comprendono anche la figura dell’amica che ti accompagna a fare shopping o dell’immancabile amico gay dal gusto impeccabile che ha sempre l’ultima parola (giusta) per suggerire un abbinamento o un accessorio must have di stagione che potrebbe esserti sfuggito.

I siti di shopping online sono vere e proprie vetrine che contengono ogni tipo di brand. Mai come in questo contesto il sistema di divisione per categorie aristoteliche di macroinsiemi e sottoinsiemi ha trovato un impiego più adatto: dal generico uomo-donna si passa a accessori, scarpe, abiti, ma non solo. Molti siti hanno perfino un sistema di tag che riesce a ordinare gli abiti in base allo stile desiderato. Come succede per la musica che ascoltiamo attraverso applicazioni come spotify o deezer, i nostri gusti generano i nostri gusti. Quando questo accade per l’abbigliamento, ho pensato sulle prime, la faccenda non è poi tanto tragica. Anzi. Due gli inconvenienti superati grazie al supporto dello shopping on line e il suo algoritmo generatore di consigli:

  • il sito non starà mai a suggerirti qualcosa che proprio non è coerente al tuo stile, perché magari vuole provarci col ragazzo che ti piace la sera stessa in cui vuoi farlo tu;
  • per una giornata andata storta, non ci sarà nessuno a spingerti all’acquisto del primo abito portato in camerino solo perché proprio non ha voglia di aspettarti a lungo;
  • insomma, lo shopping on line non ti offre un frullato, ma è l’amico immaginario che risolve alcuni piccoli difetti degli amici in carne e ossa.

Detto questo ho deciso di esplorare il fantastico nuovo mondo degli acquisti sulle vetrine del boulevard della rete, ma più mi ci addentravo più non sapevo da dove cominciare. Per un neofita è sempre difficile: internet non possiede ancora i dati dei tuoi acquisti, non conosce i tuoi gusti, non ha dunque elementi a sufficienza per elargire giusti consigli. Ecco perché ho pensato di rivolgermi a una versa esperta, Chiara Gentile, padrona di casa del blog What Yaya Did, uno spazio originale dove spesso ho rubato qualche spunto in fatto di outfit. Ho chiesto a Chiara cinque punti fondamentali per districarsi nella jungla dello shopping on line. Una sorta di breviaro di sopravvivenza. Ecco cosa mi ha suggerito:

  • avere sempre il carrello con i propri capi preferiti, non importa se siete intenzionate ad acquistarli ma in questo modo potrete sempre tenerli d’occhio ed accorgervi di eventuali sconti e promozioni;
  • non fermatevi al primo shop on-line, informatevi sempre sugli altri siti che esistono e che vendono le stesse marche che vi piacciono e scegliete l’offerta piu conveniente;
  • prestare grande attenzione alla conversione delle taglie; spesso tra taglie americane inglesi italiane si genera confusione; quello che consiglio è munirsi di centimetro e verificare da soli.
  • iscriversi sempre alle newsletter, senza dover perdere tempo a fare ricerche personali sarete sempre informate sulle nuove collezioni, l’inizio dei saldi e le piu importanti novità del momento.
  • importante è anche essere  collegate con  la pagina del sito sui social network.Vi accorgerete che vengono organizzati tanti tipi di concorsi.

A proprosito di quest’ultimo punto, Chiara assicura: «Vale sempre la pena tentare questi concorsi. Io stessa ne ho vinto più di uno. Sono stata a Los Angeles grazie a una foto selezionata da American Apparel e Vente Priveè; altre volte si può vincere in base a likes o commenti. Sono molto frequenti i concorsi dove devi mettere in gioco il tuo gusto in fatto di outfit e organizzare una mise perfetta con i loro capi. Anche questi bandi sono da tenere d’occhio tramite newsletter».

Quando poi ci si rende conto di avere l’armadio troppo pieno, un altro ottimo consiglio è quello di operare un cambio di stagione senza pietà. Per non soffrire troppo il distacco dai nostri capi vecchi, Chiara mi ha suggerito un modo divertente che riesce ad addolcire la pillola e invogliare a fare spazio. Si chiama Depop, è un passo più avanti instagram e sfrutta appunto il social network per mettere in vendita oggetti e capi d’abbigliamento: il cugino più giovane e hip di e-bay che si fa strada.

Con questi consigli mi sono immersa nella mia prima giornata di shopping on line su Zalando. Ho composto un outfit pomeridiano, niente di impegnativo ma dal sapore vintage anni sessanta, un abitino Petit Bateau che sa già di primavera e un cappello a falda larga che desideravo da un sacco. Consegna entro cinque giorni lavorativi. Puntualissima. Il tutto è arrivato di venerdì. Così ho chiamato Chiara. L’ho invitata fuori per un aperitivo e quattro chiacchiere. Perché l’amicizia, sotto questo punto di vista, non rischia affatto l’estinzione.

Olga Campofreda
Olga Campofreda
Olga Campofreda è nata a Caserta nel1987. Giornalista pubblicista, ha scritto per il quotidiano Il Mattino, occupandosi di cultura e spettacoli. È laureata in lettere moderne e collabora con diverse testate e web magazine (il manifesto, Freakout, Collater.al, Dude Magazine). L’ultimo libro pubblicato è Caffè Trieste (Giulio Perrone Editore, 2011), un reportage sulla poesia di San Francisco con un’intervista inedita a Lawrence Ferlinghetti.
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