Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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Attualità
22 Dicembre 2013

La posta del cuore • La Sociologia der Divano

Mannaggia Nino ho un problema! Mi ritrovo spesso aizzato dai miei amici a partecipare a delle feste in cui mi assicurano sempre la scopata. Invece picche. Loro scopano mentre io mi ritrovo a fine serata sul divano con il più sfigato della festa ad osservare gli altri all’opera. Il problema è che non riesco a tenere il loro passo in più non so come approcciare con le ragazze, dato che già so che mi considerano uno sfigato e quindi da respingere a priori. Adesso arriva capodanno e la relativa dolentissima festa che avrà l’ennesimo epilogo. Come ne esco?!
Marco L.
Dar tempo de li grechi che c’è ‘na divisione: Eros e Tathanos. Aggiornato a li tempi nostri, se pô sintetizzà dividenno tra chi scopa e chi a 30 anni ancora se misura er cazzo nella speranza de passà da 13,8 centimetri, ar traguardo ppisicologgico de li 14 cm, scuffianno così groliosamente nella media. Così facenno però se ignora sia ‘o sviluppo pervico uerfer steit dalla culla alla tomba, che er funzionamento dell’impianto orgasmico femminile: “mejo largo ch’attappa, che lungo che sciacqua”).
Er tuo probblema c’ha ddu code: la paura de pijà er palo e er còcche fàit. Affrontamo ‘ste fiere pe ordine. Allora, siccome che tte fai parte della seconda categoria, ovvero li geometri fallici, nun pôi sperà de defórt da esse sommerso de patanga. ‘St’anzia de pijà er palo è ‘na sovrastruttura der cazzo derivata dallo stereotipo der maschio arfa chiappe strette e scianche langhe alla Gion Uéin. Er palo è formativo, beota che nun sei antro! Te dà sicurezza, fiducia, esperienza e manna l’anzia pe fratte a coje l’uva. L’antra chimera ch’hai da sfaciolà è er còcche fàit pell’appunto, ovvero la “bbattaja de cazzi”. In quanto complesso de inferiorità ch’attanaja ogni masculo, purtroppo nun pôi uscinne da ‘sto circolo vizzioso. Allora l’unica rimane fà bbôn viso a cattivo gioco e aspettà de capì la strateggia der nemico pe arginallo colle misure adatte: si cquello fà llo splendido devi da fà ll’annoiato, si quello te pija pe er culo devi faje ‘a supercazzola, si quello fà er dotto devi fà llo spocchioso e ccosì vvia. Purtroppo ‘sta cosa la apprendi coll’esercizzio e all’inizzio l’unica cosa che devi tené a mente è “profilo basso ma no remissivo”, sinnò te la piji facile facile ‘ndo nun batte er sole.
Come spesso anche oggi attigno a li granni penzatori pe fatte capì che sei ‘n cojone. C’era ‘na bend de crucchi nell’anni ’50, piognieri de roc ppisichedelico, che se chiamava “Scola de Francoforte”. Er lider (no nner senzo teutonico de “sonate Sturm un Ddrang”, ma nner senzo de “caporione”) era ‘n tizzio, tale Adorno, genio der gruppo ma anche gran roito demmerda. Poi c’era ‘n antro, tale Beniamin, che ‘nvece scopava come ‘n bonobo colle grupis. Anfatti mentre che cuest’urtimo, ner gruppo, mezzo ce stava e mezzo no, er poro Adorno stava sempre piegato su ‘na ssedia a scrive robba, manco fosse er Vittorio Arfieri dei Bicce Bois. Er commilitone, nell’osservà ‘sto poraccio che se ‘ndustriava invano a intenne come giraveno ‘e cose, formalizzò er modello de “Er divano nell’epeca d’â sua riproducibbilità fallica”. Pe falla breve divideva l’omini, er vero sesso debbole (in quanto perennemente dipennente da vulva), in 2 categorie:

