Ci sono momenti della vita nei quali tutto si ferma. Alle Kessler è capitato, con il cuore e tutti gli organi interni, ma loro non se ne sono accorte e hanno continuato per la propria strada, trasportate solo dalle loro gambe, come quando si taglia la coda a una lucertola. Per chi li riconosce però questi momenti restano una data, un indicatore temporale oltre il quale sarà ancora possibile essere felici, sorpresi, esaltati. Ma non così. Non così. Possiamo ripeterlo? Non così. Non come quando ieri sera verso la fine della terza puntata di Sanremo, a soli tre cantanti dalla fine, arriva Arisa. Togliamo il muto dal televisore, perché ormai Noemi ha già cantato il suo pezzo dub, e Arisa pronuncia in neretto queste parole: Risolverò magari poco o niente ma ci sarò.
Adesso, se è vero, come abbiamo già ammesso, che il Festivàl della musica italiana è in realtà la versione #musical #broodway #sociology de L’Italia in Miniatura, immediatamente nella nostra testa suona un campanello d’allarme: per un’Italia renziana, Arisa vincitrice di Sanremo. Quello che succede è storia del #CircoloDisagio. “TUITTALO SUBITO!” dice qualcuno, “Tagga la Gialappa’s” dice qualcun altro. E poco prima di mezzanotte, ecco che la Gialappa’s decide di sostenere il disagio con un ritwitt.
Fuori la vita continua a scorrere.
1. I biglietti per il concerto a Londra di Renzo Arbore, grandissimo eroe della terza serata di gala, si ostinano a non scendere oltre i 54 pound.
2. Frankie Hi NRG prosegue la sua farsa della bicicletta presentandosi in Volvo a pochi isolati dall’Ariston sperando di ingannare tutti.
3. Gli autori della Litizzetto continuano a scrivere monologhi che hanno sugli spettatori un pericoloso effetto scabbia/gonorrea, a seconda di quanto le radiazioni siano contrastate da quelle di Radio Maria.
-Continuiamo a domandarci, ogni volta che si presenta sul palco: chi diavolo è Raphael Gualazzi e perché le Pussy Riot hanno scelto proprio lui per calcare il palco di Sanremo?
Più ci esaltiamo per la faccenda Arisa-PD (meglio comunque Arisa che Baricco, lo abbiamo detto anche a Renzi, che oggi certamente si è ritagliato un attimo per pensarci su), più ci rendiamo conto che l’inevitabile sta accadendo: ci stiamo trasformando in Francesco Sàrcina, che antepone le instagrammate alla vita reale.
Crediamo forse anche noi che l’attività social del Circolo Disagio stia rubando spazio a quella faccenda comunemente nota come Vita Vera? Quelle cose tipo partite a calcetto del mercoledì, flirtate in discoteca, tribune politiche al centro anziani di Bellinzago Novarese?
Sì, lo ammettiamo. C’è un po’ di Sàrcina in ognuno di noi. Ma siamo anche consapevoli di non essere gli unici utopisti, se da qualche parte, nascosto dalle sbraitate di Loredana Bertè che si crede troppo opinion leader degli insulti, giace il sussurro di Biagio Antonacci, che a fine serata, come se mai Sanremo fosse esistito, augura a tutti la buona notte:
#CircoloDisagio è comunque ancora impegnato nella ricerca del proprio Delfino del Disagio. Se Arisa sarà la Reginetta del ballo nazionale, chi sarà la sorellastra a cui non entra la scarpetta perché sono rimasti solo numeri di stock? Pensiamo, per esempio, alla terribile performance di Cristiano De Andrè o di Rosalino Cellammare, che per arrotondare ieri sera ha perfino dovuto indossare i panni dell’ospite straniero Damien Rice, venuto meno all’ultimo secondo. Purtroppo non ci sarà Arbore a salvarci dalle difficoltà di questa quarta serata di Festivàl, ma siamo sempre più asociali, disagiati e pronti a sparare sentenze inopportune su tematiche che Fazio non avrebbe neanche voluto sfiorare nei suoi peggiori incubi. Dobbiamo dire ancora una volta le cose come stanno?
1. La cellulite fa schifo.
2. Franca Valeri non faceva ridere ma faceva pena.
3. Il gay non aveva stile e stava lì solo perché portato avanti da qual grande massone di Elthon John.
4. Giusy Ferreri, per Dio, non sei Amy Winehouse.
E infine:
– Le tette grandi ci piacciono anche se sono rifatte. Siamo a favore della diversità, i diversamente abili, i mutilati di guerra. Ma non esageriamo con le cazzate adesso. Youporn dice sempre la verità. Dobbiamo venire a controllare la vostra cronologia?
In ogni caso, cari membri di Circolo Disagio, partecipate pure senza timore del domani. Finchè esisterà Antonella Ruggiero, non saremo noi l’anello mancante tra l’italiano medio e il caso umano.
Baci assai, VVUKDB.
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