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Olga Campofreda
Olga Campofreda
Olga Campofreda è nata a Caserta nel1987. Giornalista pubblicista, ha scritto per il quotidiano Il Mattino, occupandosi di cultura e spettacoli. È laureata in lettere moderne e collabora con diverse testate e web magazine (il manifesto, Freakout, Collater.al, Dude Magazine). L’ultimo libro pubblicato è Caffè Trieste (Giulio Perrone Editore, 2011), un reportage sulla poesia di San Francisco con un’intervista inedita a Lawrence Ferlinghetti.
23 Dicembre 2013

Da Calvino ai Public Enemy in compagnia di Fantaghirò

C’è un filo rosso che collega Italo Calvino ai Public Enemy. Un filo che si dispiega lungo angoli e curve. Tracciando forme concave e convesse, ritorna su se stesso e poi procede oltre, gira intorno a Carla Bruni, sfiora Dario Argento e l’Ispettore Coliandro fino ad arrivare al cantante pop italiano Filippo Neviani, meglio conosciuto come Nek. C’è un filo rosso anche da Calvino a Nek. E sotto, per un momento, c’è passato anche Stallone, per non parlare di Amedeo Minghi. 
C’è un filo rosso da Calvino ad Amedeo Minghi. 
Stiamo parlando della Saga di Fantaghirò, una mini serie mandata in onda il 22 e 23 dicembre del 1991 per la prima volta su Canale 5 e costantemente ripetuta nel periodo delle vacanze natalizie facendo quasi concorrenza alle repliche della Storia Infinita nelle vacanze di Pasqua. Il grandissimo successo di questa mini serie incoraggiò i produttori a utilizzare il girato non sfruttato delle due puntate per riprovarci anche l’anno successivo, poi quello dopo ancora e così via. Fino al 1996, con il quinto e ultimo capitolo della storia. Ripercorrere i nomi dei personaggi che hanno partecipato alla realizzazione di questo lavoro tutto italiano per ideazione e produzione è anche un viaggio nella prima metà degli anni Novanta, quando l’Italia ancora era in grado di fabbricare prodotti originali e di esportarli con successo anche all’estero. La saga di Fantaghirò fu infatti comprata e doppiata in tedesco, francese e inglese (con il titolo The Cave of the Golden Rose) e mandata in onda sulla BBC.
Ma procediamo con ordine all’interno del gomitolo della faccenda per capire cosa mette il lavoro di uno scrittore come Italo Calvino sulla stessa strada di Flavor Flav dei Public Enemy.
Fantaghirò persona bella è una favola inserita dallo scrittore nella raccolta di fiabe italiane pubblicata da Einaudi nel 1956. In particolare è la favola numero 69. Ovviamente lo segnalo solo perché fa ridere.
In ogni caso di questa favola esistono molte versioni, quella selezionata da Calvino appartiene alla zona del Montale Pistolese, ciò non toglie che fosse ampiamente diffusa nelle regioni meridionali. La storia dei due regni nemici in lotta fra loro, con cui si apre la stessa serie tv, è molto probabilmente riconducibile alle antiche contese interne al Regno delle Due Sicilie. Dati questi due regni in lotta fra loro, dunque, c’era una volta un re. Questo re voleva tanto un figlio maschio e si sa che ogni volta che compare tale auspicio in un racconto è matematico che accada il contrario. Il re deve accontentarsi di un’altra signorina e per farle dispetto le mette il nome di Fantaghirò. Tra le tre sorelle lei è quella simpatica, mettiamola così. Una riceve in dotazione la bellezza, una la saggezza, lei nulla, non si capisce. Tale presupposto sarebbe l’ideale punto di partenza per un bildungsroman che approda alla scoperta –in mancanza di ogni altra dote- di capacità letterarie nel protagonista, ma poiché siamo nel medioevo fantastico la principessa ribelle diventa molto brava a maneggiare la spada. Questo però solo dopo aver commesso una serie di errori in allenamento, come quello di tranciarsi i capelli in un taglio che priverebbe di sensualità perfino Scarlett Johansson.
Per il ruolo di protagonista viene scelta una ballerina, Alessandra Martines. Ed eccoci al primo punto di raccordo, perché la Martines è cugina di Carla Bruni. Un minuto di silenzio per immaginare l’espressività del momento Poesie di Natale quando si riuniva la famiglia. Fatto? Ok.
