Trastevere Futuro
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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Trastevere Futuro

Abbiamo fatto un viaggio nel futuro, tra pillole dell’ubriachezza, una nuotata nel balneabile e limpidissimo “Tevere 2”, statue-ologrammi e una guerra di religione scampata per un pelo grazie a un eroe inaspettato (che forse conoscete): le cose non sono poi cambiate tanto a Trastevere.

Abbiamo fatto un viaggio nel futuro, tra pillole dell’ubriachezza, una nuotata nel balneabile e limpidissimo “Tevere 2”, statue-ologrammi e una guerra di religione scampata per un pelo grazie a un eroe inaspettato (che forse conoscete): le cose non sono poi cambiate tanto a Trastevere. [Illustrazione di Giulio Castagnaro — Studio Pilar]

 

illustrazione_trasteverefuturo_giuliocastagnaroi

 

Nuovo Cinema Nuovo Sacher

Il Nuovo Cinema Nuovo Sacher sorge a ridosso delle Mura gianicolensi, in Trastevere. L’edificio è stato costruito esattamente dove un tempo operava lo storico Cinema Nuovo Sacher, ricalcandone perfettamente il progetto architettonico e simulando, grazie all’utilizzo di sofisticati diffusori audio-olfattivi, l’atmosfera radical chic dei primi anni duemila, piena di sigarette, risate finte e borbottii. Oggi, dove il concetto di cinema per ovvi motivi non esiste più, è molto affascinante passare un paio d’ore in questo evocativo palazzone. Attualmente la monosala (provvista di 362 posti come l’originale) proietta film di Giovanni Moretti 24 ore su 24, in omaggio al celebre regista direttore artistico del vecchio Nuovo Sacher. La domenica invece è in programma tutto il giorno il capolavoro profetico del 1986, di John McNaughton Henry, pioggia di sangue, che, secondo i critici, era il film favorito di Moretti.

Se volete divertirvi ulteriormente potete costruirvi in casa della carta moneta e consegnarla all’ingresso in cambio dei biglietti di entrata, proprio come si faceva allora, quando era usanza pagare denaro per usufruire di questa tipologia di intrattenimento. Le pellicole sono tutte in due dimensioni e vi toccherà guardarle esclusivamente con l’aiuto dei vostri occhi naturali. Buon divertimento.

 

Tiberis

Chi viene in vacanza a Roma in estate non può assolutamente mancare la gita in barca sull’antico fiume che attraversa la città: Tevere 2. T2 è uno degli ultimi fiumi passati sotto il progetto “Clear”, l’avanguardistico sistema di depurazione inventato in Giappone che ha ormai liberato le acque della Terra da ogni tipo di inquinamento e impurità. Clear ha reso l’acqua di T2 totalmente trasparente e potabile, ha reso il suo flusso molto meno impetuoso, ma docile e calmo (grazie a un processo complicatissimo che non sto qui a spiegarvi). Tutto questo ha reso il leggendario Tevere navigabile e balneabile. La particolarità di una gita in barca (barche da 5 posti a energia solare, ndr) su Tevere 2, sta nella possibilità di ammirare il letto del fiume come se fosse il fondo di una gigantesca piscina, proprio grazie a questa inedita trasparenza. Il letto del fiume romano è una vera e propria wunderkammer, un’impensabile collezione di reperti di ogni epoca, che raccontano i secoli che ha attraversato la città eterna. Intorno l’atmosfera è gioviale, tranquilla. Nella zona balneabile* (che è proprio quella di Trastevere) i ragazzini nuotano sull’acqua che luccica, tanti coraggiosi bagnanti, armati di cuffia, fanno la fila per tuffarsi da Ponte Sisto, mentre da Ponte Rotto (rimasto rotto) calano alcuni divertenti scivoli dalle forme bizzarre. L’intera zona è organizzata nella più totale sicurezza e nel più meticoloso rispetto dell’ambiente e degli antichissimi monumenti che la ospitano. Su tutto il fiume si può godere della vista di tante specie animali reintrodotte negli anni, che oggi vivono in totale armonia con la metropoli e con i suoi abitanti. E così potreste trovare le più ordinarie lontre – che ormai da decenni abitano allegramente il fiume – passando per gli aironi e i cormorani, fino a imbattervi in alcuni banchi di pesci fantasma, pesci gatto, carpe, pesci arcobaleno, testuggini, martin pescatori, gallinelle d’acqua e molto altro. Il tutto grazie alla sostituzione della vecchia pista ciclabile che correva parallela al fiume, con dei magnifici spazi verdi boscosi, adatti a sostenere la flora e la fauna romana. Il fiore all’occhiello della città però sono senz’altro i tre esemplari di alligatore gigante albino vegano, creature timide e docili, restie a mostrarsi in luoghi chiassosi e per questo più facili a vedersi di notte. Tanti innamorati restano affacciati sui muraglioni del lungotevere, di fronte alla vecchia Piazza Trilussa, nella speranza di avvistarne uno, poiché si dice porti bene. Proprio questa platonica caccia ha sostituito, tra gli adolescenti romani, l’antichissimo e più rozzo rito di attaccare lucchetti sui ponti.

