Persone che stalkeriamo su facebook e forse non dovremmo (ma forse anche sì)
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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Persone che stalkeriamo su facebook e forse non dovremmo (ma forse anche sì)

Quando sono andata a firmare il contratto per la casa che ho preso in affitto, la proprietaria sapeva già tutto di me. Ho letto il tuo blog, mi sono informata, mi ha detto. 

Quando sono andata a firmare il contratto per la casa che ho preso in affitto, la proprietaria sapeva già tutto di me. Ho letto il tuo blog, mi sono informata, mi ha detto. E non mi è sembrata affatto matta. Anche la mia amica, al primo appuntamento con Nuovo Appuntamento mi ha confessato che googlare preventivamente il suo cavaliere è stato un ottimo modo per rompere il ghiaccio. «E quindi viaggi tanto per lavoro, che meraviglia» oppure «favoloso il mixtape che hai messo su per il blog tal-dei-tali». Magari si fa in tempo ad ascoltare davvero una traccia dei Public Enemy prima che lui ti riveli che sono il suo gruppo preferito e –meglio ancora- prima che tu ti precipiti ad affermare che –nonostante sia tornato di moda- il rap ti faccia veramente schifo.

Insomma. Google sembra essere miglior consigliere di una compagna di banco/ estetista/ parrucchiera/ amica d’infanzia. A queste ultime persone  raccontiamo le cose come-si-sono-verificate. Su Google riversiamo i nostri dubbi aka insicurezze aka domande specifiche sulla persona che stiamo per incontrare. È legittimo. È giusto. È una cosa entrata nella normalità, abbandonando per sempre il campo d’azione dei maniaci. Questa è davvero una nuova era.

Diverso invece quando si passa a stalkerare qualcuno su facebook. Su google finiscono le informazioni utili, quelle che definiscono il profilo pubblico di una persona. Su facebook si tratta di gossip. Ecco allora una lista di pro e contro delle possibili categorie aristoteliche delle persone più stalkerate su facebook. Mi riferisco soprattutto alle signorine, ma senza dubbio la cosa può essere valida anche per i maschietti.

 

L’Ex 

Tanto tempo insieme, poi arriva il lavoro, cambiano le abitudini, cambiano gli orari, cambiamo noi. Inevitabile. Una relazione importante finisce senza troppi fuochi d’artificio, si consuma in silenzio come una candela regalata a Natale da una vecchia zia che non sa mai cosa regalare. La candela- un giorno in cui ti senti particolarmente sexy- l’accendi, la lasci bruciare, e dopo un po’ di tempo te la ritrovi spenta che impuzzolentisce la stanza, con la cera sciolta sul pavimento. Ok. Una metafora troppo lunga per dire che le storie d’amore importanti possono finire senza troppe tragedie. Per noia. Perché si cambia. Ma non ci si odia, così si resta amici su fb. Ed ecco il punto. Fa bene stalkerare l’ex ogni tanto?

Sì. È favoloso rendersi conto che il giro che frequenta è rimasto lo stesso di dieci anni fa o magari è cambiato e le sue night out sono immortalate in foto scattate in discoteche dove non avresti mai accettato di mettere piede. Un sollievo.

 

La ragazza dell’ex ragazzo

Passa un annetto e lui/lei si presentano ufficialmente agli occhi del mondo con un nuovo partner fotografico per il weekend. E non solo un weekend. Tutti. Poi anche capodanno e settimana bianca. Inequivocabile che siete stati sostituiti. Stalkerare l’attuale partner del tuo ex è una cosa sana?

Sì. Decisamente. È normale. Fintanto che non diventi un’ossessione fa bene notare quei suoi terribili difetti fisici, il suo scarso gusto nel vestire e i punti in comune con voi, che rappresentano PALESEMENTE il tentativo dell’ex di ritrovare la vostra persona anche nella nuova relazione.

Questo tipo di stalking può portare soddisfazione, ma anche grande frustrazione se l’ex del vostro/a ex è una persona che gli ronzava intorno già al tempo della vostra storia d’amore. A quel punto: paranoia totale.

