Cinema, Tv e teatro: Elisa Isoardi ha masticato “La prova del cuoco”
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Elisa Isoardi ha masticato “La prova del cuoco”

In televisione esistono tre grandi categorie in cui dividere i programmi che conoscono tutti. Ci sono quelli smaccatamente vintage tipo Techetechetè che guardi serenamente durante l’access prime time estivo con tua madre che ti serve prosciutto e melone e tu che sei appena tornato dal mare e indossi una pacchiana camicia a maniche corte. Tuo […]

18 Dic
2018
Cinema, Tv e teatro

In televisione esistono tre grandi categorie in cui dividere i programmi che conoscono tutti.

Ci sono quelli smaccatamente vintage tipo Techetechetè che guardi serenamente durante l’access prime time estivo con tua madre che ti serve prosciutto e melone e tu che sei appena tornato dal mare e indossi una pacchiana camicia a maniche corte. Tuo padre è in poltrona e si sta sbellicando guardando Walter Chiari in bianco e nero che racconta una barzelletta che oggettivamente fa molto ridere. Dopo poco arriva Pippo Baudo che come una crocerossina salva il suicida di Sanremo, una spruzzatina di Benigni, qualche fotogramma di Ruggeri con i capelli che fa il rocker maledetto e un po’ di Gino Bramieri che fa sempre bene. Techetechetè è divertente, coccola quel senso di nostalgia estivo in cui vedi le belle giornate accorciarsi un attimo dopo che si erano allungate, sfrutta il patrimonio inestimabile delle teche Rai e costa niente, o quasi. La Tv delle Ragazze – Gli Stati Generali è stato un ibrido ben riuscito di questa categoria con dei validissimi contenuti vintage che si sono integrati alla perfezione con guizzi nuovi, una satira divertente e disturbante al punto giusto e una Serena Dandini in forma smagliante. Blob, molto più datato di Techetechetè come realizzazione, offre contenuti generalmente più recenti, ma è un perfetto esempio di questa categoria. La puntata in cui Ghezzi monta a regola d’arte la telefonata in diretta di Berlusconi a Santoro «Lei è un dipendente pubblico, si contenga» e un attimo dopo mostra Bisteccone Galeazzi in diretta a gambe larghe con una generosa perdita nella zona pelvica rimane la cosa più anni ’90, vintage e magnifica che si sia mai vista sulla tv di stato.

 

 

Nella seconda categoria, ci sono i programmi volutamente e spiccatamente stantii. La Vita In diretta, Linea Verde, Ballando con le Stelle, Pomeriggio Cinque e tutti quei format di cui, anche senza averne mai visto una puntata intera, conoscete alla perfezione struttura e argomenti. Sempre uguali a sé stessi da 15 o 20 anni, cambiano solo i conduttori (tranne Maria De Filippi, lei non cambia mai). La loro forza è proprio l’essere vecchi e rassicuranti: microfoni a gelato enormi, fotografia improponibile e il tronista tatuato di Carugate che sogna di trovare l’amore della sua vita che però non deve mai contraddire mamma o il servizio in diretta da casa di Albano e Romina con in bella vista i vini da vendere e Loredana Lecciso se passa di lì. Piccola nota fastidiosa: anche X-Factor e Masterchef sono diventati inesorabilmente programmi vecchi: prendetevi una pausa, cambiate le regole, fate una rivoluzione, vi prego. Altra piccola nota, ancora più fastidiosa: se Alessandro Cattelan non estrae un coniglio dal cilindro EPCC diventa il più bel programma vecchio della televisione italiana.  

Infine ci sono i programmi nuovi, format originali e divertenti che in Italia più o meno non vediamo da, che ne so, Mai Dire Gol? La prima stagione di Unti e Bisunti? L’operazione che la Rai ha definito più coraggiosa quest’anno, serie televisive a parte che sono un altro mondo, è stato portare in prima serata Il Ristorante degli chef, la brutta scopiazzatura argentina di Masterchef con il risultato che lo stanno guardando, sì e no, i parenti dei concorrenti e due o tre funzionari di Viale Mazzini che si sono comunque già rotti le scatole.