* Zona balneabile aperta ogni anno esclusivamente dal 7 luglio al 28 agosto.

 

L’ologramma di Trilussa

Nell’anno 2019 l’originale statua in bronzo di Trilussa è stata rubata da un noto politico del nord e mai più ritrovata. I recenti progressi della tecnologia ottica hanno permesso alla città di sostituirla con una replica – perfettamente uguale – in materiale olografico dando un risultato di sicuro effetto a chi arriva a Piazza Moleskine dal lungotevere. L’ologramma mantiene la posizione originaria della statua: il corpo sbilanciato in avanti, storto, l’intera figura sbracata sul braccio destro che da solo ha il compito di reggere tutto il peso di Trilussa. Questa posizione innaturale gli provoca grandi fastidi e un enorme dolore che non può alleviare in nessun modo, in quanto la tecnologia è così perfetta da dargli tutte le sensazioni conosciute dall’uomo, ma non così tanto da permettergli di spostarsi. E allora Trilussa passa tutto il giorno a bestemmiare Iddio onnipotente per la sua condizione sciagurata. Uno spettacolo sinceramente poco edificante, ma che attira e intrattiene i turisti e soprattutto ispira i giovani romani che imparano da lui i rudimenti delle offese divine che riusano poi sui social network delle bestemmie. Non è un grande periodo per la Chiesa Cattolica II.

 

Il famoso locale “Freni e Frizioni”

C’è stato un tempo in cui il rione Trastevere era noto per la sua vita notturna: vicoli e piazze brulicavano di bar e locali pieni di gente in cerca di divertimento (questo prima del coprifuoco). Tra essi il locale “Freni e Frizioni”, aperto dal 2005, è passato alla storia per essere stato il luogo di ritrovo degli esponenti del movimento rivoluzionario chiamato “aperitivismo” (non stiamo qui a raccontarvi la sua importanza, l’avrete sicuramente studiata a scuola). È rimasto l’unico locale in attività a fornire questo tipo di intrattenimento. Qui infatti si conserva ancora l’antico rito dell’“aperitivo”, un evento a metà strada tra una merenda abbondante e una cena disorganizzata, il cui scopo ultimo è quello di permettere alle persone di lamentarsi sulla propria vita e creare progetti cedevoli. La struttura offre la possibilità di prendere parte a queste cerimonie, previa prenotazione, durante le quali si serve cibo – chiamato “buffet” (termine arcaico e di dubbio significato) – e bevande alcoliche di tipologia precedente l’invenzione della pillola dell’ubriachezza. Il principale motivo d’interesse del posto è la presenza di attori che quotidianamente reinterpretano i momenti principali della faida tra gli apericenisti e gli happyhourichi che fu alla base del fallimento della rivoluzione dell’aperitivo (ore 12.30 – 16.00 – 19.00).