L’omo de “l’immaggine dialettica” che incula er tempo, incartannojela a passato e futuro, popo partenno dall’urgenza dell’attualità (sintetizzata nello Ietzetzait – termine crucco che vor dì “ora è er tempo der coito”). ‘Sto prototipo archetitipo idear tipico, se presenta così come obbliquo (riprennenno la dialettica der sor Pòll Valerì da Lutezzia), in quanto pô ripete er sistema de senzazzioni ed eccitazioni quanno e cco cchi vôle. Quinni ieri te se scopa, oggi te sodomizza e domani sorpresona. Ciò ‘a chiama “Reartà Sensibbile a ddomicijio”, ner senzo che viè llui ad appoggiattelo senza che te scomodi.
Quell’antri invece sò cquelli che ancora nun se sò libberati dall’influenza der sostrato socialreligioso de besciamella de cui fruirno li bborghesi nemichi der popolino. Beniamin è quì che ddà er mejo de sé, spieganno come che si nun ce se liberà da ‘sta gabbia concettuale de misurazzione umana bbasata sulla misurazione fallica, nun se riuscirà mmai a trovà argomenti inutilizzabbili dar fascista che te incula la pischella da sott’ar naso. Urge quinni ‘na riformulazione dell’esiggenze rivoluzzionare della tua politica culturale.

Tradotto: devi rimette ‘n discussione tutto l’approccio tuo. Sinnò segui er consijo de Ungaretti, dar componimento suo che tra tutti è sempre er ppiù: “Sparate in culo”.
Illustrazione Andrea Chronopoulos.

20 Dicembre 2013

Mastercramps • Bentornato, vero Nueve!

Nel meraviglioso e variegato universo del football, si trovano spesso persone non comuni: artisti del gioco, esteti del tiro a giro, fenomeni della balistica con piedi delicati e il gusto della perfezione, feticisti del bel gol. E poi ci sono i numeri 9, ovvero quelle entità straordinariamente complesse e istintive che abitano le aree di rigore e il cui unico motivo di esistere è quello di buttare la palla dietro il portiere. Quel numero non si porta sulla maglia, non si indossa, ma compare come un tatuaggio estemporaneo sulla pelle di chi, nella dilatazione immensa che possono avere pochi decimi di secondo in un’area piccola, sa esattamente cosa fare e come farlo. Questo Mastercramps è dedicato proprio a loro, giovani rapaci dei sedici metri e consolidati predatori di palloni vaganti, che con ogni gesto sgraziato, ma letale, ci ricordano una lezione molto importante: «bello» non ti farà vincere nessuna partita.
5. Alexandre Lacazette
Un veterano del  1991, con più di cento presenze alle spalle con la maglia del Lione. Nella sua finta narcotica si intravedono i motivi per cui porta un dieci sulle spalle, ma la freddezza e la precisione sono chiaramente da bomberone (rima involontaria). Gol troppo raffinato per essere in testa a questa classifica.

4. Luis Suarez
Ormai onnipresente nelle nostre hit settimanali, el Pistolero stupisce partita dopo partita per l’ampiezza incredibile del suo repertorio. Nel gol che porta in vantaggio i Reds contro il Tottenham, ci sono tutti gli ingredienti per sfornare una punta rapace: fame, astuzia, controllo e una sorta di metafisica che lo fa apparire sempre esattamente dove deve essere. 

3. Mario Mandzukic
Facile segnare – pensi  – con tutta quella qualità alle spalle. In effetti se tu, punta, puoi disporre dei cross e della fantasia di tipetti come Ribery, Götze, Robben, Kroos, Müller, Thiago, Schweinsteiger, Lahm, ma soprattutto Rafinha, certo dormi meglio di Alberto Paloschi. Ci sono delle volte, però, che i cross non sono perfetti e le marcature diventano tremendamente strette. Lì ti ricordi perché Mandzukic è il 9 del Bayern Monaco.

2. Danny Welbeck
Quando i tuoi compagni di reparto sono RVP, Rooney e Chicharito puoi rischiare di vedere il campo molto poco, ma se quando lo fai, sei così determinante e famelico, difficilmente riusciranno a tenerti fuori ancora a lungo. La partita di Welbeck è il manuale del bomber: nel primo gol (0.06) si piomba su un assist del palo, nel secondo (1.01) anticipa due difensori centrali, il portiere e un compagno di squadra. Spietato.

1. Fernando Torres
Se ne parla tanto in Inghilterra: al Chelsea manca un attaccante vero (ahahah!). Eppure qualcosa di molto simile ogni tanto si ripresenta sotto forma di bambino biondo dall’accento ispanico. Sì, è vero, il fuoriclasse visto al Liverpool probabilmente non tornerà più, ma di tanto in tanto el Niño torna a materializzarsi in area come faceva una volta, e a diventare una punizione troppo pesante per un difensori quasi perfetti.

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Mastercramps è una rubrica di Crampi Sportivi è una rivista online di approfondimento sportivo nata con l’intento di portare Zinedine Zidane e Dennis Rodman al cena dal professor Heidegger.
 
 
 

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