Ciecof e i suoi compari si muovono in scenari assurdi e fuori dal tempo.
Vengono catapultati nella storia, continuamente rimbalzati da una parte all’altra del mondo. Sono inconsapevoli, osservatori, resi ciechi dal potere, teneri, illusi, bistrattati, arroganti.
Il pinguino Telonio si muove portandosi dietro l’eredità cosmica di tutti i pasticcini del mondo, l’anima dei bambini grassi, lo stupore degli ingenui. Si trova sempre in pericolo, non parla. Piagnucola.
L’alieno Astrolabio aspira al potere, pecca di superbia. Si trova sempre sulle spalle dei potenti della terra.
E’ in affari con la malavita. Forse solo alcuni riescono a vedere il suo vero volto, forse non tutti lo vedono con la faccia di alieno.
Il mostro peloso si chiama Sgancio. Sgancio sogna fin da cucciolo di distruggere déjeuner sur l’herbe di Manet, è ossessionato dalle famigliole felici radunate sui prati. Sgancio ringhia, odia tutti. Vorrebbe essere più grosso. Ha un ciuffo che cresce a dismisura.
Il presidente è Ciecof. In realtà il vero presidente è un satiro, ma Ciecof si crede il presidente. Vive avvolto nella paranoia, si crede un perseguitato.
I mostrini ruotano su pagine di giornale, incontrano Andreotti, Nietzsche, l’uomo sfera, la regina Elisabetta. Fra un fante oplita e un piccolo eroe del fumetto, i nostri mostrini s’incollano alle pagine patinate delle riviste. Si macchiano di carboncino e ci mostrano la loro tenera miseria. Code di pavone e singhiozzi.
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