Al momento “Freni e Frizioni” ha ricevuto 3.405.798 recensioni su Tripadvisor con il voto complessivo di una pallina e trequarti.

 

La guerra santa

Come abbiamo tutti studiato sui libri di storia, fu il terzo grande assedio da parte del Sacro Impero Isis alla città di Roma ad essere il più devastante e spaventoso. Sappiamo anche, però, che fu l’ultimo. Quando i soldati riuscirono ad abbattere su più punti le barricate di rifiuti poste sul Raccordo Anulare, sfondarono e riuscirono a calpestare il suolo romano per la prima volta. In quel momento Roma, come innumerevoli altre volte nella sua storia, era alla mercè degli invasori. Nessuna resistenza poté opporsi alla marcia dell’Impero. Tutti i tentativi diplomatici e di dialogo furono vani e spazzati via con le armi. Si racconta che la storia cambiò quando l’esercito arrivò a Trastevere, dove si imbatté in un solo uomo. Mohandas Karamchand è nato a Nuova Delhi quando ancora c’erano le grandi vacche per strada, così dicono. Dopo un lunghissimo peregrinare per l’Asia occidentale e per l’Europa si è stabilito a Roma, in particolare a Trastevere dove vive pressoché da sempre. Mohandas dimostra cinquant’anni (anche se non è nota la sua vera età), non è un gigante né un piccoletto, è un uomo mite, porta i baffi neri e una camicia bianca dignitosa. I soldati dell’Isis erano trecento quella mattina a Piazza Trilussa, riversati ovunque, sui palazzi e sui tetti, sul ponte, tra i vetri frantumati dei negozi, con i volti coperti, le bandiere nere, i mitra e i fucili, macchine di ogni genere, pieni di polvere e di odio. Quella mattina erano trecento ed erano tutti in silenzio, perché quest’uomo era fermo in mezzo a loro, accerchiato, con gli occhi vivi e scuri, ad aspettarli. Non ci sono testimonianze dirette riguardo quello che accadde e sul perché il Sacro Impero Isis si ritirò dalla capitale il giorno stesso, ma le teorie che si svilupparono nei decenni seguenti sono numerose. L’unica cosa che sappiamo per certo è che Mohandas Karamchand era un mago e lo è anche oggi, anche se non ne ha più dato prove concrete, se non con qualche innocuo trucco per divertire i ragazzi. Oggi Mohandas Karamchand è lo sceriffo del quartiere Trastevere, l’unica carica che ha accettato dopo aver salvato la città e probabilmente l’Europa. La rinascita di tutta la zona è dovuta anche alla sua amministrazione. Mohandas è rimasto un uomo schivo e mite, sempre sorridente e disponibile. È amatissimo da tutti i cittadini ed è usanza ancora oggi incontrarlo per chiedergli consigli di ogni genere. Se vi trovate a Roma e volete incontrarlo non prendete appuntamento, semplicemente fatevi una passeggiata per i vicoli di Trastevere e divertitevi: quando meno ve lo aspettate lo vedrete apparire e scherzare con tutti, inventare giochi e con un pizzico di fortuna gli vedrete fare persino qualche magia. Non rivolgetevi a lui usando il suo vero nome, gli fa piacere essere chiamato con l’affettuoso nomignolo che gli hanno dato i romani: “Mago-guarda”, che sta a significare: «Guarda il mago che ha sconfitto il Sacro Impero dell’Isis e ci ha scongiurato un secolo di terrore e di paura!».

P. S. Vi sconsigliamo di prendere in giro il mago per la sua calvizie, che copre con un parrucchino, i cittadini romani la considerano un’offesa gravissima.

 

“Trastevere Futuro” è tratto da “R. XIII – Trastevere, storie al di là del fiume”, monografia cartacea nella quale DUDE MAG racconta alcune tra le infinite storie del rione numero tredici di Roma.

Per la tua copia scrivi a editor@dudemag.it

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