Secret Cinema: non lo dire a nessuno
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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Secret Cinema: non lo dire a nessuno

Proprio come per un rave, la location è l’ultima cosa a essere dichiarata. Prima, però, c’è una preparazione che non va sottovalutata.

 

Basta poco a togliersi di dosso il peso di un segreto perché questo sia reso pubblico ai più. È una legge naturale e si impara nei bagni delle scuole subito dopo il fumare con stile e i codici per saltare i livelli di Final Fantasy. Questa regola sembra aver funzionato anche per una cosa che da un po’ di tempo sta accadendo a Londra: la chiamano Secret Cinema e si può quasi considerare un gigantesco flash mob tematico per gli appassionati del grande schermo.

«Tell no one» c’è scritto nella pagina del loro sito, eppure da marzo 2014, da quando per la prima volta l’evento è stato testato, sempre più persone aderiscono all’iniziativa pagando (perfino!) una somma non certo esigua per trasformarsi in comparse e attori secondari di un film recitato dall’inizio alla fine in un luogo della città che funge da scenario.

Bisogna iscriversi al sito o seguire la pagina facebook. Proprio come per un rave, la location è l’ultima cosa a essere dichiarata. Prima, però, c’è una preparazione che non va sottovalutata e interessa almeno i venti giorni che precedono l’evento. Una serie di negozi della città vengono forniti di materiale utile alle comparse perché possano non solo essere spettatori del film –recitato da attori veri e propri – ma diventare il film a tutti gli effetti. Sfogliare la gallery degli eventi è l’unico modo per rendersi davvero conto della portata della manifestazione, che devolve di volta in volta il ricavato del botteghino in beneficenza.

Lo scorso 15 agosto è stata indetta una serata di tributo all’attore Robin Williams in occasione della sua scomparsa. Ventiquattromila sterline sono state donate al centro di ricerca per le malattie mentali Mind, centinaia gli spettatori/comparse coinvolti sul set, trasformato in college per rappresentare le scene di Dead Poets’Society. Già che ci siete, comunque, date un’occhiata alle immagini dello scorso 30 agosto, dove anni Ottanta e anni Cinquanta si sono fusi insieme nel mettere in scena il supercult Back to the Future. Uno spettacolo spettacolare.

 

Foto di Hanson Leatherby per l’appuntamento dedicato a The Grand Budapest Hotel

Olga Campofreda
Vive a Londra, dove ha conseguito un PhD in Italian studies (UCL). Come ricercatrice si occupa di rappresentazione della giovinezza e romanzo di formazione, controcultura e culture giovanili. È autrice della monografia “Dalla Generazione all'Individuo: giovinezza, identità, impegno nell'opera di Pier Vittorio Tondelli” (Mimesis, 2020) e del reportage narrativo “A San Francisco con Lawrence Ferlinghetti. Viaggio oltre la Beat Generation” (Giulio Perrone Editore 2019). I suoi articoli sono apparsi su Doppiozero, minima&moralia, Ultimo Uomo, Zarina newsletter, La Balena Bianca, Dude Mag. Collabora con il Festival of Italian Literature in London (FILL). Lavora per la nazionale di scherma della Gran Bretagna.
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