La Cugina di Carla Bruni viene allontanata dal castello quando rifiuta di prendere in sposo un principe orientale che chiede la sua mano, così, in un periodo d’esilio durante il quale affronta un training nel bosco sotto tutoraggio del Cavaliere Bianco, incontra Romualdo che è poi –giustamente- il principe del regno nemico. Quasi trafitto da una freccia di Fantaghirò, Romualdo ne scorge solo gli occhi. Per farla breve e saltando qualche passaggio, una profezia dice al vecchio re che solo una delle sue figlie potrà battere in duello Romualdo e avere la meglio sul regno nemico. Così Fantaghirò si veste da uomo e prende i panni del principe di Valdoca. Quando Fantaghirò affronta in duello Romualdo lo batte ma gli risparmia la vita, poi torna al suo reame. Il principe riconosce il lei la donna degli occhi, così come solo nelle favole succede, e se la va a riprendere per vivere per sempre felici e contenti su Canale 5 con tante interruzioni pubblicitarie. Questo primo episodio della saga è affidato, come i successivi, alla regia di Lamberto Bava, regista e sceneggiatore che prima di allora aveva firmato capolavori del calibro di Demoni e Demoni 2, Macabro, Morirai a Mezzanotte e Il torturatore. Nonché Tenebre come aiuto regista di Dario Argento. Troppo poco spazio all’oscurità in questa favola d’amore e magia. Ecco perché nel riprovarci una seconda volta il nostro maestro dell’horror inserisce il personaggio della Strega Nera, che impedisce il matrimonio tra Romualdo e Fantaghirò e genera il movimento centrifugo di avvenimenti che porteranno di nuovo i protagonisti fuori i confini del regno, con Romualdo che perde la memoria e la Cugina di Carlà che riprende le armi per riconquistare il suo amore. Ma eccoci arrivati a un’altra delle nostre connessioni anni Novanta: per il ruolo della Strega Nera viene scelta Brigitte Nielsen, icona anni Ottanta e vincitrce dell’ambito premio di “peggior attrice non protagonista” per Rocky IV. La pellicola le procurò anche una relazione piuttosto seria con Sylvester Stallone, solo il primo di una lunga serie di mariti e fidanzati del jet set internazionale. Se Italo Calvino può comparire –stando ai motori di ricerca- nello stesso spazio dedicato a uno dei membri storici della scena rap, tutto ciò è di nuovo opera della Strega Nera. Nel 2004 infatti la Nielsen conosce Flavor Flav dei Public Enemy nel corso di un reality americano e per un breve periodo i due escono allo scoperto come coppia.
Restano fuori Nek, Amedeo Minghi e l’Ispettore Coliandro. Ora ci arriviamo.
Nella terza serie viene introdotto il personaggio di Tarabas, “il più crudele e potente dei maghi”, ma soprattutto Nicholas Rogers. Lo stesso attore è scelto per interpretare il protagonista maschile in un film del 1998 di cui si è persa ogni traccia nonostante fosse ispirato alle canzoni-tormentone dell’album Laura non c’è del già citato Filippo Neviani, in arte Nek. La terza serie di Fantaghirò è anche quella in cui Romualdo viene tramutato in pietra da un maleficio. In quell’occasione avrebbe dovuto essere chiara ai più la vera natura della principessa, che non esita a scaricare l’amato per il tenebroso mago non appena si ritrova col marito pietrificato e imbelle.
L’ultimo episodio di Fantaghirò è quello che ha turbato un po’ l’infanzia di tutti coloro che nel 1996 si trovavano parcheggiati tra le elementari e le medie. È chiaro comunque che –stando alla data delle riprese- alcune scelte sono riconducibili al periodo storico in questione. Erano gli anni dei primi rave, i sound system arrivavano nel cuore d’Europa con tutti i loro magici accessori al seguito. Ecco che allora vengono fuori ortaggi parlanti che rubano bambini per darli in pasto a un re pirata. Fantaghirò viene chiamata in questo mondo parallelo per affrontare questo pirata comunista insaziabile e nel farlo –abbandonato Romualdo- viene affiancata da un altro cavaliere. L’episodio si chiude con la Cugina di Carlà che decide di restare nel mondo degli ortaggi giganti e intraprendere una nuova relazione con un uomo del popolo-un semplice cavaliere- vivendo per sempre seduti sui prati a gambe incrociate cantando la Canzone del sole con le chitarre.
Quanti anni Novanta in una sola storia. Per chi avesse voglia di riprovare quelle emozioni ancora una volta, la Saga di Fantaghirò sarà ritrasmessa su Mediaset Extra il 24 e il 25 dicembre giusto in tempo per quando avrete digerito il cenone della vigilia e il pranzo del giorno dopo, ovvero alle tre e mezza e alle sei del mattino. Con la colonna sonora originale firmata da Amedeo Minghi.
Per i più nerd di voi la buttiamo lì. Nel 1997 Lamberto Bava propose ai produttori un sequel ulteriore, nato soprattutto perché il quinto episodio non aveva soddisfatto lo zoccolo duro dei fan. Purtroppo la nuova sceneggiatura aveva costi di produzione talmente alti che neanche Mediaset del periodo d’oro se la sentì di accondiscendere. Fu così che il nostro Bava impiegò le sue energie riciclandosi come attore, tra le altre cose anche in uno dei film dell’Ispettore Coliandro, il personaggio tratto dai romanzi di Carlo Lucarelli. Tac. E il cerchio si chiude.

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