 

L’Ex ragazza del tuo ragazzo

Decisamente sì. Fa benissimo stalkerare gli ex del proprio attuale partner. Per diverse ragioni: da tanti piccoli elementi si potrà notare se  questa persona ha intenzione di tornare all’attacco o se è serenamente occupata in tutt’altro (selfies scattati con un muscoloso figuro tra Ibiza e Cortina, per esempio, e il muscoloso figuro non assomiglia affatto al vostro attuale fidanzato). Utile stalkerare gli ex del proprio parner anche per alludere velatamente nel corso di litigi accesi a quanto sono fortunati ad aver trovato una persona come voi che chissà-se-la-ex-avrebbe-mai-accettato-di-mettere-a-disposizione-la-casa-per-le-prove-della-sua-cover-band-dei-Kiss.

 

L’amica di successo

È brillante e sempre al top, passate insieme serate favolose, i selfies che vi fate insieme sono quelli che riscontrano il maggior numero di likes, ma quando non siete insieme lei passa altrettanti momenti emozionanti mentre tu hai lo stesso pigiama da un mese e mezzo perché tanto nessuno si risentirà se non lo cambi. Neanche la tua coscienza, che quando vede le foto dell’amica di successo si chiede perché diavolo sia stata assegnata a te e non a lei. Stalkerare l’amica di successo? Perdio. Assolutamente NO. Ad eccezione delle volte in cui questo tipo di stalking possa essere utile a suggerirvi che forse si potrebbe partire dal cambiare pigiama e chissà, nel giro di un paio di mesi sarete forse anche voi in lista per quella festa e, saltando la calca al guardaroba, andrete dritte alla console a salutare i dj e posare la pelliccia in ecopelle.

 

Il compagno di classe

Andava malissimo al liceo. Certe volte la lezione si fermava perché il prof di latino decideva di spendersi in prediche costruttive sul perché era importante sapere la terza declinazione e recitare perfettamente in metrica gli esametri di Virgilio.

Adesso ha una casa discografica tutta sua e gestisce un’agezia di booking per concerti. Il greco e il latino gli servono a ben poco, ma aver passato l’adolescenza a suonare la chitarra e scaricare da napster infinite quantità di mp3 è stato il terreno su cui è riuscito a costruire la sua fortuna. Stalkerare questo elemento? No. Decisamente no. Voi eravate quelli col nove alle versioni e dieci ai temi di letteratura. Adesso volete fare gli scrittori ma la vostra vena artistica non si piega al commerciale e vostra madre vi ha appena detto che non capisce quello che scrivete, ma vostra cugina ha appena adattato per il teatro una piece tratta da C’è posta per te. Molto carino, dovresti fare una cosa così.

 

L’occasione mancata

SI. Per due motivi: se è affascinante, è sempre bello vivere nella potenzialità di ciò che sarebbe potuto accadere. Se si è lasciato/a andare, è sempre bello sapere cosa ci siamo evitati.

 

Il tuo ragazzo/la tua ragazza

Sì. Per tutti i motivi del mondo. Imparare a vedere come il proprio partner si presenta all’esterno della relazione è importante, è carino e mostra a voi stessi che siete ancora interessati al vostro compagno/a (se lo stalking non è paranoico). Il giorno in cui non andrete più di default sul suo profilo per vedere che canzone ha postato al risveglio vuol dire che state chiaramente perdendo interesse per la persona con cui state condividendo una relazione.

E anche: non mentiamo a noi stessi. È importante vedere con quali persone ha stretto amicizia. Se vi ha detto che è andato in vacanza a Scauri (provinciadilatina) coi genitori e poi aggiunge una serie di ragazze francesi/slovacche tra gli amici, qualcosa dovrebbe suggerirci che ci aspetta un difficile rientro.

 

La ragazza del tuo ragazzo | Il ragazzo della tua ragazza.

Idiota. Sei sul tuo profilo. 

E se non sei sul tuo profilo: inutile che speri si lascino. Non succede mai.

Olga Campofreda
Vive a Londra, dove ha conseguito un PhD in Italian studies (UCL). Come ricercatrice si occupa di rappresentazione della giovinezza e romanzo di formazione, controcultura e culture giovanili. È autrice della monografia “Dalla Generazione all'Individuo: giovinezza, identità, impegno nell'opera di Pier Vittorio Tondelli” (Mimesis, 2020) e del reportage narrativo “A San Francisco con Lawrence Ferlinghetti. Viaggio oltre la Beat Generation” (Giulio Perrone Editore 2019). I suoi articoli sono apparsi su Doppiozero, minima&moralia, Ultimo Uomo, Zarina newsletter, La Balena Bianca, Dude Mag. Collabora con il Festival of Italian Literature in London (FILL). Lavora per la nazionale di scherma della Gran Bretagna.
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