 

 
 
 
 
 
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Al di fuori di queste tre categorie immutabili c’è La Prova del Cuoco di Elisa Isoardi che si è inventata un nuovo genere: i programmi ruminati, rimasticati e poi sputati fuori. Antonella Clerici era la regina del vecchio, dello schema sempre uguale, delle tagliatelle di Nonna Pina e di uno share che negli ultimi tempi era calato, ma che ha placcato in oro la media stagionale di 20,38% nella stagione 2010/2011. Lo studio di Antonellina era rassicurante, succedevano sempre le stesse cose, ogni tanto arrivava Anna Moroni con la sua voce insopportabile e il ricordo di Beppe Bigazzi che voleva mangiarsi i gatti era quello di un cugino lontano che alla cena di Natale aveva fatto una gaffes talmente grande che poi la nonna non l’aveva più invitato. Isoardi, insieme a tutta la sua squadra di autori, ha preso questo modello ancora vincente, l’ha masticato e poi l’ha sputato fuori leggermente modificato perché ha un ego troppo grande per ammettere che tutto andava bene com’era. Intendiamoci, l’ex madame Salvini è una conduttrice perfetta: solare, sorridente, competente quel tanto che basta per capire come funzionano le cose, ma anche impreparata per mettersi perfettamente dalla parte del pubblico, precisa e con un buon ritmo. Se avesse preso, pari pari, il format delle scorse edizioni sarebbe diventata una Clerici più alta e con i capelli scuri. Ma il suo tocco autorale, o di chi per lei, è scadente e quasi fastidioso.

Gli snodi del programma la fanno spesso diventare un narratrice onnisciente e sapientona che non è, snaturandola e portandola a essere tremendamente antipatica. E poi tutti quegli stacchetti musicali con cui la regia punteggia ogni cambio di ritmo nel programma: ed Elisona lì, che non sa se deve cantare o ballare, e rimane ferma e muove le mani imbarazzata come mio zio quando va in vacanza e non sa cosa fare quando l’animatore biondo platino fa partire l’intramontabile Mueve la colita.

 

Elisa Isoardi diventa tuo zio impacciato canticchiando Bibbidi-bobbidi-bu

 

Ogni tanto ancora si cucina, si prova a dare un tema a ogni puntata, ma il filo rosso che tiene insieme le cose è sempre debole. Per anni La Prova del Cuoco è stato un programma di compagnia per molti italiani e italiane: accendevi la tv in casa, facevi le tue cose e la Clerici stava lì senza invaderti, ma facendosi guardare, ti prendeva. Isoardi passa, ti dimentichi di avere la televisione accesa e ti ritrovi dopo quasi due ore a vedere tre giudici impagliati decidere ancora se a vincere sarà il pomodoro rosso o il peperone verde. Poi finalmente comincia il Tg1, tu pranzi e sai che in base alla persona che sei sarà solo una pausa di felicità fino al prossimo programma che vorrai guardare.

 

 

Qualcuno si esalta con la Balivo, copia mal riuscita di Oprah Winfrey, qualcuno non perde una puntata del Paradiso delle signore Daily e poi c’è la parte d’Italia che si guarda La Vita di Diretta con Tiberione Timperi che insulta tutti, ma azzecca ogni congiuntivo. Ecco, la parte d’Italia che guarda la Vita in Diretta è esattamente quella che manda avanti il paese: genitori o nonni del giovane precario che si spaccano il culo da trent’anni per fare in modo, invano, che la diretta nuova generazione possa vivere una vita migliore della loro. E a loro gli occhi azzurri di Timperi, piacciono ancora. La Prova del Cuoco invece, è passata, anzi masticata, di moda.

p.s. Nell’economia di un nuovo programma, o della nuova versione di un nuovo programma, è importante anche scegliere il giusto cast. Isoardi aveva scelto Lo Cicero, sì l’ex rugbista, che in studio era temendo e che è stato mandato via dopo una prova da inviato d’assalto. Poi si è tenuta Ivan Bacchi, ma chi è?, che in studio è più fastidioso della mattina del 7 gennaio se sei uno studente di seconda media.

Marco Vanni
Marco Vanni
Cresciuto tra i banchi del Liceo Virgilio di Roma vive di musica, cinema, televisione e sport. Probabilmente, è già tuo amico su facebook.
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