Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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Sport
20 Dicembre 2013

Mastercramps • Bentornato, vero Nueve!

Nel meraviglioso e variegato universo del football, si trovano spesso persone non comuni: artisti del gioco, esteti del tiro a giro, fenomeni della balistica con piedi delicati e il gusto della perfezione, feticisti del bel gol. E poi ci sono i numeri 9, ovvero quelle entità straordinariamente complesse e istintive che abitano le aree di rigore e il cui unico motivo di esistere è quello di buttare la palla dietro il portiere. Quel numero non si porta sulla maglia, non si indossa, ma compare come un tatuaggio estemporaneo sulla pelle di chi, nella dilatazione immensa che possono avere pochi decimi di secondo in un’area piccola, sa esattamente cosa fare e come farlo. Questo Mastercramps è dedicato proprio a loro, giovani rapaci dei sedici metri e consolidati predatori di palloni vaganti, che con ogni gesto sgraziato, ma letale, ci ricordano una lezione molto importante: «bello» non ti farà vincere nessuna partita.
5. Alexandre Lacazette
Un veterano del  1991, con più di cento presenze alle spalle con la maglia del Lione. Nella sua finta narcotica si intravedono i motivi per cui porta un dieci sulle spalle, ma la freddezza e la precisione sono chiaramente da bomberone (rima involontaria). Gol troppo raffinato per essere in testa a questa classifica.

4. Luis Suarez
Ormai onnipresente nelle nostre hit settimanali, el Pistolero stupisce partita dopo partita per l’ampiezza incredibile del suo repertorio. Nel gol che porta in vantaggio i Reds contro il Tottenham, ci sono tutti gli ingredienti per sfornare una punta rapace: fame, astuzia, controllo e una sorta di metafisica che lo fa apparire sempre esattamente dove deve essere. 

3. Mario Mandzukic
Facile segnare – pensi  – con tutta quella qualità alle spalle. In effetti se tu, punta, puoi disporre dei cross e della fantasia di tipetti come Ribery, Götze, Robben, Kroos, Müller, Thiago, Schweinsteiger, Lahm, ma soprattutto Rafinha, certo dormi meglio di Alberto Paloschi. Ci sono delle volte, però, che i cross non sono perfetti e le marcature diventano tremendamente strette. Lì ti ricordi perché Mandzukic è il 9 del Bayern Monaco.

2. Danny Welbeck
Quando i tuoi compagni di reparto sono RVP, Rooney e Chicharito puoi rischiare di vedere il campo molto poco, ma se quando lo fai, sei così determinante e famelico, difficilmente riusciranno a tenerti fuori ancora a lungo. La partita di Welbeck è il manuale del bomber: nel primo gol (0.06) si piomba su un assist del palo, nel secondo (1.01) anticipa due difensori centrali, il portiere e un compagno di squadra. Spietato.

1. Fernando Torres
Se ne parla tanto in Inghilterra: al Chelsea manca un attaccante vero (ahahah!). Eppure qualcosa di molto simile ogni tanto si ripresenta sotto forma di bambino biondo dall’accento ispanico. Sì, è vero, il fuoriclasse visto al Liverpool probabilmente non tornerà più, ma di tanto in tanto el Niño torna a materializzarsi in area come faceva una volta, e a diventare una punizione troppo pesante per un difensori quasi perfetti.

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Mastercramps è una rubrica di Crampi Sportivi è una rivista online di approfondimento sportivo nata con l’intento di portare Zinedine Zidane e Dennis Rodman al cena dal professor Heidegger.
 
 
 

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